Star Trek: tutte le serie TV e i film e l'ordine in cui guardarli

Star Trek non ha solo scritto la storia di piccolo e grande schermo: ha scritto anche la nostra storia, dato impulso alla ricerca scientifica, inciso parole e personaggi nella cultura popolare e nell'immaginario collettivo. Ecco tutta la saga trek.

CBS, Paramount Pictures Star Trek: tutti i capitani di cinema e TV

Nel settembre del 1966, oltre mezzo secolo fa, Star Trek - quella che oggi conosciamo come la serie classica - debuttò sul piccolo schermo, cambiando la storia della TV, del cinema, della fantascienza e della cultura popolare.

Un traguardo invidiabile, considerando che a più 55 anni dalla sua nascita, Star Trek rappresenta ancora oggi uno dei franchise di fantascienza più amati e seguiti di sempre, nonché uno dei più prolifici.

Nato dall’immaginazione del grande Gene Roddenberry, l’universo trek ha debuttato nel 1966 con la serie classica, per poi ampliarsi ed espandersi nel corso dei decenni con altre serie TV e una lunga serie di film.

Star Trek ha scritto la storia del piccolo schermo ma anche della scienza, dando nuovi input alla ricerca e ispirando gli scienziati di tutto il mondo per nuove invenzioni, a partire dal telefono cellulare che la serie classica ci aveva mostrato nella versione “rozza” del comunicatore.

Entrata di diritto in quella parte di cultura popolare che non conosce barriere di tempo o lingua, Star Trek ha dato vita a un fandom attivo e fedele degli anni, che ha fatto degli ideali della serie l'aspirazione per un mondo migliore, basato su una collaborazione fra tutti gli esseri umani per l’esplorazione dello spazio (alla ricerca di strani, nuovi mondi…), l'assenza di guerre (il denaro è stato eliminato, tornando al baratto), malattie o carestie (i replicatori forniscono tutto il necessario e la scienza medica ha fatto grandi progressi).

La profondità dei contenuti narrativi, scoperti poco alla volta - episodio dopo episodio, serie dopo serie, film dopo film - ha fatto sì che Star Trek segnasse tappe fondamentali anche della nostra storia.

Il 22 novembre del 1968 mostrò il primo bacio inter-razziale della storia della TV, scambiato fra il capitano Kirk e il Tenente Uhura (e “giustificato” con la costrizione aliena, per evitare di incorrere nella censura che già aveva annunciato di voler cancellare quella scena).

Arrivata in Italia con moltissimo ritardo, il 1° maggio del 1979, sulla rete allora nota come Telemontecarlo, la serie classica oggi fa sorridere per i suoi effetti speciali e i tempi dilatati fino all’esasperazione, ma all’epoca pose le basi anche per il cambiamento dei ritmi del montaggio e della narrazione, rivoluzionando il linguaggio televisivo.

A Gene Roddenberry, al suo sogno su un futuro in cui l’unico nemico viene dallo spazio e l’umanità ha superato ogni conflitto e diversità, dobbiamo la nascita di una storia potenzialmente infinita, come dimostrato dalle molte declinazioni, ma anche ricca di fascino e di insegnamenti.

Dalla Prima Direttiva, che impedisce di interferire con lo sviluppo di altre culture, al rispetto della gerarchia della Flotta Stellare e alla creazione della Federazione dei Pianeti Uniti, Star Trek ha spalancato le porte sul sogno di un futuro ricco di opportunità per tutti, indipendentemente dalla loro provenienza.

Declinando questo futuro, dopo la serie classica, in ben 7 spin-off (più un ottavo già annunciato) e, finora, 13 film.

Tutti da vedere e rivedere, soprattutto se - come me - si hanno diversi episodi preferiti fra le varie serie, capaci di rievocare un’atmosfera speciale e di farci rivivere emozioni legate alla nostra storia di fan.

Nota: la serie animata di Star Trek, prodotta per due stagioni fra il 1973 e il 1974, racconta per 22 episodi le avventure dell’equipaggio della serie classica, con il doppiaggio degli interpreti originali. Non essendo stata prodotta con attori in carne e ossa, mi limito a segnalarla per correttezza, ma non la tratto approfonditamente né la inserisco nella cronologia.

Tutte le serie TV di Star Trek

Star Trek: La serie classica (1966)

Spazio, ultima frontiera. Eccovi i viaggi dell’astronave Enterprise durante la sua missione quinquennale, diretta all’esplorazione di nuovi mondi, alla ricerca di altre forme di vita e di civiltà. Fino ad arrivare là, dove nessun uomo è mai giunto prima.

Con queste parole, si scriveva l'inizio di una storia infinita. La presentazione di Star Trek, di quelle tre stagioni che oggi conosciamo come "la serie classica", come vi ho già raccontato, avrebbe cambiato non solo la storia della TV, ma anche quella del cinema, della cultura popolare, della fantascienza e della scienza.

L'immaginazione di Gene Roddenberry sarebbe stata d'ispirazione non solo per tutti i fan della serie nel mondo, ma anche per gli scienziati e gli inventori che ne condividevano il sogno.

Un sogno lungo oltre 55 anni, che ha avuto inizio con i viaggi della nave stellare USS Enterprise per raccontarci attraverso 3 stagioni le incredibili avventure del capitano James T. Kirk (William Shatner), affiancato dall’Ufficiale Scientifico Spock (Leonard Nimoy), dal Dottor Leonard Horatio McCoy (DeForest Kelley), dal Tenente Comandante Montgomery Scott (James Doohan), dal Tenente Hikaru Sulu (George Takei), dal Guardiamarina Pavel Chekov (Walter Koenig) e dal Tenente Uhura (Nichelle Nichols).

Razze aliene, pianeti sconosciuti, missioni di soccorso: per l’equipaggio del capitano Kirk c’è stato ogni genere di incontro, nemico, sfida. Oltre, naturalmente, alle fondamenta del franchise scientifico più amato nella storia della TV.

E un episodio pilota - The Cage - che non piacque ai vertici della rete, spingendo la produzione a realizzarne un secondo - quello che tutti conosciamo - e in seguito a riciclare parte del materiale girato per The Cage nel corso degli episodi successivi.

The Cage (Lo zoo di Talos in italiano) è famoso perché a guidare l'Enterprise non c'era il capitano Kirk, bensì Christopher Pike, personaggio che avremmo imparato a conoscere successivamente e che allora era stato interpretato da Jeffrey Hunter.

Nominata a 13 Emmy Awards, la serie classica di Star Trek non ne vinse mai uno: la fantascienza, considerata ancora un genere minore (e “culturalmente” inferiore) sarebbe stata rivalutata solamente in seguito e, paradossalmente, proprio grazie a Star Trek e al suo contributo culturale.

Star Trek: The Next Generation (1987)

Sul ponte di comando della nuova Enterprise, in veste di capitano, questa volta c'è Jean-Luc Picard (Patrick Stewart), affiancato da Numero 1 - il Comandante William Riker (Jonathan Frakes) - dal Tenente Comandante Data (Brent Spiner), dal Klingon Wolf (Michael Dorn), dal Tenente Geordi La Forge (LeVar Burton) e dalla Consigliera Deanna Troi (Marina Sirtis).

