Creata la prima IA in grado di simulare in 3D l'intero Universo

Un gruppo di scienziati del Flatiron Institute della fondazione Simons è riuscito a mettere a punto un'IA in grado di simulare in 3D, dettagliatamente, l'intero Universo come lo conosciamo.

NASA Una foto di numerose galassie scattata dal telescopio spaziale Hubble

L’intelligenza artificiale al servizio dell’uomo, ormai lo sappiamo tutti, è capace di imprese a dir poco straordinarie.

Basti pensare a quanto accaduto il 25 ottobre scorso, quando è stato battuto all'asta, per la prima volta nella storia, un ritratto realizzato da un'IA (per la cifra di 432.500 dollari), oppure all’IA candidata alle elezioni in Giappone, o ancora all’intelligenza artificiale che rileva efficacemente il cancro al seno.

Adesso però, grazie a un gruppo internazionale di astrofisici del Flatiron Institute della fondazione Simons, l’intelligenza artificiale è stata utilizzata per la prima volta per creare delle simulazioni in 3D dell’Universo, generando dei risultati così accurati e in un lasso di tempo talmente breve da stupire i suoi stessi ideatori.

NASAUna foto della Galassia di Bode
Riuscirà l'IA a ricostruire davvero ogni dettaglio di ciascuna galassia dell'Universo?

Stando alle parole della coautrice dello studio Shirley Ho, il progetto Deep Density Displacement Model ideato dal suo team sarebbe in grado di ottenere risultati in pochi millisecondi:

È possibile far partire le simulazioni nel giro di pochi millisecondi, a differenza delle simulazioni più veloci attualmente disponibile che necessitano un paio di minuti almeno. E, tempistiche a parte, i risultati ottenuti sono anche molto più precisi.

E tutto questo è possibile anche se si vuole simulare dettagliatamente il nostro Universo, settando specifici parametri, fra cui ad esempio la quantità di materia oscura.

Una ricostruzione del genere può essere ovviamente utile a tentare di comprendere come potrebbe evolvere l’Universo come lo conosciamo, tenendo in considerazione diverse fattori, fra cui appunto eventuali variazioni dell’energia oscura dello stesso.

Shirley Ho tenta poi di spiegare meglio perché i risultati ottenuti dall’IA sono così sorprendenti e, soprattutto, sottolinea l’importanza del riuscire a comprendere come l’intelligenza artificiale si sia “evoluta” senza preavviso alcuno:

Il concetto alla base del funzionamento del software è lo stesso di quando si ‘addestra’ l’IA al riconoscimento usando foto di gatti e cani, per poi arrivare a scoprire che l’intelligenza artificiale è ormai diventata in grado di riconoscere anche gli elefanti. Non sappiamo come sia accaduta una cosa del genere e dobbiamo assolutamente scoprirlo.

Dunque si può dire che i ricercatori abbiano quasi il sentore che le capacità immense dell’IA possano sfuggir loro di mano e, come ci insegnano alcune fra le più grandi pellicole di fantascienza, si tratta di una questione da non trattare con leggerezza.

E voi che ne pensate? Sbalorditi dalle capacità di evolversi di un’IA che è stata comunque concepita dall’uomo?

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