Colin Firth e tutte le star che rifiuteranno di lavorare con Woody Allen in futuro

Le star del cinema prendono posizione nel periodo più nero della storia di Hollywood. Questa volta tocca al regista di Celebrity.

Non c’è pace nel firmamento di Hollywood, e dopo i casi Weinstein e Spacey ecco ritornare in auge un vecchio caso che sembrava ormai accantonato.

Sull’onda di denunce e accuse, licenziamenti e cambi di ruolo attoriali, tocca ora a Woody Allen subire il processo mediatico e hollywoodiano. L’attore Colin Firth è solo l’ultimo di un lungo elenco di attori e attrici che hanno abbandonato la nave del regista newyorkese manifestando la ferma volontà di non voler più lavorare con Woody Allen o, addirittura, di essersi pentiti di averlo fatto in passato.

Colin Firth, che ha recitato sotto la guida di Allen nel 2014 in Magic in the Moonlight, ha dichiarato al Guardian:

 Non lavorerò mai più con Woody Allen.

La spia della saga dei Kingsman non è nuova a queste prese di posizione nette in favore delle presunte vittime di violenza. Nella bufera che investì Harvey Weinstein lo scorso anno vi era anche un’altra dichiarazione di Firth, il quale definì il magnate di Hollywood un uomo spaventoso, lodando il coraggio delle donne che lo avevano denunciato a gran voce.

Questa volta le dure parole del fidanzato di Bridget Jones arrivano dopo l’ennesima denuncia pubblica da parte di Dylan Farrow, la figliastra del regista.

La vicenda del 1992

Dylan Farrow, figlia adottiva di Woody Allen e Mia Farrow, nel 1992 dichiarò di essere stata abusata sessualmente dal patrigno. All’epoca la Farrow aveva 7 anni e, dopo lunghe indagini e controversie legali, non venne creduta e le accuse decaddero.

A distanza di 25 anni la Farrow è tornata a parlare di quel 1992, domandandosi come mai, dopo aver punito duramente Weinstein e Spacey, Hollywood abbia risparmiato proprio Woody Allen.

Ed è proprio grazie o a causa delle vicende che hanno preceduto la sua dichiarazione che, questa volta, la sua versione inizia a sembrare più credibile agli occhi di molti addetti ai lavori.

Colin Firth è infatti l’ultimo di una lunga serie di attrici e attori che hanno espresso vicinanza a Dylan Farrow o che hanno fermamente condannato il regista di Io e Annie dichiarando di non voler più lavorare con lui in futuro.

Gli attori che non prenderanno parte ai film di Allen

Una delle tante star ad aver dichiarato di non voler più lavorare con il regista newyorkese è stata Ellen Page, che in un post su Facebook ha dichiarato che recitare in To Rome With Love sotto la direzione di Woody Allen è stato l’errore più grande della sua vita.

Un’altra attrice pentita di aver preso parte alla stessa pellicola della Page è Greta Gerwig, che al New York Times ha dichiarato di non voler più lavorare con Woody Allen.

Se avessi saputo allora quello che so adesso, non avrei recitato nel film. Non ho più lavorato per lui e non lavorerò più per lui. I due pezzi di Dylan Farrow mi hanno fatto capire che ho aumentato il dolore di un’altra donna.

Mira Sorvino, entrata nel vortice delle accuse mosse ad Harvey Weinstein, ha rincarato la dose anche nei confronti di Woody Allen. L’attrice ha infatti scritto una lettera aperta indirizzata a Dylan Farrow in cui si scusa per aver recitato in La Dea dell’Amore.

Nella lunga lista di pentimenti e risentimenti figurano anche Griffin Newman, Rebecca Hall e Timothée Chalamet, tutti protagonisti in A Rainy Day in New York, l’ultima opera del regista di Harry a Pezzi.

Griffin Newman, in un tweet si è tolto un peso in modo inequivocabile:

  • Ho lavorato al prossimo film di Woody Allen
  • Credo sia colpevole
  • Ho donato il mio intero stipendio a RAINN

Stesse considerazioni per Rebecca Hall (che in passato ha lavorato con Allen in Vicky Cristina Barcelona), che ha deciso di donare il suo stipendio a Time’s Up (altra associazione che ha sposato la causa).

Gli stessi toni dei suoi colleghi sono stati utilizzati da Timothée Chalamet in un post su Instagram. L’attore di Lady Bird dichiara che, mentre “obblighi contrattuali” gli impedivano di parlare liberamente della sua decisione di lavorare con Allen, aveva in programma di donare il suo intero stipendio in beneficenza.

Non è un buon momento per il prolifico regista e c’è già chi pensa che il suo prossimo film, A Rainy Day in New York, avrà qualche problema a vedere la luce del sole. È davvero arrivata l’ultima ora per le produzione a marchio Allen o è soltanto... un Hollywood Ending?

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