Senza dimenticare, naturalmente, il medico di bordo, la dottoressa Beverly Crusher (Gates McFadden), suo figlio il Guardiamarina Wesley Crusher (Wil Wheaton) e la mitica Guinan (Whoopi Goldberg), aliena responsabile del bar di prora sull’Enterprise.

The Next Generation approfondisce la mitologia della serie introducendo nuovi alimenti, e in particolare i nemici più temibili incontrati dall'uomo fino a quel momento: i Borg

La Flotta Stellare si trova alle prese con una specie aliena, ibrido organico e meccanico, costituita da una sorta di alveare in cui tutti gli individui assimilati - e potenziati meccanicamente - fanno capo a un'unica coscienza collettiva, alla guida della quale c'è una Regina.

Il concetto stesso della società Borg, priva di sentimenti e con l'unico obiettivo di assimilare quante più culture e popolazioni possibile per arricchirsi e diventare sempre più forte, è destinato a rivoluzionare l'universo trek e a trasformare Jean-Luc Picard nel simbolo stesso dell'umanità opposta al concetto di ipertecnologicizzazione, uno degli incubi ricorrenti della fantascienza classica fin dai suoi esordi.

Star Trek: TNG è anche celebre per aver alimentato il filone dei viaggi nel tempo, un altro elemento che sarebbe diventato parte integrante dello spirito narrativo trek, e grazie alla rivoluzione del Ponte Ologrammi - uno spazio ricreativo a bordo dell'Enterprise in cui l'equipaggio può far ricreare qualsiasi ambiente - Picard e i suoi ci regalano imperdibili incursioni nel passato della Terra e avventure destinate a diventare di culto.

I Klingon, i vecchi nemici di Kirk e dell'epoca della serie classica, per la prima volta si trovano sul ponte di comando dell'Enterprise grazie al Tenente Worf, che ci permette di approfondire la cultura di uno fra i popoli più amati della saga (con una lingua tutta sua che i fan più accaniti parlano correntemente).

Il Tenente Tasha Yar (Denise Crosby), responsabile della sicurezza dell’Enterprise, esce presto di scena e lascia il proprio ruolo a Worf, cambiando il destino della serie.

Star Trek: The Next Generation è stata prodotta per 7 stagioni, che le hanno fruttato la bellezza di 18 Emmy Awards e molti altri premi.

Star Trek: Deep Space Nine (1993)

Nota con l'abbreviazione DS9, Star Trek: Deep Space Nine ci porta per la prima volta non a bordo di una nave stellare, bensì di una stazione spaziale.

Posizionata strategicamente per la Guerra del Dominio (che ci viene raccontata nelle ultime due stagioni) la stazione DS9 rappresenta un importante crocevia del commercio e ospita alieni di ogni specie, che s’incontrano sotto il controllo della Flotta Stellare insieme alla Milizia Bajoriana.

Diversamente dalle serie precedenti, Deep Space Nine si concentra sugli intrighi e i complotti politici, sulla manipolazione della diplomazia, sugli omicidi politici e sullo sfruttamento di ogni risorsa per ottenere un vantaggio, tutti elementi che nelle serie precedenti sembravano essere stati superati, almeno fra membri della stessa specie.

Ma proprio grazie alla complessità culturale della serie, ambientata in un luogo in cui gli equilibri dell'intero universo conosciuto devono essere mantenuti senza scossoni per evitare catastrofi, tutto il peggio di ogni popolo emerge per ricordarci che, secoli nel futuro, ambizione e conquista restano temi centrali nell'animo di ogni forma di vita.

La serie nasce dopo la morte di Gene Roddenberry, avvenuta due anni prima del debutto televisivo di DS9, e resterà l’unica di tutto il franchise e non essere ambientata su una nave spaziale.

Il delicato confine fra i territori della Federazione Unita dei Pianeti e quelli che fanno invece capo all’Unione Cardassiana (i cardassiani sono i nemici numero uno di turno) è frequentemente occasione di scontri e ha coinvolto il vicino pianeta Bajor in una guerra molto cruenta.

Prodotta per 7 stagioni, premiate con 4 Emmy Awards, DS9 vede protagonista il comandante della stazione, Benjamin Sisko (Avery Brooks), vedovo che vive insieme al figlio Jake (Cirroc Lofton).

Sisko è affiancato da diversi altri personaggi: ci sono l’ufficiale della Milizia Bajorana Kira Nerys (Nana Visitor), il medico Julian Bashir (Alexander Siddig), il capo della sicurezza Odo (René Auberjonois), l’ex membro di The Next Generation Miles O’Brien (Colm Meaney), capo operazioni sulla stazione, l’avido Quark (Armin Shimerman), il simbionte Jadzia Dax (Terry Farrell) che nell’ultima stagione viene rimpiazzato da Ezri Dax (Nicole de Boer).

Oltre a O’Brien, in Deep Space Nine troviamo un’altra vecchia conoscenza di The Next Generation: l’amatissimo Tenente Worf (Michael Dorn).

Star Trek: Voyager (1995)

Una rivoluzione nella rivoluzione: per la prima volta nella storia di Star Trek, sul ponte di comando della nave stellare Voyager c’è una donna: il capitano Kathryn Janeway (Kate Mulgrew).

In seguito a un incidente, la USS Voyager viene scaraventata nel quadrante Delta e deve rimettersi in viaggio verso casa, lontanissima, su un percorso costellato di pericoli… e nel quadrante in cui i Borg regnano incontrastati, ma solo fino all'arrivo di un nuovo, e ancor più temibile nemico, tanto temibile da mettere in difficoltà perfino i Borg: si tratta della specie 8472, così denominata proprio dai Borg dopo che questi hanno invaso lo spazio fluido in cui vive la nuova specie.

Dotata di armi e veicoli organici, di un sistema immunitario resistente come nessun altro e della capacità di replicare ogni forma di vita, la specie 8472 crea una replica dell'Accademia della Flotta Stellare in cui addestra i propri soldati con la missione di attaccare e sterminare la Flotta. Ma il capitano Janeway e il suo equipaggio si metteranno in mezzo...

La Voyager si trova isolata e scaraventata nel quadrante Delta mentre è in missione per catturare una nave di ribelli Maquis, che finiscono per unirsi all’equipaggio. Il loro capo è Chakotay (Robert Beltran), destinato a diventare Primo Ufficiale e a stringere un rapporto molto stretto con la Janeway.

Sul ponte della Voyager ci sono anche il vulcaniano Tuvok (Tim Russ), responsabile della sicurezza, il timoniere Tom Paris (Robert Duncan McNeill), l’ufficiale scientifico Harry Kim (Garrett Wang) e il primo, straordinario Medico Olografico d’Emergenza, il Dottore interpretato da un grande Robert Picardo.

Il medico di bordo, infatti, rimane ucciso e al suo posto viene attivato l’ologramma d’intelligenza artificiale deputato a sostituirlo in caso d’emergenza, noto come M.O.E. (Medico Olografico d'Emergenza).

