The Witcher su Netflix: Henry Cavill si è "allenato" con videogame e libri

Henry Cavill sarà Geralt di Rivia in The Witcher, serie TV di Netflix ispirata ai romanzi di Andrzej Sapkowski. E pare aver preso particolarmente a cuore il suo ruolo, da vero fan del franchise fantasy.

Netflix Henry Cavill è Geralt di Rivia in The Witcher

In principio vennero i romanzi, seguiti da una sontuosa trilogia ruolistica su PC e console da gioco. Ora, l'universo di The Witcher si prepara a compiere il salto sul piccolo schermo. 

Lo farà grazie a Netflix, che ha messo in cantiere una serie TV fantasy dedicata proprio alle incredibili avventure di Geralt di Rivia, protagonista indiscusso tanto su cartaceo quanto nelle opere poligonali, e in uscita entro la fine dell'anno con otto episodi. Ad interpretare lo strigo dalla chioma argentea sarà Henry Cavill, prima oggetto di numerosi dubbi da parte dello zoccolo duro di fan della saga, poi capace di conquistare la loro fiducia una volta pubblicati il primo trailer e alcune immagini promozionali.

Allo stato attuale, la prova attoriale del fu Superman è una delle più attese dell'anno dagli spettatori abbonati al colosso dello streaming. Ad alimentare il fisiologico hype, arrivano poi le più recenti dichiarazioni dell'artista, riportate dal sito americano IGN. Dichiarazioni che lo vorrebbero come un grandissimo appassionato dei libri e dei videogame nati dalla mente - e dalla talentuosa penna! - dello scrittore polacco Andrzej Sapkowski:

Ho scoperto i giochi, poi ho scoperto i libri, e l'universo di The Witcher è diventato subito molto importante per me. Ho pensato spesso di interpretare Geralt, e quando se n'è presentata l'opportunità non me la sono di certo lasciata sfuggire. Non ho dovuto nemmeno prepararmi più di tanto per il ruolo, perché respiro e vivo questo universo tutti i giorni.

Parole di estremo conforto per i più esigenti, che non vorrebbero rimanere delusi da una rappresentazione inadeguata di un mondo tanto affascinante e complesso. Resta comunque importate sottolineare che la serie TV di The Witcher su Netflix si ispirerà direttamente all'antologia letteraria, e non ai giochi di CD Projekt RED - ora al lavoro su un altro gioco di ruolo, Cyberpunk 2077. La conferma, è arrivata più volte dalla showrunner Lauren Schmidt Hissrich:

I libri di Sapkowski rimarranno per sempre, così come i videogiochi. Per cui questa sarà la terza versione di questa storia. L'obiettivo per me era quello di ricreare l'anima dei libri e dei personaggi di cui mi sono innamorata, mettendoli nello stesso tempo in una nuova struttura coerente, in una nuova storia che abbia senso.

The Witcher: la trama della serie Netflix

Sapowski ha saputo tratteggiare, nel suo ciclo di romanzi, un mondo abitato da esseri umani, elfi, nani e altre specie magiche, dall'equilibrio costantemente instabile.

In The Witcher, infatti, le razze civilizzate sono chiamate a convivere con i mostri che le minacciano. Mostri che possono essere domati solo da dei guerrieri mutanti creati appositamente - e in grado di ucciderli -, conosciuti come gli witcher. Geralt è uno di essi: un essere umano strappato alla sua famiglia in tenera età e sottoposto ad un durissimo addestramento, durante il quale vengono somministrate erbe e pozioni che mutano profondamente l'organismo affinando i sensi, appannando le emozioni umane ritenute superflue e fortificando il corpo rendendolo più forte, veloce e resistente.

Come ogni strigo che si rispetti, anche il nostro Geralt di Rivia si guadagna da vivere uccidendo per contratto le fameliche e terrificanti creature. Eppure le stesse persone che lo assoldano hanno paura di lui, lo considerano un male necessario, un cacciatore di mostri da pagare per i suoi servigi e di cui sbarazzarsi il più in fretta possibile. 

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