Doctor Strange, la recensione: quando la magia Marvel funziona

Marvel Benedict Cumberbatch interpreta il mago Doctor Strange

Arriva finalmente nelle sale cinematografiche il primo mago supereroe: Benedict Cumberbatch interpreta Doctor Strange e ci porterà in un mondo fatto di mistero e magia.

Era il luglio del 1963 quando su uno degli albi pubblicati da Marvel Comics fece la sua prima apparizione il Dr. Stephen Vincent Strange, personaggio mistico creato (testi e disegni) da Steve Ditko.

Dopo alcuni tentativi apocrifi e mal riusciti di trasporre Strange sul piccolo e grande schermo (il film TV Dr. Strange del 1978 e la pellicola Invasori dalla IV dimensione del 1992), i tempi si sono fatti finalmente maturi complice soprattutto una computer grafica all’altezza delle magie dello Stregone Supremo.

Perciò eccoci arrivati a Doctor Strange, primo film interamente dedicato al personaggio Marvel diretto dal regista horror Scott Derrikson (suoi sono l’ottimo Sinister, 2012 e il decisamente meno riuscito Liberaci dal Male, 2014).

Stephen Strange (Benedict Cumberbatch) è un neurochirurgo di fama mondiale (per gli appassionati di Grey’s Anatomy, il paragone con la bravura di Derek Sheperd viene spontaneo) affetto da un forte egocentrismo, dall’amore per il lusso sfrenato e da una patologica incapacità di pensare ad altri che sé stesso.

Questo fino a quando un violento incidente automobilistico causato dalla sua arroganza non lo porta a perdere l’uso delle mani, rendendolo perciò incapace di operare: per un uomo come Strange, la fine di ogni scopo nella vita.

È nel tentativo di recuperare i suoi talenti chirurgici che Strange si imbatte nell’Antico (Tilda Swinton) e nel suo discepolo Mordo (Chiwetel Ejiofor), guide verso un mondo mistico di cui Strange fino a quel momento ignorava l’esistenza. Un mondo di magia, incantesimi, essere multidimensionali e minacce occulte.

Strange diventerà discepolo dell’Antico e, inevitabilmente, sarà costretto a fronteggiare la minaccia di Kaecilius (Mads Mikkelsen), Maestro rinnegato in combutta con uno dei più selvaggi poteri del multiverso.

MarvelMads Mikkelsen interpreta Kaecilius, nemico di Strange
Kaecilius, interpretato da Mads Mikkelsen

Come tutti i primi capitoli che introducono nell’Universo Marvel un nuovo supereroe, anche Doctor Strange investe parte del suo minutaggio nell’introduzione del protagonista e in questo caso i punti in comune con il Tony Stark di Iron Man (2008) sono tanti. Come Stark anche Strange è egocentrico, donnaiolo e affetto da una grande megalomania.

Come Stark, una grave mutilazione costringerà Stephen Strange a fare i conti con sé stesso, anche senza la guida dell’amica/amante Christine Palmer (Rachel McAdams).

Una volta saldato il conto con il passato di Strange, il film mantiene tutte le promesse fatte durante il combattimento tra Kaecilius e l’Antico, scena di apertura della pellicola: il mondo magico è una pura e semplice gioia per gli occhi.

Prendete le scene più oniriche e incredibili di Inception(2010), prendete le parti di magia urbana in Harry Potter (per esempio, il numero 12 di Grimmaud Place) ed elevate tutto all’ennesima potenza: i talenti di Kaecilius e dell’Antico inchiodano alla poltrona e lasciano a bocca aperta e questo, per un cinema assuefatto alla computer grafica, non è cosa da poco.

MarvelUna delle magie del film Doctor Strange

L’impianto narrativo regge in tutte le sue parti e anche l’ecosistema magico descritto dall’Antico ha poche e semplici regole che vengono prima iniettate nell’azione e solo dopo spiegate: uno show don’t tell azzeccato, pratico e maturo.

I Marvel Studios volevano introdurre una nuova componente all’interno del loro universo, la magia, e Derrikson con Doctor Strange è riuscito a farlo in modo decisamente potente: le minacce affrontate dagli Avengers impallidiscono a confronto del mondo mistico che lo Stregone Supremo protegge.

Molto interessante anche il piccolo cortocircuito tra scienza e misticismo, tra filosofia e materia, creato nel film. In più momenti il mondo medico si interseca con quello magico e Strange si trova al centro di esso. Non è un caso che reclami come suo il titolo di Dottore, invece che quello di Maestro.

MarvelL'Antico colpisce Strange e separa il corpo dalla forma astrale
La forma astrale di Strange evocata dall'Antico

Gli attori si comportano tutti bene (la Swinton si dimostra come sempre capace di caratterizzare i ruoli più complessi) anche se, purtroppo, trovare una voce italiana adatta a Cumberbatch è un'impresa impossibile, degna del più grande degli stregoni.

Difetti? In realtà nessuno. Stiamo parlando di un fumetto trasportato al cinema, di un’opera il cui patrimonio genetico discende direttamente dalla volontà di stupire e sorprendere propria dei comics Marvel e questo fa Doctor Strange: stupisce e sorprende.

Un consiglio? Non uscite dalla sala prima del tempo perché vi perdereste due scene post-credit di tutto riguardo: la prima riguarda l’incontro di Strange con un altro Vendicatore (se diciamo Ragnarok cosa vi viene in mente?), la seconda getta le basi per quello che potrebbe essere il sequel natura di Doctor Strange.

      Cerca