Ricordiamo inoltre l'indimenticabile capo ingegnere B’Elanna Torres (Roxann Dawson, oggi regista in molte fra le serie TV più seguite), figlia di padre umano e di madre Klingon e perciò in perenne lotta con la sua doppia natura, e i personaggi originari del Quadrante Delta, che si uniscono all’equipaggio durante il viaggio: il talassico Neelix (Ethan Phillips), l’aliena Kes (Jennifer Lien) e il personaggio destinato a fare breccia nell’immaginario collettivo, diventando una fra le icone Trek più amate di sempre: l’ex Borg Sette di Nove (Jery Ryan), il primo caso conosciuto di Borg "riportato" gradualmente alla propria natura umana dopo la separazione dalla collettività.

Anche Voyager è stata prodotta per 7 stagioni, aggiudicandosi 7 Emmy Awards e moltissimi altri premi minori.

Star Trek: Enterprise (2001)

Primo prequel televisivo della serie classica, Star Trek: Enterprise ci racconta per 4 stagioni le avventure dell’equipaggio a bordo della Enterprise NX-01, la prima nave costruita con lo scopo di esplorare lo spazio grazie al motore a curvatura.

Al comando c’è il capitano Jonathan Archer (Scott Bakula), insieme al fedele cane Beagle Porthos, il primo cane a bordo di una Enterprise.

L’equipaggio di Archer è composto dal Primo Ufficiale vulcaniano, T’Pol (Jolene Blalock), la cui presenza è stata voluta dall’Alto Comando di Vulcano per tenere d’occhio le mosse di Archer e degli altri umani a bordo, in vista di un’alleanza destinata a diventare definitiva con la creazione della Flotta Astrale. Spok quindi non è più il primo vulcaniano sul ponte di un'Enterprise: ha un'illustre predecessore. Al contrario di Spock, però, T'Pol non è per metà umana: la sua convivenza con il resto dell'equipaggio è, pertanto, molto difficile all'inizio, ma come previsto tutto finirà per il verso giusto.

C'è anche un altro primato, in termini cronologici, conquistato da Enterprise: benché sia noto a tutti i fan trek che i Borg vengono combattuti per la prima volta dal capitano Picard, in Enterprise c'è un incontro con loro (in uno degli episodio migliori dell'intera serie di 4 stagioni), sebbene Archer e il suo equipaggio non ne conoscano il nome né le peculiarità.

Sul ponte dell'Enterprise, alle comunicazioni c’è Hoshi Sato (Linda Park), mentre l’ingegnere capo è Charles Tucker III, detto Trip e interpretato da Connor Trinneer.

Il medico di bordo è un alieno denobulano, il dottor Phlox (John Billinglsey), mentre a capo della sicurezza c’è Malcolm Reed (Dominic Keating) e il timoniere è il guardiamarina Travis Mayweather (Anthony Montgomery).

Un secolo prima delle avventure di Kirk, l’equipaggio di Enterprise affronta la minaccia rappresentata dagli alieni xindi, responsabili della distruzione della Terra che l’Enterprise cercherà di fermare intervenendo nella Guerra Fredda Temporale.

Fra gli altri alieni ostili ci sono naturalmente i Romulani, storici nemici della futura Federazione.

Nonostante le proteste dei fan, che arriveranno a raccogliere fondi (oltre 3 milioni di dollari in pochi giorni) e firme per la produzione di nuovi episodi, Enterprise venne cancellata alla quarta stagione (4 sono anche gli Emmy Awards vinti dalla serie), lasciandoci per la prima volta orfani di Star Trek in TV per molti anni fino alla produzione dello spin-off successivo.

Star Trek: Discovery (2017)

Il prequel della serie classica: Discovery si colloca circa 10 anni prima delle avventure del capitano Kirk, ma dopo quelle di Archer.

Per la prima volta nella storia trek, nei panni del protagonista non c'è un capitano, bensì un Primo Ufficiale: Michael Burnham (Sonequa Martin-Greene, l'ex Sasha di The Walking Dead).

L'intera storia ruota infatti attorno alle azioni, alle decisioni e alla storia personale e professionale di Michael, il primo essere umano istruito al Centro della Conoscenza di Vulcano e all'Accademia delle Scienze vulcaniana.

La sorellastra dell'ufficiale scientifico più famoso di Star Trek: rimasta orfana, Michael viene adottata dalla famiglia di Spock su Vulcano, diventandone di fatto la sorella.

Michael è una donna sicura di sé, intelligente e volenterosa, molto fedele al capitano Philippa Georgiou (Michelle Yeoh), ma solo fino al momento in cui, costretta dalle circostanze, lotta per prendere il comando al suo posto.

Imprigionata, processata e macchiata del terribile crimine di insubordinazione, Michael Burnham dovrà fare del suo meglio per dimostrare di essere degna di fiducia nella nuova missione, al fianco del capitano Lorca (Jason Isaacs), ma ancora una volta le cose non sono come sembrano.

Burnham è il primo personaggio trek che si ribella al suo capitano, infrange la Prima Direttiva e finisce per scatenare una guerra contro i Klingon (guidati da T'Kuvma ma anch'essi impegnati in una guerra interna), ma nonostante ciò riesce a riabilitarsi sia agli occhi dello spettatore, che conosce le sue ragioni, che a quelli dei propri colleghi.

La voce di Michael Burnham e del suo diario di bordo traghettano Star Trek nel passato e al tempo stesso nell'era moderna, con dilemmi morali e personali mai affrontati prima in forma così profonda.

Accanto a lei, impariamo a conoscere gli altri personaggi: Saru (Doug Jones), ufficiale scientifico e alieno (è un kelpiano), Paul Stamets (Anthony Rapp), altro ufficiale scientifico, Ash Tyler (Shazad Latif), tenente della Flotta Stellare che viene fatto prigioniero dai Klingon, Sylvia Tilly (Mary Wiseman), cadetto che non riesce a smettere di parlare e sembra molto impacciata ma si dimostrerà un valido elemento.

E poi, naturalmente, c'è il capitano Christopher Pike interpretato da Anson Mount...

Disponibile in Italia su Netflix, Star Trek: Discovery ci ha già regalato 3 stagioni ed è stata ufficialmente rinnovata per la quarta, annunciata a fine maggio 2020 nonostante le difficoltà produttive per la pandemia di Covid-19.

Star Trek: Picard (2020)

14 anni dopo la sua ultima missione, con il salvataggio di quasi un miliardo di romulani, l’ammiraglio Jean-Luc Picard vive in Francia dedicandosi ai propri vigneti.

Eroe mondiale, Picard un giorno riceve la visita di una ragazza, Dahj (Isa Briones), che lo raggiunge perché ha bisogno del suo aiuto: qualcuno sta cercando di ucciderla e lei, in qualche modo, sa che l'ex ammiraglio può aiutarla.

Picard capisce che si tratta della figlia di Data, incredibilmente simile a un’umana in un’epoca in cui i sintetici sono stati vietati dopo la ribellione che ha ucciso 80.000 persone su Marte anni prima.

Daj ha una gemella, Soji, che Picard decide di rintracciare e aiutare in memoria della sua antica amicizia con Data, ma anche perché è convinto che eliminare gli androidi sia stato un errore...

A 15 anni dalla fine di The Next Generation, Jean-Luc Picard torna in TV per raccontarci una nuova, appassionante avventura trek e una drammatica storia di cui, ancora, non sapevamo nulla.

