Man of Medan, la recensione: la prima antologia horror videoludica ha inizio

Bandai Namco Man of Medan: la cover del gioco

Il primo capitolo dell'antologia horror a tema videoludico chiamata The Dark Picture Chronicles è finalmente disponibile, ecco la recensione.

Il genere horror è da sempre uno dei più amati dal pubblico, che rimane ama provare sentimenti di tensione e paura mentre assiste, rigorosamente come spettatore, alle sventure di poveri malcapitati che spesso finiscono trucidati da creature mostruose di vario genere. 

I racconti dell’orrore sono sempre esistiti, ma iniziarono a ottenere un certo successo nel XIX secolo, quando nacquero alcuni capolavori immortali come Frankenstein di Mary Shelley e Dracula di Bram Stoker. Tra gli autori più importanti per questa tipologia di storie vi fu Edgar Allan Poe, che appassiona ancora oggi molti lettori con le raccolte dei suoi brevi racconti dell’orrore. Grazie a grandi autori come Poe, il genere horror divenne sempre più amato dal pubblico e con l’arrivo prima della radio e poi del cinema, nel XX secolo si diffuse sempre di più. E con esso anche le antologie dell’orrore, raccolte di diverse storie di paura e di mistero slegate tra di loro, ma unite da un unico filo conduttore. 

Molti probabilmente ricordano la famosa serie televisiva Tales from the Crypt di William Gaines, qui conosciuta come I racconti della cripta, dove ogni puntata era introdotta e conclusa dal Guardiano, un essere dalle fattezze scheletriche che in maniera macabra e allo stesso tempo ironica presentava e commentava gli avvenimenti dell’episodio. La serie divenne presto un cult ed è ricordata ancora oggi. Dunque prendete ora quella formula e applicatela al mondo dei videogiochi.

Bandai NamcoOurang Medan nave

Gli sviluppatori di Supermassive Games non sono infatti sconosciuti ai fan del genere horror. Until Dawn, uscito nel 2015 in esclusiva PlayStation 4, era un’avventura horror che ebbe un discreto successo di pubblico. Dopo alcuni titoli per PSVR, gli sviluppatori inglesi sono tornati alle origini proponendo, in collaborazione con Bandai Namco che fa da producer, The Dark Picture Anthology, una selezione di storie dell’orrore tutte da giocare. La prima di queste è Man of Medan, in uscita il 30 agosto per PlayStation 4, Xbox One e PC. Attualmente le intenzioni di Supermassive Games sono quella di creare una vera e propria antologia con ben otto diversi titoli previsti.

Per il momento però concentriamoci sul primo racconto di questa raccolta e sulla nostra esperienza con una nave apparentemente maledetta.

Storia e multiplayer

Il primo capitolo di questa antologia dell’orrore videoludica si ispira al reale naufragio, avvenuto nel 1947 al largo dell'Indonesia, di una nave mercantile olandese chiamata Ourang Medan (Ourang vuol dire uomo in indonesiano). Tutto l’equipaggio morì in circostanze misteriose e secondo alcuni testimoni sui loro corpi non c’erano tracce di ferite o colluttazioni, ma ognuno di loro mostrava un’espressione di puro terrore. Ciò alimentò la voce secondo la quale sulla nave aveva operato qualche forza sovrannaturale.

La storia del titolo inizia proprio con un flashback ambientato nel 1947, in cui due soldati americani (nel gioco la nave non è olandese) stanno salendo a bordo dell’enorme vascello che presto si tramuterà nella tomba galleggiante di tutto l’equipaggio.

Dopo questa scena si torna ai giorni nostri e qui vengono introdotti i cinque protagonisti della storia: Alex, giovane sommozzatore, e suo fratello Brad, molto intelligente quanto insicuro; Julia, la fidanzata di Alex, di ricca famiglia; Conrad, il fratello di Giulia; il capitano della barca Duke of Milan, Fliss, donna forte e caparbia assoldata dal gruppo per portarli sul luogo dove dovrebbe trovarsi un presunto relitto. Senza spoilerare oltre, ovviamente, come in tutte le storie horror, le cose non vanno come devono andare.

