Kevin Feige risponde alle critiche di Martin Scorsese: "Dichiarazioni infelici"

Si arricchisce di un nuovo capitolo la polemica intorno ai cinecomic nata dopo l'aspro commento di Martin Scorsese. A rispondere al regista è ora Kevin Feige, la mente dietro il Marvel Cinematic Universe.

Eigenes Werk/Wikipedia Primo piano di Kevin Feige

Ad inizio ottobre Martin Scorsese, uno dei maggiori registi della storia del cinema e premio Oscar nel 2007 per The Departed, ha sferrato duri colpi al Marvel Cinematic Universe e più in generale ai cinecomic. Le pellicole con al centro le avventure dei supereroi sono state paragonate a parchi a tema, ben distanti dal concetto di cinema. Una dura stroncatura, condivisa da pochi (Francis Ford Coppola, ad esempio), ma rifiutata da molti. Le repliche degli addetti ai lavori - tra cui Bob Iger, CEO di The Walt Disney Company - non si sono fatte attendere, ma solo ora è arrivata la risposta di Kevin Feige, il grande architetto del MCU.

Feige, CEO dei Marvel Studios e dallo scorso ottobre Chief Creative Officer di Marvel Comics, Marvel Television e Marvel Animation, ha finalmente rilasciato il suo primo commento pubblico sulle pesanti parole di Martin Scorsese. Ospite dell'ultimo episodio del podcast Awards Chatter (via The Hollywood Reporter), il nostro ha dichiarato:

I cinecomic rovinano il cinema? Non penso proprio. Credo che le sue [Martin Scorsese] siano dichiarazioni infelici. Tutti noi che lavoriamo a queste produzioni amiamo il cinema, i film, ci piace andare al cinema per goderci un'esperienza comunitaria in sale cinematografiche piene di gente.

In un recente articolo pubblicato da Martin Scorsese per il New York Times il regista è tornato sullo scottante argomento cercando di spiegare meglio il suo pensiero. Cambiano le parole, ma il succo è lo stesso: nei film sui supereroi, a differenza del cinema, non c'è nulla a rischio.

Nei cinecomic ciò che manca è il mistero, il pericolo emotivo. Nulla è a rischio. Ciò che vediamo è pensato per soddisfare determinate esigenze del pubblico ed è progettato come variazione su pochi temi.

Insomma, chi si occupa dei film basati sui personaggi degli albi a fumetti targati Marvel Comics, DC Comics e così via non avrebbe il coraggio di osare. Ma l'inaspettato è davvero assente nei cinecomic? Kevin Feige, come prevedibile, non è assolutamente d'accordo con Martin Scorsese, ritenendo che il Marvel Cinematic Universe sia invece impregnato di un senso di sperimentazione che abbraccia stili e personaggi:

Ant-Man è un heist movie, Captain America: The Winter Solider è un thriller politico. Con Captain America: Civil War abbiamo fatto scontrare i nostri più grandi supereroi. Abbiamo ucciso metà dei nostri personaggi alla fine di un film [Avengers: Infinity War]. Per noi è divertente utilizzare il successo per rischiare in differenti direzioni.

L'intervento di Kevin Feige sul 'caso-Scorsese' si chiude (forse) nel miglior modo possibile, senza alimentare ulteriormente la polemica e chiamando in causa la libertà di opinione:

Ognuno ha una diversa definizione di cinema, di arte e di rischio. Alcune persone non credono che questo sia cinema. Tutti hanno il diritto di esprimere la propria opinione, così come tutti hanno il diritto di scrivere articoli su quell'opinione e non vedo l'ora di scoprire cosa succederà in futuro. Nel frattempo, noi continueremo a fare film.

In ogni caso le polemiche non sembrano intaccare il successo delle produzioni firmate Marvel Studios, Avengers: Endgame e Robert Downey Jr. (il Tony Stark/Iron Man del Marvel Cinematic Universe) infatti hanno trionfato all'ultima edizione dei People's Choise Awards.

Cosa ne pensate della risposta di Kevin Feige?

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