Lazzaro Felice, tre clip dal film premio per la Migliore Sceneggiatura a Cannes 71

Lazzaro Felice si prepara a conquistare gli spettatori come ha conquistato la giuria di Cannes: il film di Alice Rohrwacher arriva nei cinema il 31 maggio.

Il 31 maggio debutta finalmente nei cinema italiani Lazzaro Felice, il film che ha emozionato la giuria del 71esimo Festival di Cannes.

Potrete scoprire presto chi è il contadino Lazzaro, che si nasconde tra le foglie di tabacco insieme a una ragazzina nella clip in testata. Lazzaro è l’incarnazione della semplicità o meglio della santità secondo la sceneggiatrice e regista Alice Rohrwacher:

La santità dello stare al mondo e di non pensare male di nessuno, ma semplicemente di credere negli altri esseri umani. [Il film] Racconta la possibilità della bontà, che gli uomini da sempre ignorano, ma che si ripresenta e li interroga come qualcosa che poteva essere e non abbiamo voluto.

La sinossi di Lazzaro Felice

Il film racconta l’amicizia impossibile tra il contadino Lazzaro (Adriano Tardiolo) e il marchese Tancredi De Luna (Luca Chikovani/Tommaso Ragno), figlio della proprietaria della tenuta dell’Inviolata. I protagonisti rappresentano due mondi agli antipodi. Se Lazzaro è un povero contadino semplice e ingenuo fino alla stupidità, Tancredi è un marchese ricco e viziato. I due saranno legati da un’amicizia che nasce vera e poi diventa vittima di segreti e bugie. 

La clip qui sotto racconta in un minuto tutto il mondo di Tancredi. Una semplice cena in famiglia e un rimprovero a una cameriera maldestra bastano per mostrare la frattura esistente tra i familiari e gli amici di Lazzaro e Alfonsina De Luna (Nicoletta Braschi), terribile proprietaria terriera che tratta i suoi contadini come degli schiavi.

La storia ha un momento di svolta quando Lazzaro è costretto a abbandonare la campagna per andare alla ricerca di Tancredi in città. Persino nella metropoli la sua sapienza contadina sarà di aiuto agli emarginati, incapaci di riconoscere le erbe spontanee da usare per sfamarsi.

Lazzaro Felice è davvero una favola sulla santità senza miracoli e superpoteri. Nel descrivere il film, Alice Rohrwacher lo ha definito la favola di coloro che fanno del bene senza averne consapevolezza, ma seguendo una semplice predisposizione naturale. È la favola di chi resta nell’ombra e rimedia agli errori degli altri, prendendosi sulle spalle lavori pesanti e sgradevoli.

Se queste tre clip vi hanno conquistato, il 31 maggio andate al cinema a vedere Lazzaro Felice.

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