Bandai NamcoMan of Medan personaggi principal

Questo primo racconto è introdotto dal Curatore, un personaggio misterioso che farà da cicerone ai giocatori sia in questo che nei futuri titoli della Dark Picture Anthology. Quella del Curatore è un'idea davvero intrigante, soprattutto grazie al carisma di questo personaggio, con la sua aura di mistero che rende insondabili le sue intenzioni. Lo vedremo comparire tra un capitolo e l’altro pronto a commentare lo svolgimento della nostra avventura e a volte ci offrirà anche un aiuto da parte sua, che potremo accettare o rifiutare. Naturalmente ogni aiuto sarà ammantato di una cripticità comprensibile soltanto alla fine.

Passando alla storia, questa è ovviamente il fulcro dell’intera produzione, e prende tantissimo dal mondo cinematografico, come suggeriscono le bande nere sopra e sotto lo schermo presenti durante le sessioni di gioco. Ogni passo del giocatore sarà seguito da una telecamera fissa che non potremo gestire personalmente, con inquadrature tipiche di un film horror volte a generare la massima tensione possibile a ogni scena. 

La componente narrativa si rifà dunque ai classici film di serie B e da questo punto di vista anche la caratterizzazione dei personaggi non raggiunge grandi vette, rifacendosi ai cliché delle pellicole horror. Nonostante tutto la storia non è raccontata male e non risulta mai troppo banale o scontata, seppur non sia nemmeno rivoluzionaria nel genere. Sul finale offre anche degli spunti interessanti, che però non è detto che il giocatore possa riuscire a cogliere alla prima partita.

Bandai NamcoIl curatore dei racconti

La forza di Man of Medan è dovuta all’interattività della storia, infatti a seconda delle nostre scelte gli eventi potrebbero cambiare parecchio, portando a diverse strade percorribili che porteranno a finali molto diversi tra loro. Noi abbiamo finito la storia un paio di volte, ma ci resterebbero ancora molti percorsi percorribili. Alla fine, a differenza dei film horror classici, potrebbero addirittura sopravvivere tutti e cinque i vostri personaggi, ma attenzione, perché allo stesso tempo potrebbero anche morire tutti. 

La longevità di un singolo playthrough non è elevatissima e si attesta intorno alle 4 o 5 ore, ma la rigiocabilità e davvero tanta. 

La cosa davvero interessante di Man of Medan è la sua componente multiplayer. Il gioco fornisce infatti due modalità distinte: Serata al Cinema e Cooperativa Online. La prima permette di giocare in gruppo insieme ai propri amici nel proprio salotto. Ogni persona sceglierà quale personaggio interpretare e il gioco indicherà quando passare il pad al giocatore di turno. L’esperienza narrativamente parlando è la stessa del gioco in single player, ma con in più delle divertenti valutazioni date a ogni giocatore. Ad ogni modo vivere l'avventura con diversi amici rende l’esperienza ancor più divertente.

Bandai NamcoMan of Medan horror

La seconda modalità permette invece di giocare online con un amico presente nella vostra lista contatti e ovviamente possessore di una copia del gioco. In questo caso ci saranno alcune differenze sostanziali nell’avventura; uno dei giocatori, infatti, vivrà alcune scene che giocando in singolo non potrebbe vedere, essendo al controllo di un altro personaggio, e verranno mostrati ulteriori dettagli della storia spesso molto importanti e che vi faranno comprendere alcuni passaggi piuttosto difficili da capire in single player. 

Parlando infine del fattore horror, Man of Medan si rifà ai classici film di paura per adolescenti, dunque non troveremo mai scene troppo ansiogene, e anzi in alcuni punti sembrerà più di trovarsi in un’avventura investigativa più che a un gioco dell’orrore. La principale fonte di spaventi deriva dai troppo abusati jump scare, davvero eccessivi in questo titolo. Alla fin fine la tensione maggiore la si percepisce durante le sequenze più concitate dove si è consapevoli che basterà sbagliare una scelta o un QTE per vedere morire inesorabilmente uno dei protagonisti.