Affiancato da due romulani, fedeli all'uomo che ha salvato il loro popolo, e immerso in un mondo la cui tecnologia può fare cose sempre più straordinarie - come dimostra il personaggio della dottoressa Jurati (Alison Pill), Picard è protagonista di un attesissimo spin-off disponibile su Prime Video, premiato con un Emmy al termine della prima stagione e già rinnovato per una seconda.

Picard ci regala un'incursione nel passato facendoci ritrovare, coi loro interpreti originali, il personaggio di Data (Brent Spiner) in sogni e ricordi ma anche vecchie glorie in carne e ossa: Numero 1 (il comandante Riker, interpretato da Jonathan Frakes, che Picard ha omaggiato chiamando "Numero 1" il proprio cane) e Sette di Nove (Jeri Ryan).

Fra presente, passato e futuro, Picard è ambientata nel 2399, esattamente 20 anni dopo i fatti narrati nel film Star Trek - La nemesi e per la prima volta ci presenta una serie trek essenzialmente priva di personaggi appartenenti (attualmente) alla Flotta Stellare (da cui l'ammiraglio Picard si era congedato in polemica).

Rinnovata ancor prima che gli episodi della prima stagione fossero resi tutti disponibili, Picard è stata seguita dall'annuncio di un nuovo spin-off, intitolato Strange New Worlds (Strani nuovi mondi).

Star Trek: Strange New Worlds (annunciata)

Dopo l'episodio pilota inizialmente rifiutato, e dopo la scoperta del personaggio grazie a Discovery, il capitano Christopher Pike diventa protagonista di uno spin-off tutto suo.

Star Trek: Strange New Worlds, titolo che richiama le parole di apertura della serie classica con quegli "strani, nuovi mondi" esplorati dall'Enterprise.

A interpretarlo c'è Anson Mount, che riprende il ruolo già ricoperto al fianco di Michael Burnham in Discovery, per raccontarci un nuovo prequel della serie classica: la storia, appunto, del capitano che precedette il leggendario James T. Kirk.

Nel cast finora sono stati annunciati Ethan Peck (già nel cast di Discovery nello stesso ruolo) nei panni di un giovane Spock e Rebecca Romjin (la Mistica di X-Men) in quelli del Primo Ufficiale, il nuovo Numero 1.

Nessun dettaglio è ancora emerso sulla trama, ma parte della storia del capitano Pike è già nota a tutti i trekker e le aspettative per la nuova serie - dedicata a un personaggio comparso per la prima volta in TV 55 anni fa - sono davvero molto alte.

La serie verrà resa disponibile negli USA su CBS All Access e nel momento in cui scrivo non c'è ancora una data ufficiale per il debutto.

Vi terremo aggiornati!

Tutte i film di Star Trek

Star Trek (1979)

Ben 3 nomination agli Oscar (Art Direction, effetti speciali, colonna sonora originale) per il primo lungometraggio tratto dalla serie TV, 12 anni dopo il debutto televisivo di Kirk e compagni.

Diretto dal grande Robert Wise (West Side Story, Tutti insieme appassionatamente) e interpretato dal cast originale della serie classica ci racconta di come l’Ammiraglio Kirk (il grado di capitano è ormai superato, da tempo) torni a bordo dell’Enterprise, con il suo equipaggio, per intercettare un vascello alieno che minaccia la Terra.

La narrazione è lenta, accurata, costruita come (e oltre) il ritmo a volte esasperatamente lento dei primi episodi della serie TV.

Tanto che William Shatner, vedendo per la prima volta il film nella versione completa, si convinse che avrebbe rappresentato la morte del franchise di Star Trek, perché il pubblico non avrebbe più tollerato la lentezza del film quasi 15 anni dopo il debutto della serie TV, con i cambiamenti del ritmo nella narrazione.

Si sbagliava sul destino di Star Trek, sebbene non si possa certo dargli torto sulla lentezza del film che, visto oggi, risulta davvero esasperante in alcune parti. Contando anche il fatto che la durata, per l'epoca, era esagerata: oltre due ore e un quarto, per la precisione 132 minuti per la versione distribuita in origine, 136 per il director's cut e ben 143 per la versione televisiva.

La sceneggiatura è firmata da Gene Roddenberry per la creazione dei personaggi insieme a Harold Livingston (talento della TV dietro i copioni di serie come Missione impossibile, L'uomo da 6 milioni di dollari e Fantasilandia).

La storia, invece, viene da un'idea di Alan Dean Foster, alla sua prima idea per un lungometraggio.

I trailer originali del film avevano la voce narrante di Orson Welles in persona, la colonna sonora ebbe un grande successo (Gene Roddenberry la riprese, nel tema musicale principale, anche per The Next Generation) e il film - costato intorno ai 35 milioni di dollari - ne incassò oltre 82 e mezzo nei soli Stati Uniti, diventando un blockbuster.

Un successo che avrebbe dato il via a una saga cinematografica, parallela a quella televisiva, in grado di consacrare Star Trek nell’olimpo della fantascienza già alla fine degli anni ’70, quando il mondo impazziva per il primo capitolo (pardon, il quarto…) di Guerre Stellari.

Star Trek II - L’ira di Khan (1982)

Con una nomination agli Oscar per la migliore sceneggiatura basta su materiale proveniente da un altro mezzo (la TV geniale di Gene Roddenberry), il secondo capitolo cinematografico è incentrato sul contrasto fra l’Ammiraglio Kirk e il suo vecchio, acerrimo nemico Khan Noonien Singh.

Kahn (l'indimenticabile Ricardo Montalban), geneticamente modificato per diventare un super-uomo, era stato confinato da Kirk su un pianeta lontano molti anni prima, dopo aver attaccato l’Enterprise per prenderne il comando.

Durante una missione per la terraformazione del pianeta, Chekov sbarca e Khan riesce a prendere il controllo della sua mente, con conseguenze potenzialmente catastrofiche... 

Il cast della serie classica torna in azione, al completo e con la partecipazione aggiuntiva di futuri nomi e volti molto noti, da Kirstie Alley (Senti chi parla) a Paul Winfield (Terminator).

La regia è firmata da Nicholas Meyer (che fino ad allora aveva diretto solo L’uomo venuto dall’impossibile e collabora anche alla sceneggiatura insieme a Jack B. Sowards) e  il budget, rispetto al primo film, è notevolmente ridimensionato (circa 11 milioni di dollari) e si ripaga già nel primo weekend di programmazione negli USA, con l’incasso di oltre 14 milioni… Che arriveranno a quasi 100 in tutto il mondo.

Il successo ai botteghini di Star Trek continua, anche grazie a un aggiornamento del ritmo narrativo e alla passione sempre più diffusa per la serie, che per tutti gli anni '70 viene replicata dalle TV di tutto il mondo.

I tempi sono maturi per l'idea di un nuovo capitolo, e il franchise continua a prosperare sul grande schermo, con altri due film che usciranno prima dell'arrivo di The Next Generation, destinata a cambiare anche il cast dei lungometraggi.

