C'era una volta a... Hollywood, il finale del film e la sua spiegazione

Come finisce C'era una volta a... Hollywood, l'ultimo film di Tarantino? Perché succede quello che succede? Scoprilo nel nostro speciale.

Sony Pictures Leonardo DiCaprio in vestaglia, al telefono in C'era una volta a... Hollywood

C'era una volta a... Hollywood, nono film di Quentin Tarantino, è uscito mercoledì 18 settembre in tutti i cinema italiani e si è subito fatto notare in termini di incassi, dopo aver catalizzato l'interesse di media e pubblico durante l'ultimo Festival di Cannes.

Come sappiamo, la pellicola è ambientata nel 1969 e tocca per lo più la vecchia Hollywood, quella dei film storici e dei grandi attori, ma anche quella delle serie TV nazionalpopolari capaci di segnare l'intera cultura di una nazione.
Intendiamo prodotti seriali che consegnavano i protagonisti alla celebrità e all'ubiquità in termini di merchandise originale, dai poster ai cestini per il pranzo.

Una delle celebrità in questione è Rick Dalton (Leonardo DiCaprio), che dopo un periodo di fama vede la sua stella in decisa parabola discendente. A Hollywood è arrivata una nuova generazione di stelle, giovani, belle e che si danno al cinema.
Fra queste, troviamo Roman Polanski (Rafal Zawierucha) e la giovane moglie Sharon Tate (Margot Robbie).

Il film, di fatto, è una storia di finzione che segue Dalton e il suo stunt/amico/faccendiere Cliff Booth (uno straordinario Brad Pitt) fino a un epilogo completamente creato da Tarantino che non rispetta la terribile realtà di ciò che avvenne a Cielo Drive.

Ma cosa succede nel finale del film? E che significato possiamo trovare in quegli eventi?

Attenzione, se non avete visto il film l'articolo contiene ovviamente spoiler.

Il finale di C'era una volta a... Hollywood

Come detto, Tarantino riscrive del tutto gli eventi che coinvolgono la Manson Family e ciò che quel gruppo di squilibrati fece agli amici e alla famiglia di Roman Polanski.

Nella vita reale, Sharon Tate e altri quattro suoi ospiti quella sera dell'8 agosto 1969 furono barbaramente uccisi da quattro membri della Manson Family, ovvero Tex Watson, Susan Atkins, Linda Kasabian e Patricia Krenwinkel.

Nella versione del regista americano, invece, i fanno vengono riscritti e portano sostanzialmente a evitare i celebri delitti. A morire sono i cattivi, ovvero i tre aspiranti omicidi - una delle ragazze, Linda Kasabian interpretata da Maya Hawke, con un pretesto fugge quando capisce che i suoi "amici" intendevano davvero fare una carneficina.

Gli hippy, però, incontrano prima un Rick Dalton poco in vena di parlamentare e che li caccia in malo modo da Cielo Drive, poi dopo essere entrati nella casa dell'attore, si scontrano con Cliff Booth, in pieno trip da acido.
Nonostante i tre siano armati, il personaggio di Brad Pitt ha facilmente la meglio nonostante le sue condizioni "alterate".

Cliff e il suo cane, Brandy, ne ammazzano due, mentre Rick Dalton completamente sbronzo brucia la terza aspirante omicida con un lanciafiamme.

I veri delitti della Manson Family, dunque, non accadono nella Hollywood tarantiniana. Questo mette il film in un universo temporale completamente nuovo, invece di ricreare i fatti storici aggiungendo i personaggi di finzione protagonisti della pellicola.
Ecco cosa succede, nel dettaglio, in quella notte alternativa.

La Manson Family entra in casa di Rick Dalton, non di Sharon Tate, e finisce male

L'8 agosto, i membri della famiglia Manson Tex (Austin Butler), Susan (Mikey Madison), Linda (Maya Hawke) e Patricia (Madisen Beaty) arrivano in auto ​​fuori dalla casa di Tate per eseguire gli ordini di Manson. Tuttavia, il rumore della loro macchina accesa irrita Dalton, ubriaco dopo una serata di bisboccia con Cliff, mentre stava preparando margarita in attesa del ritorno dell'amico/stunt uscito per una passeggiata col fido pitbull Brandy. Sorpreso di trovare degli hippy nel suo quartiere, Dalton li rimprovera finché non se ne vanno.

Dopo che i ragazzi si accorgono di aver appena incontrato Rick Dalton, attore con cui sono cresciuti guardandolo in TV, decidono di uccidere lui e tutti coloro che "hanno insegnato [alla loro generazione] come uccidere", attraverso la violenza televisiva e cinematografica. Mentre si dirigono verso la casa di Dalton (dopo che Cliff è tornato con il suo cane), Linda è sopraffatta dalla paura, prende la macchina e abbandona gli altri.

Quando i seguaci di Manson, armati, entrano nella casa di Dalton, Cliff, che è completamente sballato dopo aver fumato una sigaretta intinta nell'acido, è come divertito dalla lora presenta. All'inizio pensa persino che non siano reali. A poco a poco, gli aspiranti assassini riconoscono Cliff perchè questi aveva "visitato" lo Spahn's Ranch (la loro dimora) sei mesi prima. Cliff quindi aizza il suo pitbull su Tex, che viene sbranato dal cane. Cliff poi lo uccide, mentre Brandy attacca Susan, che urla sguaiatamente mentre il cane si accanisce su di lei.