Scelte mortali: gameplay

Anche il gameplay di Man of Medan è realizzato in maniera da essere il più funzionale possibile alla storia. Fondamentalmente nel gioco, quando non dovremo assistere a una cutscene interattiva, saremo liberi di muoverci per esplorare le ambientazioni spettrali e metalliche della Ourang Medan. In questa fase sarà nostro compito principale analizzare ogni spazio della nave per trovare indizi e segreti. Per capire davvero cosa sia successo sulla SS Medan sarà fondamentale svelare almeno la maggior parte dei 50 segreti presenti negli ambienti di gioco; questi sono spesso documenti o messaggi che ci rivelano dettagli sul mistero legato alla morte di tutto l’equipaggio.

Ovviamente, da ignari giocatori, alla prima partita sarà impossibile trovare tutti questi segreti in una sola run. Oltre ai segreti sarà possibile anche trovare 13 immagini racchiuse in quadri solitamente a tema marinaresco, che ci daranno una premonizione, un breve filmato di una manciata di secondi in cui ci vengono mostrate alcune possibili situazioni del futuro, in modo da lasciare alla nostra intuizione la facoltà di evitare qualche scelta sbagliata. La chicca finale è l’ultima immagine di queste 13, che molto probabilmente è un’anticipazione del prossimo capitolo della Dark Picture Anthology.

Bandai NamcoMan of Medan scelte

Quando non staremo esplorando, saremo protagonisti di dialoghi in cui dovremo selezionare la risposta giusta da dare. In base a cosa sceglieremo potremo modificare il tratto predominante del carattere del personaggio in uso in quel momento e il suo rapporto con gli altri. Questo determinerà cambiamenti nelle linee di dialogo tra i cinque diversi personaggi e anche alcune scelte che potrebbero avvenire o meno in base al loro livello di rapporto. 

I QTE poi saranno un'altra fase fondamentale del gioco, anche se non saranno troppo asfissianti come in Until Dawn. Compariranno sempre al momento giusto e vi consigliamo di non abbassare mai la guardia anche in cutscene all’apparenza tranquille. Sbagliarne uno potrebbe portare alla triste dipartita di uno dei protagonisti oppure a cambiamenti importanti nello svolgimento della storia. Oltre ai QTE classici è presente una sequenza piuttosto ben riuscita e per nulla facile, in cui dovremo premere un pulsante a ritmo con il battito cardiaco per far sì che il nostro personaggio mantenga la calma e resti nascosto da un eventuale inseguitore. 

Tecnicamente il gioco è sviluppato con l’Unreal Engine 4 e presenta ambientazioni molto curate. Gli angusti cunicoli della Medan daranno il giusto senso claustrofobico di luoghi da cui non c'è una via di fuga e ogni stanza è ricreata con grande attenzione per i dettagli. Anche a livello di illuminazione il gioco riesce a gestire molto bene le ombre per creare scenari lugubri e rendere bene l’atmosfera da film horror. 

Bandai Namcominigioco battiti cardiaci Man of Medan

I personaggi sono molto ben realizzati tecnicamente, con particolare attenzione alle espressioni del viso. Abbiamo notato solo una certa legnosità nei movimenti durante le fasi d’esplorazione e diversi cali di frame rate, con a volte addirittura alcuni mini freeze dell’azione di gioco su una PS4 normale.

Il gioco è doppiato e tradotto completamente in italiano, con una recitazione piuttosto buona, ma non eccellente.

Il verdetto

Quest’antologia dell’orrore in formato videoludico si presenta più che bene al suo esordio con questo prima capitolo. Supermassive Games ha messo tutta la sua esperienza nel genere horror per creare un prodotto interessante da giocare e rigiocare, grazie all’ampia gamma di bivi narrativi percorribili.

Certo, non tutto è ancora perfetto, la trama non presenta picchi di genio e il fattore horror cede più il passo al mistero che alla paura, ma la possibilità di giocare la storia in multiplayer con un amico online o in salotto con altre quattro persone dà una marcia in più a Man of Medan, che attualmente è uno dei pochi titoli a presentare un’offerta del genere. 

Bandai NamcoMan of Medan console e PC

Inoltre bisogna considerare che il gioco non è affatto venduto a prezzo pieno, ma l’intera esperienza costerà soltanto sui 30 euro, davvero un ottimo affare per quello che il titolo offre. 

Voto 8/10

Se avete amato i film horror di serie B trasmessi in televisione in seconda serata durante le notti d’estate e divorate qualsiasi racconto dell’orrore, allora non resterete delusi da Man of Medan.

Silvio Mazzitelli

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