Star Trek III - Alla ricerca di Spock (1984)

Leonard Nimoy non è solo protagonista, ma anche regista di questo terzo film della saga, in cui il cast della serie classica torna a riunirsi due anni dopo L’ira di Khan.

La trama ruota attorno al viaggio di Kirk e del suo equipaggio in cerca del corpo di Spock, caduto durante il combattimento con il malvagio Khan. Ma ciò che il capitano Kirk ancora non sa è che Genesis, il dispositivo per la terraformazione del pianeta su cui Khan era stato esiliato, ha riportato in vita il suo vecchio amico…

Scritto da Harve Bennett, già produttore di diversi altri film della saga e produttore de La donna bionica e L'uomo da 6 milioni di dollari, il film vide la sostituzione di Kirstie Alley con Robin Curtis per il personaggio di Saavik: libera da un contratto opzionale per il terzo film durante le riprese del secondo, la Alley chiese una cifra eccessiva e la produzione decise di sostituirla.

Durante le riprese del film, fatto molto famoso fra i fan, un incendio scoppiò improvvisamente sul set e William Shatner salvò eroicamente un membro della troupe prima che arrivassero i pompieri. Per sdrammatizzare, l'attore interprete di James T. Kirk disse che l’aveva fatto solo per velocizzare il prosieguo delle riprese: era impegnato sul set della serie cult poliziesca T.J. Hooker e non poteva sforare con il film.

Star Trek III fu un buon successo commerciale (un budget di 17 milioni di dollari, ripagato quasi totalmente dagli incassi del primo weekend in sala) ma soprattutto il successo di aver convinto Nimoy a reindossare i panni di Spock con la promessa di fargli firmare la regia.

L’attore se la cava egregiamente dietro la macchina da presa, tanto da strappare subito un contratto per dirigere anche il successivo film della saga.

Rotta verso la Terra (1986)

Siamo al quarto film della saga e, per la prima volta "Star Trek" non compare nel titolo italiano del film. Il film uscì in Italia nel luglio del 1987 e, senza internet e tutti gli altri strumenti moderni per il passaparola, non fu facile per il grande pubblico identificarlo subito come una nuova avventura trek, come prevedeva invece il titolo originale Star Trek IV: The Voyage Home.

Il film fu un grande successo e conquistò 4 nomination agli Oscar (per fotografia, suono, effetti sonori e colonna sonora originale) con la regia di Leonard Nimoy, ormai completamente a suo agio dietro la macchina da presa, e la sceneggiatura di harve Bennett, Nicholas Meyer, Steve Meerson e Peter Krikes da un'idea dello stesso Nimoy. 

Protagonista è sempre il cast originale della serie classica, nell’ultimo film prodotto prima dell’arrivo in TV di The Next Generation, l’anno successivo.

La trama ruota attorno a un viaggio nel tempo: l'ammiraglio Kirk e il suo equipaggio tornano indietro, sulla Terra del 1986, con una missione molto speciale: trasportare alcune balene , specie ormai estinta nel futuro, nel XXIII secolo per permettere a una sonda aliena di mettersi in contatto con loro, neutralizzando una fonte di energia così pericolosa da distruggere l’intero pianeta.

Per la prima volta nel franchise cinematografico, la trama si discosta dal futuro, immergendo i protagonisti nel presente di una San Francisco in piena moda anni '80, con un passato sconosciuto e molto remoto per i protagonisti.

Anche le tematiche sono nuove: per la prima volta viene introdotto il tema animalista e ambientalista. Cosa non scontata, visto che stiamo parlando di una produzione realizzata a metà degli anni '80.

Il pubblico apprezza questa bizzarra avventura a spasso nel tempo: Rotta verso la Terra costa circa 25 milioni di dollari e ne incassa 133 ai botteghini di tutto il mondo, decretando un altro grande successo per la saga.

Nel cast, accanto ai protagonisti, c’è anche Catherine Hicks (Settimo cielo), che non aveva mai visto Star Trek e non ne sapeva nulla. Il che, avrebbe dichiarato in seguito, l’aveva facilitata nell’approcciarsi al mondo del futuro di Kirk e compagni in modo molto più naturale.

Come sapete già, Shatner era impegnato in altri progetti televisivi ed era riluttante a reindossare i panni di Kirk. Tanto che Nimoy e Bennett pensarono per la prima volta a una storia prequel, ambientata con un giovane Kirk all'Accademia della Flotta Stellare. Sì, il progetto che sarebbe stato ripreso molti anni dopo con il prequel con protagonista Chris Pine.

Per convincere l'attore, Paramount Pictures alzò notevolmente il suo cachet e, insieme alla spesa per il salario di Nimoy come regista e interprete, si ritrovò a dover decurtare il budget del suo prossimo progetto televisivo: The Next Generation.

Star Trek V - L’ultima frontiera (1989)

Questa volta, per il quinto film della saga, dietro la cinepresa troviamo un altro interprete storico di Stark Trek: nientemeno che William Shatner, noto a tutti come James Tiberius Kirk.

Il suo debutto alla regia cinematografica, però, avviene con uno dei film meno amati dal pubblico fino a quel momento.

Star Trek V: L'ultima frontiera, nato da un soggetto dello stesso Shatner, ruota attorno al sequestro di alcuni rappresentati della Federazione, dell’impero Klingon e di quello Romulano, da parte del fratellastro malvagio di Spock, Sybok (Laurence Luckinbill, Cocktail).

Kirk guida l’Enteprise in una missione di salvataggio, per liberare gli ostaggi, ma la nave viene catturata e Sybok costringe l'equipaggio a far rotta verso il centro dell’universo, dove secondo un antico mito vulcaniano si trova il paradiso perduto del Dio di Sha Ka Ree.

Intitolato in originale Star Trek V: The Final Frontier, il film venne scritto da David Loughery, dalla breve e non notevole carriera, e fu il primo film a non uscire nelle sale in diversi Paesi del mondo, Italia inclusa.

A fronte di un budget di quasi 28 milioni di dollari, il film ne incassò appena 52 ai botteghini USA, così la produzione decise di distribuirlo direttamente per il mercato home video.

Una delle ragioni del primo flop della saga fu lo storico sciopero degli sceneggiatori - ed ecco spiegato un "signor nessuno" a scrivere il copione - che portò anche a drastici tagli per alcuni reparti, a cominciare dagli effetti visivi, per via dello stop subito dalle riprese.

Il risultato fu la scelta di un finale che, nelle intenzioni originali, avrebbe dovuto essere completamente diverso ma che venne forzato per tempi, costi e mancanza di mezzi tecnici, in un risultato deludente.

Nonostante fosse in onda, e con grande successo, Star Trek: The Next Generation in TV, il cast del film rimase quello della serie classica, altro elemento che probabilmente contribuì a non attrarre le nuove generazioni di spettatori appassionati dell'universo trek.

Rotta verso l’ignoto (1991)

Ancora una volta, come per il film precedente, nonostante The Next Generation sia già da tempo una serie di culto, la saga cinematografica prosegue per la sua strada: quella incentrata su Kirk e i personaggi della serie classica.

Siamo arrivati al sesto film, di nuovo senza "Star Trek" nel titolo italiano (per fare il pari con Rotta verso la Terra) e le sorti della saga da risollevare dopo il fiasco de L'ultima frontiera.

