Anaïs Demoustier a Venezia 76, tra politica e bebè: mi sono ricreduta sulle quote rosa ai Festival

Elisa Giudici Anaïs Demoustier a Venezia 76

Anaïs Demoustier torna a Venezia 76 con il nuovo film di Robert Guédiguian Gloria Mundi e parla di bebè, parità dietro la cinepresa e della sua giovane mamma tormentata.

Anno dopo anno, Mostra dopo Mostra, un film di Robert Guédiguian dopo l'altro, Anaïs Demoustier è diventata una presenza discreta ma inamovibile della cinematografia francese da festival e da esportazione. A poco più di 30 anni, ha già una filmografia molto vasta per quantità e varietà di pellicole e ha collaborato con i principali nomi attoriali e registici di Parigi e dintorni. 

Non bisognerebbe buttarla sul fattore bellezza, ma è difficile cominciare a parlare di Anaïs Demoustier senza sottolineare quanto sia il prototipo di quella femminilità parigina da cartolina, fatta di eleganza, efelidi e semplicità bon ton. Dal vivo l'attrice conserva quell'allure da "parisienne" che emana su grande schermo, ma si rivela una persona di notevole concretezza e giudizio, dimostrando di essere molto più di un bel faccino per il grande schermo. 

Rai Cinema Anaïs Demoustier e Gloria
Anaïs Demoustier sul set di Gloria interpreta una madre che fatica a badare alla figlia

L'ha capito già anni fa Robert Guédiguian, inossidabile "nonno" del cinema francese. Gloria Mundi è la loro quarta collaborazione, la più spiazzante. La stampa non sembra voler perdonare questo film così duro e tagliente al regista (che con la moglie per tutta risposta si è messo a intonare Bandiera rossa in sala stampa), soprattutto non dopo il bellissimo ed e speranzoso La casa sul mare. 

Che ne pensa lei, una delle protagoniste di Gloria Mundi nei panni di una moglie e madre resa dura dalla difficile situazione economica che sta attraversando? 

Siamo rimasti tutti spiazzati leggendo il copione di questo film. Io interpreto una madre che è spaventata dal suo futuro e per questo motivo diventa estremamente materialista e diffidente, persino con la famiglia. Trovo che il film racconti molto bene come un momento difficile ti possa mettere alle corde.

Figlia di un padre assente (perché in prigione) e una madre a sua volta messa alle strette dalle scarse possibilità economiche, la donna dà alla luce ad inizio film una bimba chiamata Gloria. Questo avvenimento però più che portare speranza è l'inconsapevole goccia che fa traboccare il vaso, scatenando invidie, rancori e meschinità tra i membri della famiglia. 

In molte scene Anaïs Demoustier recita con la piccola Gloria. A interpretarla sono stati due bebé - rivela - in modo che fosse più semplice per noi e per loro andare avanti con le riprese. 

Mi piace molto trovarmi sul set con i bambini o con gli animali: aggiungono una componente più autentica e imprevedibile al set. Ovviamente queste scene sono più impegnative, perché bisogna adattarsi alle loro esigenze. 

Gloria Mundi vede al suo centro un nucleo familiare allargato, ma è realizzato a sua volta da una famiglia particolare: quella professionale del regista Robert Guédiguian, che ormai da anni sviluppa progetti con un ristretto e ricorrente gruppo di attori.

Anaïs Demoustier fa parte di questa famiglia e la racconta così: 

Stare sul set con loro è completamente diverso da quanto accade nel resto del cinema francese di oggi, è un'esperienza straordinaria. Con Robert ho un rapporto stupendo: lui sul set parla davvero poco, ti dà libertà di manovra ma è in grado comunque di guidarti nella direzione che vuole. 

Quote rosa: sì, ma a tempo 

Nel festival delle polemiche al femminile chiedo a Anaïs Demoustier di dire la sua sull'annoso problema della scarsissima presenza di registe in concorso. Le ricordo che nella sua carriera ha lavorato con molte cineaste e lei concorda: non ho mai contato con quanti uomini e donne abbia lavorato, dice, ma credo siano più o meno un 50/50. 

Biennale di Venezia Anaïs Demoustier a Venezia 76
Anaïs Demoustier appoggia le quote rosa nei Festival

A guidarla però sono i progetti, non le persone che ci stanno dietro. Tuttavia l'attrice non nega che il movimento #MeToo abbia dato molto spazio al dibattito su una questione che ritiene giusto porre e anzi rivela: 

Non ero d'accordo con le quote rosa, ma ora penso che per un periodo limitato sarebbero necessarie nei Festival. Sarebbe un modo per spingere l'intero sistema a riequilibrare la disparità di produzioni di registi e registe e ci consegnerebbero dei concorsi decisamente differenti. 

Gloria Mundi arriverà nelle sale italiane a novembre 2019.

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