Tuo, Simon la recensione: se la commedia scolastica alla John Hughes si tinge d'arcobaleno

La classica commedia scolastica si tinge di queer con Tuo, Simon, il film di Greg Berlanti che aggiorna un filone cinematografico ormai canonico al sentito adolescenziale del 2018.

Adam Dalton Nick Robinson in una scena del film

Simon Spier è un 17enne tipo dell'Atlanta bene, o almeno quello che le commedie scolastiche ci spacciano per lo studente delle superiori comune; strategica ricercatezza in campo musicale (suona solo vinili nella sua impeccabile cameretta adolescenziale), bellezza appena occultata sotto un guardaroba fintamente trascurato, caffè ghiacciato mattutino con gli amici.

Insomma, Simon è la versione appena patinata e vagamente idealizzata del 17enne medio del quartiere bene statunitense, già tagliato e assemblato per una commedia romantica tra i tavoli della mensa e le aule di una scuola superiore, con tanto di preside strambo. 

Adam DaltonUna scena del film Tuo, Simon
Mensa scolastica, parcheggio, biblioteca e aule: i quattro punti cardinali della commedia scolastica ritornano in Tuo, Simon

Solo che Simon non è segretamente innamorato dell'amica di sempre o della bella e impossibile del liceo. Simon trattiene il respiro e vive in punta di piedi, sperando che nessuno di accorga che è omosessuale. È questo il twist da cui prende il via Tuo, Simon, la commedia scritta e diretta da Greg Berlanti, sceneggiatore e produttore di serie TV di culto quali Riverdale, Arrow e Dawson's Creek. 

Tuo, Simon: citazioni e classici scolastici

I cultori del genere troveranno nella pellicola un perfetto connubio tra temi classici e riferimenti culturali datati 2017. Non si fatica di certo a elencare molteplici similitudini con i successi passati e recenti del filone che ha donato a ogni generazione il suo titolo di riferimento a tema scuola e turbamenti amorosi adolescenziali, a partire da quel Dawson's Creek di cui Berlanti scrisse alcuni episodi. Il telefilm è palesemente citato nella bacheca online da cui tutto ha inizio. Quando Simon scopre su questo sito di "segreti rivelati online" la confessione di un compagno di scuola gay non dichiarato e decide di inviargli una email, torna alla memoria anche il film che ha fatto notare Emma Stone, Easy Girl, in cui la delazione via social media giocava un ruolo fondamentale. 

La presenza nel cast di Katherine Langford - divenuta famosa per il suo ruolo "scolastico" in Tredici - è un sintomo di quanto questo film sia sforzi di rimanere sulla lunghezza d'onda di chi in questo momento a 17 anni o giù di lì, considera Bill Cosby storia vecchia e maledetta, mal sopporta l'incapacità degli adulti di fare un editing serio dei filmini familiari e supporta gentilmente le ambizioni culinarie della sorellina minore. 
La curva descritta dalla storia è quindi abbastanza prevedibile per quanti, per gusto o età anagrafica, qualche commedia scolastica statunitense con "amico di penna" l'hanno già vista; difficile per esempio non pensare a Noi siamo infinito mentre Simon e il misterioso Blue si scambiano email sempre più sentite e personali riguardanti i loro sentimenti nascosti al mondo. 

Adam DaltonSimon e le amiche fanno il tifo per la squadra del liceo
Amici da sempre, con qualche segreto reciproco: questi sono i protagonisti di Tuo, Simon

Non manca poi il solito campionario di canzoni originali e hit più o meno a effetto nostalgia per coronare quella che, anche per gusto musicale, si rivela una commedia scolastica più ambiziosa della media young adult recente. L'intenzione di Berlanti sembra proprio quella di costruire sì una pellicola scolastica dalla parabola piuttosto canonica (situazione "perfetta" iniziale, tensioni amorose che causano un errore impedonabile, tentativo di non perdere la faccia di fronte alla scuola, caduta e allontanamento degli amici, riabilitazione), puntando sulla ricercatezza del suo protagonista e sull'attualità degli scambi tra adolescenti per distinguersi dai prodotti più commerciali e raffazzonati. 

Tuo, Simon: se John Hughes si tinge di queer

Il punto di svolta dovrebbe essere l'omosessualità nascosta del protagonista. Una volta tanto il contesto sociale in cui è cresciuto non è l'ostacolo maggiore: i genitori sono chiaramente di mentalità aperta e amorevoli, i compagni di scuola per la maggioranza supportano già i ragazzi dichiaratamente gay dell'istituto, gli amici di sempre non sembrano il tipo di adolescente pronto a troncare un'amicizia per questo genere di rivelazione. Eppure la timidezza e il fastidio provocato dalla necessità di "dover annunciare" la propria diversità bloccano Simon. Sarà proprio la corrispondenza con il coetaneo Blue a renderlo via via più consapevole e coraggioso, oltre che a farlo innamorare del misterioso compagno di segreto e di email. 

Adam DaltonNick Robinson nei panni di Simon
Nick Robinson dà una convincente performance nei panni di Simon

Scovare però chi si nasconda dietro lo pseudonimo non sarà un compito semplicissimo, così come si rivela insidioso per il film trovare un nucleo davvero brillante attorno a cui giocare la diversità "normale" di Simon. Mi spiego meglio: di fatto Berlati si attiene quasi a un'equazione tra vita di un adolescente etero e di uno gay innamorati di un compagno alle superiori. Gli stilemi, i gusti e le difficoltà sono più o meno le stesse, così come il film che ne risulta: sarebbe semplicissimo tagliare un paio di scene e cambiare il sesso o l'orientamento sessuale del protagonista, senza che il film risulti poi così snaturato. 

Se da una parte può essere efficace mostrare la base comune che unisce il sentimento d'amore adolescenziale, non importa il sesso dei protagonisti, dall'altra scegliere questa strada significa sfornare un film uguale a tanti altri, che per esempio scarica tutte le colpe "sul cattivo" della situazione proprio quando aveva assunto la dignità di personaggio ridicolo sì, ma a tutto tondo. Gli stilemi della cultura gay sono poi molto superficiali (caffè ghiacciato, passione per i musical, gusti musicali da hipster) e non contribuiscono quasi per nulla a dare carisma a un film che fatica a distinguersi dai predecessori a orientamento eterosessuale. È un vero peccato che non si sia colta quest'occasione per fare qualcosa di diverso anche in senso creativo, sfornando una verve maggiore, dando un carattere vero e proprio al protagonista e al suo film. 

Tuo, Simon insomma potrà essere a modo suo iconico ed epocale per una generazione di adolescenti (etero e gay) che nel 2017 possono rispecchiarsi per questioni anagrafiche nei tormenti scolastici e amorosi del protagonista, ma dal punto di vista cinematografico, fa poco più dello stretto necessario per agguantare la sufficienza. 

Tuo, Simon sarà nelle sale italiane a partire dal 31 maggio 2018. 

Voto 6,5/10

Anno 2018, finalmente anche il pubblico LGBTQ+ ha la sua commedia scolastica alla John Hughes. Peccato si perda l'occasione di andare oltre lo standard sentimentale di questo filone, dandogli verve.

Elisa Giudici

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