Per riuscirci, Paramount richiama alla regia il grande Nicholas Meyer, a cui affida anche la sceneggiatura insieme al debuttante Denny Martin Flinn, su una storia ideata da Leonard Nimoy insieme a Lawrence Konner (Il pianeta delle scimmie, Radici) e Mark Rosenthal (Il gioiello del Nilo, Superman IV).

La trama ruota attorno a un fatto di sangue: Kirk e McCoy vengono ingiustamente accusati e imprigionati per l'omicidio del Cancelliere dei Klingon.

Toccherà al resto dell’equipaggio dell’Enterprise trovare il modo di liberarli e di dimostrare la loro innocenza. Kirk e McCoy sono vittime di un complotto teso a sabotare la pace nello spazio e la tensione è molto alta: il pubblico apprezza e ripaga con recensioni positive e ottimi incassi.

Il budget a disposizione torna a essere molto alto, pari a 30 milioni di dollari. I produttori vogliono riscattare il precedente insuccesso e ci riescono, ottenendo quasi 97 milioni di incassi ai botteghini di tutto il mondo

Accanto al cast degli interpreti storici troviamo anche Kim Cattrall, la futura Samantha di Sex & The City, il grande attore canadese Christopher Plummer (Premio Oscar per Beginners) e Michael Dorne, l'interprete di Worf, in un cameo nel ruolo di un klingon.

Rotta verso l'ignoto - Star Trek VI: The Undiscovered Country in lingua originale - ottiene una nomination agli Oscar per effetti sonori e makeup e fra gli interpreti ci presenta anche Brock Peters, il futuro Joseph Sisko di Deep Space Nine.

Generazioni (1994)

Per la prima volta dal 1979, anno del debutto di Star Trek sul grande schermo, accanto al protagonista indiscusso James Kirk viene presentato anche al pubblico in sala il capitano Picard insieme al resto del cast di The Next Generation.

Come suggerisce il titolo, Star Trek fa spazio alle nuove leve e della serie classica rimane solo Kirk, che si unisce a TNG in un'avventura destinata a diventare parte integrante del mito trek.

Generazioni (Star Trek: Generations) fa le cose in grande stile: un budget stellare da 35 milioni di dollari (ampiamente ripagato, con 120 milioni di incassi in tutto il mondo), il primo film della saga ad avere un sito web personalizzato, finalizzato alla promozione dell'uscita in sala, e un passaggio del testimone ufficiale fra l'attore-icona delle avventure classiche (in tutti i sensi) di Star Trek e l'idolo dei nuovi appassionati e momenti indimenticabili, impressi nel cuore e nella memoria di ogni trekker.

Per la regia del film viene ingaggiato David Carson, già regista di Deep Space Nine che nel frattempo aveva già debuttato in TV ed era giunta alla seconda stagione.

La sceneggiatura è di Ronald D. Moore e Brannon Braga, destinati a restare legati a Star Trek in molte altre occasioni, a partire da una storia di Rick Berman, già sceneggiatore di TNG e produttore esecutivo delle serie successive.

La trama racconta il tentativo dello scienziato alieno Soran (l'indimenticabile Malcolm McDowell) di tornare al Nexus,una fonte di energia che rappresenta una sorta di Paradiso per chi vi entra, consentendogli di rivivere i bei momenti della propria vita e di non fare mai l’esperienza della morte.

Disposto a tutto pur di ottenere il suo scopo, Soran porterà alla distruzione dell'Enterprise ma anche allo storico incontro fra Picard e Kirk, Patrick Stewart e William Shatner, che avviene proprio all'interno del Nexus.

Tramite i consueti, complessi giri spazio-temporali, due generazioni di capitani dell’Enterprise - quelli delle prime due serie TV del franchise - danno vita a un epocale meeting sul grande schermo, con il passaggio ufficiale del testimone simboleggiato dalla morte di Kirk, seppellito da Picard.

Siamo di fronte alla fine di un'epoca: d’ora in avanti, nei film non ci sarà più l’equipaggio della serie classica (che in Generazioni si mescola a quello di The Next Generation, mandando i fan in visibilio).

Primo contatto (1996)

Siamo di fronte a uno fra i film più amati - senz’altro da me - nella saga cinematografica di Star Trek.

Intitolato in lingua originale Star Trek: First Contact, è il primo film diretto da Jonathan Frakes (che dirige e interpreta, nei panni di Riker - Numero 1) e ripropone la coppia Moore - Braga alla sceneggiatura, ancora una volta per una storia ideata da Rick Berman.

La trama ci racconta il viaggio dei Borg, i terribili nemici di The Next Generation, attraverso il tempo per impedire il primo contatto fra i terrestri e gli alieni (vulcaniani, per la precisione, come insegna la storia trek).

L'eroe dell'umanità Zefram Cochrane, l'uomo che avrebbe cambiato il destino del mondo e dato inizio alla cosiddetta "civiltà della curvatura" e ai viaggi spaziali, non è l'uomo integerrimo che i libri di storia riportano.

Picard e i suoi lo scoprono tornando indietro nel tempo per contrastare i Borg e salvare il momento del primo contatto, determinante per il futuro dell'umanità.

Il film ci racconta uno dei momenti più determinanti nella storia dell'universo trek, ci mette faccia a faccia con i Borg e ci racconta approfonditamente la loro struttura sociale, svelandoci informazioni che ce li fanno conoscere come non era mai stato fatto prima in tutto il franchise cinematografico e televisivo.

La storia di Cochrane, interpretato per l'occasione da James Cromwell (Il miglio verde, L.A. Confidential) e della nascita del motore a curvatura si unisce al momento in cui Jean-Luc Picard affronta la Regina Borg (Alice Krige) e ci racconta cose inedite sia del passato (per noi futuro) dell'umanità, sia degli alieni più terrificanti e affascinanti mai conosciuti nel trek universe.

Il personaggio di Lily (Alfre Woodard) rappresenta il nostro punto di vista: una terrestre che s'imbatte in persone e tecnologie di un futuro che non avrebbe mai potuto immaginare... Alimentando a dismisura il mito di Star Trek e di The Next Generation in particolare.

Primo contatto ottiene una nomination agli Oscar per il migliore makeup, e vanta il budget più alto mai impiegato fino a questo momento nella saga (circa 45 milioni di dollari).

La scommessa è vincente sotto tutti i punti di vista, e gli incassi ripagano di oltre tre volte l'investimento iniziale, con guadagni di 150 milioni di dollari ai botteghini di tutto il mondo.

Star Trek - L’insurrezione (1998)

Seconda regia per Jonathan Frakes, sempre nel doppio ruolo di attore e regista, visto che ormai a essere protagonista al cinema è il cast di The Next Generation.

La sceneggiatura di Star Trek: Insurrection - che già dal precedente Primo contatto ha smesso di riportare i numeri progressivi nei titoli dei film - è firmata da Michael Piller, già autori di diversi episodi di The Next Generation e co-creatore di Voyager. L'idea del film nasce da una storia dello stesso Piller insieme a Rick Berman.