Cliff quindi colpisce violentemente Patricia a morte ma viene colpito da un coltello e da una pallottola vagante, quindi cade in stato di incoscienza. Accecata e urlante, Susan sfonda la porta del patio di Dalton e cade in piscina, terrorizzando Rick, che ascoltava musica con delle cuffie ed era beatamente inconsapevole della carneficina in atto nella sua casa. Dopo essere uscito dall'acqua, Dalton imbraccia  lo stesso lanciafiamme che ha usato in 14 Pugni di McClusky e lo usa per arrostire Susan, fino alla morte della ragazza.

Dopo l'arrivo della polizia, Cliff viene portato in ospedale con l'ambulanza mentre Dalton rimane a casa. Jay Sebring, amico ed ex-partner di Sharon Tate, ha sentito il trambusto nella casa accanto e va a investigare al cancello della villa Polanski. Lì incontra Dalton e gli chiede informazioni, fino a che Sharon si va viva attraverso il citofono: parla con Rick e, dopo essersi accertata che tutti stessero bene, lo invita a entrare. Dalton, quindi, incontra la sua vicina per la prima volta.

La fine di C'era una volta a... Hollywood riscrive la storia di Sharon Tate

Solo quando la famiglia Manson decide di penetrare in casa di Dalton invece di quella di Tate, diventa evidente che il film di Quentin Tarantino si svolge in una realtà alternativa. I fatti, invece, ci dicono che la notte dell'8 agosto 1969, i membri della famiglia Manson Tex, Susan, Patricia e Linda sono entrati in casa di Sharon Tate e hanno ucciso lei, il bambino che portava in grembo, Sebring e i loro due ospiti, Wojciech Frykowski e Abigail Folger. Gli ordini di Manson erano di "distruggere definitivamente tutti [nella casa, n.d.r.], nel modo più raccapricciante possibile... e di farlo sembrare stregoneria": questo raccapricciante omicidio di massa rese famigerati sia Charles Manson che il suo culto.

Tuttavia, nella realtà, Rick Dalton non viveva nella villa accanto a quella della Tate e Polanski. L'interferenza di Dalton quando i quattro stavano esplorando l'ingresso della casa della famosa coppia è il punto di divergenza che porta poi Susan a suggerire di alterare il piano di Manson e uccidere invece l'attore: tutti accettano (tranne Linda, che scappa) e gli eventi prendono un'altra piega. Inoltre, Cliff e il suo pitbull fanno tutta la differenza del mondo, visto che uccidono Tex e Patricia. Sebbene non avessero idea che Sharon Tate fosse il vero obiettivo dei ragazzi-assassini, Dalton e Cliff salvano di fatto la vita ai loro vicini e cambiano il corso della storia.

Come la "vecchia Hollywood" salva Sharon Tate

C'era una volta a... Hollywood parla del passaggio dalla vecchia Hollywood alla nuova. Dalton è una reliquia del vecchio sistema e per questo soffre di ansia e cade nell'alcolismo, dato che non sapeva se avrebbe avuto una carriera nell'industria cinematografica in piena evoluzione. Da un altro punto di vista, Cliff era più tollerante verso la controcultura hippy ma anche lui, sotto sotto, è legato a doppio filo alla vecchia Hollywood e resta al fianco del suo migliore amico in tutte le circostanse (soprattutto perché nel giro si pensa che Cliff abbia ucciso la moglie e Dalton è l'unico che lo sostiene e gli trova lavoro. Dopo il loro ritorno da Roma, Dalton e Cliff stavano per interrompere il loro rapporto professionale e il futuro per entrambi era incerto.

Tuttavia, nonostante Dalton avesse adattato il suo look alle tendenze del momento - con capelli lunghi e basette -, il suo essere "vecchio stile" dentro è ciò lo rende così furioso verso quei "dannati hippy" che appaiono fuori dalla sua casa di Cielo Drive. Dalton amava la sua dimora, di sua proprietà, e la sua posizione esclusiva che provala come l'attore fosse ancora un membro dell'élite di Hollywood.

Affrontando i seguaci di Manson, Rick ha spostato obiettivo della violenza su di sé invece che su Sharon: quindi la "vecchia Hollywood" di Dalton salva inavvertitamente la vita all'attrice, che rappresenta la "nuova Hollywood". Nel frattempo il sempre fedele Cliff (insieme al suo fidato pitbull) ha, a sua volta, salvato Dalton e la moglie italian Francesca (Lorenza Izzo). La "vecchia Hollywood" si immola contro l'invasione della controcultura hippy: la Tate non solo rimane viva in C'era una volta a... Hollywood, ma non viene nemmeno a conoscenza di essere l'obiettivo originale della Manson family.

Nonostante fossero vicini, Dalton non aveva mai incontrato Roman Polanski (o Sharon Tate) prima della notte dell'8 agosto. Dalton era ben consapevole del fatto che il famoso regista viveva nella porta accanto e desiderava entrare nel cast di uno dei suoi film, cosa che secondo lui avrebbe dato una bella spinta alla sua stagnante carriera cinematografica. Alla fine di C'era una volta a... Hollywood, Rick Dalton stabilisce un contatto con il mondo di Roman Polanski (grazie a Sharon Tate) e, così come viene accolto nella villa del regista, anche la "vecchia Hollywood" da Rick rappresentata confluisce nel nuovo sistema degli studios.

Sony PicturesTarantino con Sharon Tate-Margot Robbie nell'androne di un cinema

La figura di Cliff Booth, in particolare, nelle scene finali del film è come se rappresentasse tutta la categoria degli stuntman: il suo sanguinoso scontro, vinto, coi tre assassini è un'allegorica rivincita per conto della sua professione. E sappiamo tutti quanto Tarantino ami tutti coloro che hanno fatto grande Hollywood, lavorando dietro le quinte.

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