Stalker di Sandra Bullock muore dopo 5 ore di resistenza agli SWAT

Lo stalker di Sandra Bullock si è tolto la vita: l'uomo era penetrato in casa dell'attrice ed era stato giudicato affetto da disordini mentali durante il processo.

Mercoledì 2 maggio 2018 Joshua James Corbett ha messo tragicamente fine alla sua travagliata esistenza. Il 42enne si è ucciso nella sua casa di La Crescenta (Contea di Los Angeles), dopo 5 ore di negoziati con una squadra SWAT.

Tutto è iniziato alle 7,00 del mattino quando i poliziotti hanno bussato alla sua abitazione per eseguire un mandato. Sembra che Joshua non si fosse presentato a un'udienza in tribunale il 23 aprile. La situazione è subito precipitata perché l’uomo si è barricato in casa, minacciando di uccidere i poliziotti. Questi ultimi sono stati costretti a fare intervenire gli SWAT, che hanno iniziato subito una trattativa per convincerlo ad arrendersi. Purtroppo, i negoziatori non hanno avuto successo e non sono riusciti a impedirgli di uccidersi. Dall’abitazione non è arrivato nessun sparo, ma una volta penetrati all’interno gli uomini del nucleo speciale hanno trovato Joshua morto a seguito di una ferita autoinflitta.

Il tentativo di aggressione a Sandra Bullock

Joshua James Corbett era diventato noto dopo essere penetrato in casa di Sandra Bullock. Era il 2014 e l’uomo era riuscito ad arrivare fino alla camera da letto dell’attrice, che aveva avuto la prontezza di chiudersi a chiave nell’armadio e di chiamare il 911.

La polizia riuscì ad arrestare lo stalker e lo trovò in possesso di una sorta di diario, in cui aveva descritto nei minimi dettagli l’aggressione. Da quanto è emerso dall’analisi del diario, l’uomo non intendeva solo penetrare in casa dell’attrice, ma voleva anche realizzare delle precise fantasie sessuali. Non solo, nella sua abitazione fu ritrovato persino un vero e proprio arsenale di armi illegali.

Durante il processo a suo carico, fu riconosciuto affetto da schizofrenia e condannato a 5 anni di libertà con trattamento sanitario mentale obbligatorio. L’attrice ottenne anche un ordine restrittivo valido fino al 2022. Nel giugno del 2017, Joshua era stato rilasciato dal centro di igiene mentale che seguiva il suo caso, ma evidentemente la sua condizione di instabilità era ancora molto grave.

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