Siamo arrivati al nono capitolo della saga cinematografica. La trama prende il via quando Data, in missione di osservazione sul pianeta Ba’Ku, inizia a manifestare strani comportamenti. Scopriremo che Ba’Ku nasconde il sacro Graal della razza umana, ovvero la fonte dell’eterna giovinezza, ottenuta grazie all’emissione di radiazioni che inducono la rigenerazione del DNA dei suoi abitanti.

Cosa che, naturalmente, spinge la Federazione a stringere un patto con gli alieni Son’a, in grado di estrarre le preziose radiazioni dal pianeta per renderle disponibili anche altrove. Purtroppo, il processo causerebbe di fatto la morte di Ba’Ku, così Picard e il suo equipaggio decidono di ribellarsi agli ordini della Federazione per salvare il pianeta e impedire che il suo popolo venga trasportato altrove.

Insieme a Star Trek: Beyond, che uscirà nel 2016, questo è l'unico film di tutta la saga a non presentarci scene ambientate sulla Terra o vicino a essa.

Siamo alle prese con una questione morale scottante, con la Prima Direttiva e con quell'insubordinazione - crimine gravissimo nella Flotta Stellare - che avrebbe rappresentato il centro della storia di Michal Burnham in Discovery.

Sotto molti punti di vista, quindi, L'insurrezione anticipa alcuni elementi narrativi futuri e approfondimenti destinati a caratterizzare la narrazione moderna di Star Trek.

Uscito nelle sale italiane l’11 giugno del 1999, L’insurrezione batte il record di budget del film precedente con un costo che sfiora i 60 milioni di dollari (58 e rotti, per la precisione) e ne incassa il doppio in tutto il mondo.

Fra le scene eliminate troviamo anche una sequenza che coinvolgeva Quark, il personaggio di Admin Shimerman in Deep Space Nine.

Imperdibile l’interpretazione di F. Murray Abraham (Premio Oscar per Amadeus) nei panni del malvagio Ru’afo.

Star Trek - La nemesi (2002)

Dopo una pausa cinematografica di 4 anni, mentre in TV si era conclusa Voyager e aveva debuttato Enterprise, Star Trek taglia il traguardo del decimo lungometraggio.

Com'era successo con i primi film e il cast della serie classica, il cinema ignora le nuove serie e continua a raccontarci storie che hanno per protagonisti Jean-Luc Picard e il suo equipaggio.

La regia del film, intitolato Star Trek: Nemesis in originale, vanta la regia di Stuart Baird (noto per la sua carriera al montaggio con film di grande successo come Superman, Arma letale e Gorilla nella nebbia) e la sceneggiatura di John Logan (sceneggiatore di molti film, da Il gladiatore a Skyfall, e futuro creatore e sceneggiatore di Penny Dreadful).

L’Enterprise viene inviata in missione su Romulus per indagare sull’uccisione dei Senatori Romulani massacrati in seguito a un complotto. Picard e i suoi scoprono che l’autore del complotto è il crudele Shinzon (un allora giovane e quasi sconosciuto Tom Hardy) che, dopo aver preso il potere, intende usare la sua nuova arma segreta per sterminare l'intera popolazione della Terra.

Il buddget record di 60 milioni di dollari non viene ripagato al botteghino, anzi. Il film conquista infatti un record negativo per gli incassi: sommando tutti il ricavo ai botteghini in tutto il mondo, La nemesi arriva a totalizzare appena 67 milioni di dollari, qualificandosi come il film della saga che ha incassato meno di tutti. Meno dell'ancor oggi odiato L'ultima frontiera, che viene considerato il primo flop cinematografico ma non è paragonabile al fallimento di questo.

Cos'è successo? La risposta è piuttosto semplice: la colpa è da attribuire a una trama poco originale, che sa davvero troppo di già visto e che risulta deludente in particolare per i fan di vecchia data.

L'unico a uscire vincitore da questo disastro economico è Patrick Stewart: il suo compenso per il film si avvicina molto alla cifra che l’attore aveva guadagnato interpretando Picard per tutte le 7 stagioni di The Next Generation.

Anche Tom Hardy, che oggi conosciamo per titoli come Peaky Blinders e Mad Max, se la cava bene, tanto da vincere un Saturn Award come migliore attore non protagonista.

Il soggetto del film nasce da un’idea di John Logan insieme a Rick Berman e Brent Spiner, l’interprete di Data. In Italia è uscito il 16 maggio del 2003.

Star Trek (2009)

Nuovo capitolo, nuovo cast, nuova ambientazione: nel 2009 arriva il prequel della serie classica che già da anni era nelle menti degli autori e attori del franchise.

Incontriamo un giovane James T. Kirk (Chris Pine), in una versione inedita: fra intemperanze giovanili e incontri che segneranno il suo destino.

Siamo nel 2233 quando una nave della Federazione viene attaccata da un vascello romulano emerso da un buco nero. Il capitano romulano, Nero (Eric Bana) chiede conto ai terrestri di una nave spaziale misteriosa e di un ambasciatore di nome Spock.

Ma l’equipaggio terrestre non sa nulla, così Nero uccide il capitano e fa sterminare anche il suo equipaggio. Il Primo Ufficiale George Kirk, a bordo insieme alla moglie in procinto di partorire, si sacrifica eroicamente per dare a tutti il tempo di abbandonare la nave e poi lanciarla contro la Narada.

Suo figlio, James T. Kirk, sopravvissuto grazie al sacrifico di George, anni dopo entra nell’Accademia della Flotta su consiglio del capitano Pike, che conosceva il suo eroico padre e che se lo ritroverà a bordo (a sua insaputa) durante il viaggio inaugurale dell’Enterprise.

Il giovane Kirk, rivale di un altrettanto giovane Spock (Zachary Quinto) stringe amicizia con il Dottor McCoy (Karl Urban) e si farà presto conoscere come degno erede del padre.

Un grandissimo successo commerciale per il film diretto da J.J. Abrams, il creatore di Lost che segna il suo ingresso nel mondo trek con il botto.

Star Trek è scritto da Alex Kurtzman insieme a Roberto Orci e premiato con un Oscar per il migliore makeup (a fronte di 4 candidature totali).

Le nuove generazioni apprezzano la grande ironia e il ritmo narrativo, nonché l’esasperazione dei tratti caratteriali dei personaggi della serie classica, tanto da ripagare il film con incassi che sfiorano il 386 milioni di dollari in tutto il mondo, omaggiando il sontuoso budget da 150.

Uhura è interpretata da Zoe Saldana, Sulu da John Cho, Scotty da Simon Pegg mentre il compianto Anton Yelchin interpreta un giovane Chekov.

In Italia il film è stato distribuito anche con il titolo: Star Trek - Il futuro ha inizio.

Star Trek - Into Darkness (2013)

Quattro anni dopo il grande successo di Star Trek, J.J. Abrams torna alla regia con il sequel Into Darkness, sceneggiato sempre da Kurtzman e Orci insieme a un’altra vecchia conoscenza di Abrams: Damon Lindelof.

Due ore e dodici minuti di adrenalina, una nomination agli Oscar per gli effetti visivi e un nuovo grande successo ai botteghini (quasi mezzo miliardo di dollari a fronte di 190 milioni di budget).

