Tarantino svela: 'Se farò Star Trek sarà come Pulp Fiction nello spazio'

L'amore per il Kirk di William Shatner, gli screzi con Simon Pegg e l'intesa con JJ Abrams: un Tarantino a tutto tondo parla del suo possibile Star Trek.

Nelle ultime settimane Quentin Tarantino ha parlato più volte del futuro della sua carriera. In un primo tempo si pensava a un ritiro dopo l’uscita di C’era una volta a… Hollywood. Poi, però, il regista ha spiegato che il suo ultimo film, invece, potrebbe essere Star Trek, ragionando su una sorta di scappatoia che gli permetterebbe di piegare la sua regola che prevede il ritiro dalle scene solo dopo aver diretto il suo decimo film originale. Nell’ultima intervista rilasciata a Deadline, Tarantino è tornato sull’argomento Star Trek, aggiungendo alcuni particolari decisamente interessanti.

Tarantino contro Pegg, la sfida

Il prossimo Star Trek dovrebbe basarsi su una sceneggiatura di Mark L. Smith (The Revenant) e vedere alla regia proprio Tarantino. Alla domanda più pressante, relativa alla sua partecipazione o meno al progetto, il regista ha risposto in maniera ancora una volta piuttosto sorprendente, tirando in causa anche Simon Pegg:

Adesso dirò una cosa su Star Trek che sto aspettando di dire da un po’ di tempo. Non so se lo farò o non lo farò. Devo ancora capirlo, ma so che Mark ha scritto una sceneggiatura molto bella. Mi piace tanto. Ci sono alcune cose su cui ho bisogno di lavorare ma nel complesso mi piace molto. E sono arrabbiato con Simon Pegg. Non sa nulla su cosa sta succedendo e continua a commentare la vicenda come se ne sapesse qualcosa. In uno dei suoi commenti l’ho sentito dire: ‘Beh, guardate, non sarà Pulp Fiction nello spazio.' E invece sì, è proprio questo! Se farò Star Trek, sarà esattamente così. Pulp Fiction nello spazio. Quando ho letto la sceneggiatura ho trovato alcuni aspetti di Pulp Fiction che non avevo mai visto prima in un film di fantascienza. Non c’è un film di fantascienza che propone cose del genere. E loro mi hanno detto [si riferisce a Paramount, n.d.r.] che è per questo che mi vorrebbero per girarlo. È un film unico, almeno sotto questo punto di vista.

Per dovere di cronaca, già un anno fa Simon Pegg, che ha recitato il ruolo di Scotty nei recenti Star Trek, aveva espresso i suoi dubbi sulla partecipazione di Tarantino. Sulle pagine di Cinemablend è possibile leggere questa dichiarazione risalente al 2018:

Non penso che Quentin dirigerà Star Trek. Questo perché è impegnato con C’era una volta a… Hollywood e penso che dopo farà solo un altro film. E dubito che possa avvicinarsi alla regia di Star Trek in due, tre anni.

La questione del rating e il rapporto con JJ Abrams

Viene da chiedersi, allora, cosa possa spingere Tarantino a impegnarsi in un progetto non scritto da lui. Il regista, a questo proposito, spiega:

Sono un grande fan di Star Trek. Mi piace davvero tanto, ma ciò che mi collega allo show è William Shatner. Amo il William Shatner di Star Trek. Adoro la sua performance come James T. Kirk. Questo è il mio collegamento, il mio cordone ombelicale. Questa è la cosa che rende Star Trek migliore di Guerre Stellari, perché Shatner non c’è in Guerre Stellari. Penso che la sua sia una delle più grandi performance nella storia delle serie televisive a puntate, perché pochi personaggi principali di altri show hanno avuto l’opportunità di recitare in tutte quelle scene pazze e diverse tra di loro. Pensate solo a Il Duplicato.

Il riferimento al quinto episodio della prima stagione di Star Trek, Il Duplicato, non è casuale. In questa puntata, infatti, la personalità di Kirk si sdoppia in una parte buona e una cattiva. Questo, secondo Tarantino, è uno degli esempi che rendono grande Star Trek, e che JJ Abrams è stato in grado di riproporre anche con gli episodi con protagonisti Chris Pine e Zachary Quinto:

Ecco, questa è la cosa che mi ha entusiasmato del reboot di JJ Abrams, così come il modo in cui Chris Pine ha ripreso quello che aveva fatto William Shatner. Non ha cercato di essere serio. Ha detto: ‘Beh, no, lo farò a modo mio’. Ha recitato il ruolo di Kirk come William Shatner, e ha fatto un lavoro fantastico. Perfetto, francamente. E Zachary Quinto è perfetto come Spock. Questi due ragazzi vanno davvero alla grande.

Se il nuovo Star Trek sarà un Pulp Fiction nello spazio, però, è inevitabile che anche il rating del film ne risentirà. A Tarantino, allora, è stato chiesto quale potrà essere la differenza tra un film con rating R, vietato ai minori di 17 anni, e uno PG-13, che prevede la presenza di un adulto per la visione dei minori di 13 anni:

Non penso sia un gran problema ma se farò questo film, lo farò a modo mio. Se avete visto i miei nove film, conoscete già le mie scene con rating R e il mio modo di fare che non prevede restrizioni. Penso sarebbe più controverso se dicessi di voler fare un film PG e dovessi sforzarmi di rientrare nelle sue costrizioni. Questo non sono io. Cosa diavolo dovrei fare? Voglio dire, non l’ho fatto nemmeno quando ho girato quell’episodio di CSI.

Tarantino svela che JJ Abrams, su queste tematiche, non ha posto alcun tipo di veto:

Quando ho parlato con JJ, non è stato per nulla intransigente. Semplicemente, non ci preoccupiamo di cose del genere. JJ mi ha detto: ‘Quentin, adoro questa idea perché penso che con Star Trek possiamo prendere tutte le direzioni che vogliamo.’ Guardate, la situazione è questa. Finché a quelli di Paramount piace la sceneggiatura, non c'è quasi niente da perdere quando si parla di Star Trek. Deadpool ha mostrato che è possibile proporre nuove dinamiche, e farlo in modi innovativi. Quindi davvero, ancora prima che JJ venisse a conoscenza dei miei progetti, la sua idea era quella di fare un film con rating R. Se vuole fare Il mucchio selvaggio nello spazio, così sia.

Cosa ne pensate dei piani decisamente pulp di Tarantino per il prossimo Star Trek?

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