Il racconto dei racconti: la spiegazione del finale del film di Matteo Garrone

Avete visto Il racconto dei racconti e siete fermi sull'enigmatico finale? Ecco una possibile spiegazione sull'ultima sequenza del film di Matteo Garrone.

01 Distribution Salma Hayek in una scena de Il racconto dei racconti

Il visionario, simbolista ed enigmatico Il racconto dei racconti, di Matteo Garrone, tratto dalle fiabe popolari Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, presenta un finale che può non sembrare così netto e lineare.

Chi ha visto la pellicola sa che si tratta di un film a episodi (La cerva, La pulce, Le due vecchie) che convergono nella scena finale. Ogni episodio parla di un'ossessione e una trasformazione profonda che coinvolge le protagoniste dei segmenti narrativi: proviamo a spiegarli.

I tre episodi de Il racconto dei racconti

01 DistributionUna scena de Il racconto dei racconti
Il grottesco nell'episodio Le due vecchie
  • Ne La cerva una regina è ossessionata dal desiderio di un figlio, fino a spingersi a commettere azioni turpi per modificare le conseguenze delle sue azioni.

  • Ne La pulce una giovane principessa viene data in sposa per scommessa (una scommessa che coinvolge la pelle di una pulce gigantesca, ormai morta) a un terribile orco, di cui cerca di liberarsi in ogni modo.

  • Ne Le due vecchie, il dissoluto re di Roccaforte s'invaghisce di una bella ragazza che pensa abiti nella casa dove, in realtà, vivono due anziane sorelle. La più ingegnosa delle due, Dora, dopo diverse peripezie incontra una strega che la trasforma in una ventenne bellissima, che finirà con lo sposare il re. Ma sua sorella Imma, ancora anziana e rugosa, vorrebbe ottenere lo stesso risultato, l'elisir dell'eterna giovinezza.

Il finale de Il racconto dei racconti

01 DistributionUna scena de Il racconto dei racconti
Dora diventa regina

Il finale de Il racconto dei racconti fa convergere le tre storie narrate. Viola, liberatasi del feroce orco che suo padre le aveva (per errore) fatto sposare, viene incoronata regina. La cerimonia si svolge anche al cospetto di Elias, il figlio della regina di Selvascura, già nominato re, e alla presenza del re di Roccaforte e la neosposa Dora. 

Proprio Dora, improvvisamente, si accorge che l'incantesimo che l'aveva trasformata in una bella ragazza sta svanendo e che lei sta tornando anziana com'era prima di sposare il re. Sconvolta e terrorizzata, abbandona la cerimonia prima che suo marito si accorga del suo aspetto.

Mentre Viola viene incoronata, sopra le teste di tutti si muove un funambolo con un numero spettacolare, in equilibro su una fune infuocata.

Il significato del finale

01 DistributionLe due sorelle ne Il racconto dei racconti
Dora e la sorella Imma ne Il racconto dei racconti

Il finale da cui estrapolare il significato de Il racconto dei racconti è piuttosto oscuro: le storie, legate da un leitmotiv cromatico e tematico (il rosso, il concetto di trasformazione e ossessione), cambiano registro dal dramma alla commedia fino al grottesco. La commistione di fantasy e realismo, personaggi grondanti sangue insieme a incantesimi, streghe e magie costituiscono il punto di forza della pellicola e gli ultimi minuti viaggiano verso due direzioni.

La prima è una sorta di riequilibrio dopo i passaggi ontologici, le forme mutevoli, le metamorfosi, le bugie, gli inganni. Successivamente a tanti cambiamenti, il tutto sembra incasellarsi nelle corrette prospettive: Viola, liberatasi del suo terribile marito, è regina, così come Elias, che è inseparabile dal suo doppio, quello tanto odiato dalla regina, e Dora torna ad avere la sua età prima dell'incantesimo.

La seconda è un senso di provvisorietà e precarietà che coinvolge l'animo umano, l'unica risposta possibile (il funambolo in aria) quando i protagonisti scrutano il cielo, forse in cerca di risposte. In altre parole, anche se il cerchio ci sembra chiuso e tutto sembra essere tornato al proprio posto, nell'universo di Garrone i personaggi sono in perenne divenire e non c'è nulla di certo o di stabile.

Il finale de Il racconto dei racconti, più che a livello letterale, va letto e considerato in chiave simbolica.

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