In questo nuovo capitolo, che segue idealmente le avventure del film precedente con lo stesso cast, Kirk e i suoi si trovano a fronteggiare una terribile minaccia sconosciuta, che scopriremo essere - in realtà - legata a un futuro tragico e inimmaginabile…

Una minaccia presente e un monito dal futuro, in uno dei più riusciti e complessi rimandi a quei viaggi nel tempo che hanno caratterizzato molti episodi delle serie TV e appassionato a lungo i fan.

Benedict Cumberbatch, lo Sherlock della TV, veste i panni del mitico Khan e contribuisce al ritmo e al mistero di un film che tiene incollati gli spettatori alle poltrone in tutto il mondo.

Azione, ironia, effetti speciali e un cast perfetto: i protagonisti tornano tutti, dopo il film precedente, e oltre a Cumberbatch ci sono prestigiose guest star come Peter Weller, Jennifer Morrison e naturalmente il più apprezzato di tutti: Leonardy Nimoy.

Per Nimoy, purtroppo, sarà l’ultima interpretazione: l’amatissimo attore sarebbe morto meno di due anni dopo l’uscita di Into Darkness, il 27 febbraio del 2015, all’età di 83 anni.

Anche un altro grande nome legato alla fantascienza e all'immaginario collettivo viene omaggiato da questo film: nel 2012, l'anno prima dell'uscita di Into Darkness, era scomparso il grande scrittore Ray Bradbury. Per rendergli omaggio, nel film viene citata una nave stellare della Flotta: la USS Bradbury.

Into Darkness conquista anche un prestigioso record: il film della saga con i più alti incassi ai botteghini di tutto il mondo nella storia del franchise.

Star Trek Beyond (2016)

Per il tredicesimo e ultimo (finora, ma un sequel è già stato confermato) film del franchise, J.J. Abrams si limita a produrre e passa il testimone alla regia a Justin Lin (noto per diversi capitoli di Fast & Furious).

La sceneggiatura è firmata dall'attore Simon Pegg - anche interprete di Scotty - insieme a Doug Jung (Dark Blue).

J.J. Abrams riduce il proprio ruolo perché con questo film lascia Star Trek per dedicarsi all’altro grande franchise fantascientifico, quello di Star Wars. La sua mancanza si sente: gli incassi non sfiorano nemmeno il record di Into Darkness ma rappresentano comunque un successo (343 milioni contro i 185 spesi per la realizzazione).

La trama, del film, distribuito anche con il titolo di Star Trek: Beyond (con i due punti altrove assenti) ruota attorno alla distruzione dell’Enterprise da parte di una razza aliena sconosciuta.

L’equipaggio della nave stellare si salva perché è sbarcato su un pianeta, ma non sa come tornare a casa e si trova a combattere contro un nemico inedito. Si salverà grazie a un alieno ribelle, che lo aiuterà a scongiurare l’inizio di una guerra galattica.

Il cast ormai consolidato ci regala l’ultima interpretazione del giovane e talentuoso attore Anton Yelchin morto a 27 anni in un tragico incidente domestico (è rimasto schiacciato dalla propria auto parcheggiata sulla rampa del garage) pochi giorni prima dell’uscita del film nelle sale. Nei titoli di coda del film c’è una dedica per lui.

Fra le guest star di questo capitolo l’attore Idris Elba, lo sceneggiatore Doug Jung nel ruolo di Ben e Jeff Bezos, il fondatore di Amazon.

Nella sceneggiatura c’è anche un omaggio al primo copione della serie classica, in cui la nave spaziale principale era stata battezzata da Gene Roddenberry “Yorktown”, poi sostituito da Enterprise. Simon Pegg fa un riferimento alla stazione spaziale Yorktown durante una conversazione.

L’ordine in cui guardare la saga

  • Star Trek: Enterprise
  • Lo zoo di Talos (L'episodio della serie classica The Cage, che inizialmente rappresentava il pilot della serie)
  • Star Trek: Discovery (stagioni 1 e 2)
  • Opzione 1: Star Trek (2009) (oppure vedi in fondo, Opzione 2, per i dettagli del posizionamento alternativo)
  • Star Trek: Into Darkness
  • Star Trek: Beyond
  • Star Trek: la serie classica
  • Star Trek (1979)
  • Star Trek II - L’ira di Kahn
  • Star Trek III - Alla ricerca di Spock
  • Rotta verso la Terra
  • Star Trek V - L’ultima frontiera
  • Rotta verso l’ignoto
  • Star Trek: The Next Generation (stagioni 1-5)
  • Star Trek: The Next Generation (stagione 6 e 7) e Deep Space Nine (stagioni 1 e 2). Le stagioni vanno in onda contemporaneamente, potete alternare gli episodi guardandone uno per serie o le stagioni, guardando prima una stagione di TNG e poi una di DS9, oppure finire TNG e poi attaccare DS9. Sta a voi, l’importante è ricordare che andarono in onda negli USA nello stesso periodo a partire dall’episodio La nave in bottiglia di TNG (6x12) che potete usare come inizio dell’alternanza con la prima stagione di DS9.
  • Star Trek: Deep Space Nine (stagione 3) e Star Trek: Voyager (stagione 1). Anche queste andarono in onda in contemporanea negli USA, a partire dall’episodio Tempi passati (3x11) di DS9), nel gennaio del 1995.
  • Generazioni
  • Star Trek: Deep Space Nine (stagione 4) e Star Trek: Voyager (stagione 2)
  • Star Trek: Deep Space Nine (stagione 5) e Star Trek: Voyager (stagione 3)
  • Primo contatto
  • Star Trek Deep Space Nine (stagione 6) e Star Trek: Voyager (stagione 4)
  • Star Trek Deep Space Nine (stagione 7) e Star Trek: Voyager (stagione 5)
  • Star Trek: Voyager (stagioni 6 e 7)
  • Star Trek: L’insurrezione
  • Star Trek - La nemesi
  • Star Trek: Picard (stagione 1, l'unica attualmente disponibile)
  • Star Trek: Discovery (stagione 3)
  • Opzione 2: Star Trek (2009) in questo punto: secondo molti, il posizionamento corretto degli ultimi tre film è fra Discovery e La serie classica. Cronologicamente parlando sarebbe esatto, ma c’è un fattore che ritengo fondamentale per il posizionamento in fondo alla lista di visione: gli eventi dei film nuovi si sviluppano lungo una linea temporale alternativa a quella narrata ne La nemesi. Quindi potreste completare la visione con i tre nuovi film, che sono ravvicinati e successivi fra loro, e che costruiscono una narrazione che prende una direzione alternativa - e non cronologica - ai fatti narrati da La Nemesi. Personalmente, preferisco l’opzione 1, che segue più fedelmente la cronologia dei fatti.
  • Star Trek - Into Darkness
  • Star Trek Beyond

NOTA: Sappiamo già che il nuovo spin-off annunciato, Star Trek: Strange New Worlds sarà incentrato sulle avventure del capitano Pike, di conseguenza in questa timeline dovrebbe posizionarsi al secondo punto, in corrispondenza dell'episodio The Cage. In questo modo, anche quando sarà disponibile Strange New Worlds, dovremmo avere il corretto ordine cronologico per la visione di film e serie TV.

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