La forma dell'acqua: trama e finale del film di Guillermo del Toro

20th Century Fox Elisa e la creatura in La forma dell'acqua

L'amore è il filo conduttore della struggente favola dark La Forma dell'acqua di Guillermo del Toro. Una trama semplice ma emozionante e un finale toccante fanno del film un piccolo, imperdibile cult.

Nato come un progetto dalla doppia natura letteraria e cinematografica, La forma dell'acqua - The Shape of Water è stato uno dei grandi protagonisti degli Oscar 2018. Dopo avere collezionato 13 nomination, la pellicola di Guillermo del Toro ne ha conquistate 4 (Miglior film, Miglior regista, Migliore scenografia e Migliore colonna sonora).

La struggente favola dark sulla storia d'amore tra una donna priva della parola e una misteriosa creatura acquatica ha toccato il cuore degli addetti ai lavori e del pubblico ed è diventata ben presto un piccolo, grande cult.

Se vi incuriosisce e volete saperne di più, qui trovate la trama e la spiegazione del finale del film.

20th Century FoxIl poster del film La forma dell'acqua
La favola dark La forma dell'acqua ha ottenuto 13 nomination agli Oscar 2018 e ha portato a casa 4 statuette

La trama de La forma dell'acqua

Baltimora, 1962. Nel pieno della Guerra Fredda, Elisa Esposito (Sally Hawkins) lavora di notte come addetta alle pulizie in una struttura militare segreta, dove sono effettuati studi ed esperimenti per battere l'Unione Sovietica nella corsa allo spazio. Quando era bambina, Elisa è stata abbandonata vicino a un fiume, con delle strane ferite sul collo. Non è chiaro se i misteriosi segni c'entrino oppure no, ma la donna è muta e comunica attraverso il linguaggio dei segni.

In un certo senso, Elisa "vive sott'acqua". Per lei avere relazioni non è facile, ma è molto sensibile e ha una grande empatia e può contare sull'amicizia del suo vicino di casa, l'illustratore incompreso Giles (Richard Jenkins), e della sua energica collega di lavoro, Zelda Delilah Fuller (Octavia Spencer).

Una notte, Elisa e Zelda scoprono che in un reparto del laboratorio è tenuta in cattività una creatura anfibia (Doug Jones) dalle sembianze umane, catturata in Amazzonia dove era venerata come un dio. Le due tornano drammaticamente in contatto con il misterioso essere quando sono chiamate a pulire la stanza in cui si trova da una grande quantità di sangue. Torturata dal malvagio colonnello Richard Strickland (Michael Shannon), la creatura ha reagito e ha amputato due dita all'uomo.

Anziché essere spaventata, Elisa prova empatia per l'essere e sembra stabilire un contatto con lui, sotto gli occhi stupiti del dottor Robert "Bob" Hoffstetler (Michael Stuhlbarg). Di nascosto, la donna inizia a fare visita alla creatura, le porta da mangiare, le fa ascoltare della musica e le insegna il linguaggio dei segni, instaurando con lei un rapporto intimo e profondo.

Tuttavia, il destino dell'uomo anfibio sembra segnato. Il capo del progetto, il generale Frank Hoyt (Nick Searcy), dà il suo benestare a Strickland per vivisezionare la creatura, nonostante la disperata opposizione del dottor Hoffstetler. 

Il teso confronto avviene sotto gli occhi di Elisa (nascosta nella stanza dell'uomo anfibio) e la donna decide di salvare il misterioso essere. Dopo avere vinto la resistenza di Giles, Elisa coinvolge l'amico in uno spregiudicato piano per fare evadere la creatura. La donna trova l'inaspettato aiuto del dottor Hoffstetler, che in realtà è una spia dei sovietici e si chiama Dimitri. L'uomo ha ricevuto dai suoi superiori l'ordine di uccidere la creatura, ma non vuole farlo, perché come Elisa ha riconosciuto in lei intelligenza, sentimenti ed emozioni.

La notte della fuga, nel piano si ritrova casualmente coinvolta anche Zelda, che dopo avere cercato di fermare l'amica, capisce quanto sia importante per lei l'uomo anfibio e finisce con il dare il suo aiuto.

Elisa e Giles riescono a portare la creatura fuori dal laboratorio e la donna le dà rifugio nella sua vasca da bagno. Il piano è aspettare che le piogge riempiano un canale di scolo che dà in mare aperto, così che l'uomo anfibio possa tuffarsi al suo interno e (ri)trovare la libertà.

Intanto, Elisa e Zelda continuano ad andare al lavoro e riescono a nascondere le loro responsabilità a un sempre più fuori di sé Strickland, mentre la creatura ha un tumultuoso confronto con Giles e uno dei suoi gatti e fugge.

Avvisata dall'amico, Elisa ritrova l'uomo anfibio prima che altri possano vederlo e la creatura rivela di avere incredibili poteri curativi, guarendo la ferita involontariamente provocata a Giles e facendo ricrescere i capelli dell'uomo semplicemente con il tocco di una delle sue mani palmate.

Il rapporto tra l'uomo anfibio ed Elisa diventa sempre più profondo e i due fanno l'amore.

Ma sulla loro felicità incombe la rabbia e la brama di vendetta di Strickland. Sospettoso del dottor Hoffstetler, il colonnello inizia a pedinarlo e lo sorprende all'appuntamento con alcuni emissari sovietici, che ufficialmente dovrebbero riportarlo in patria, ma che in realtà sono stati inviati per eliminarlo. Strickland uccide le spie russe e poi si accanisce sul moribondo Bob/Dimitri per sapere chi ha rapito la "sua" creatura.

L'uomo finisce per rivelare il coinvolgimento delle "donne delle pulizie" e il colonnello ottiene dal marito di Zelda l'informazione che l'uomo anfibio si trova da Elisa. La donna riesce ad avvisare l'amica dell'arrivo di Strickland, ma il colonnello sorprende Elisa, Giles e la creatura al canale di scolo.

In un drammatico confronto, l'uomo uccide l'uomo anfibio ed Elisa. Ma la creatura si riprende grazie ai suoi poteri e taglia la gola a Strickland. Dopo avere detto addio a Giles, si tuffa nel canale con il corpo esanime di Elisa e nell'acqua ridà vita alla donna che ama, trasformandola in una creatura anfibia.

Mentre i due fluttuano in un abbraccio pieno di amore e passione, Giles e Zelda (sopraggiunta con la polizia militare) guardano l'acqua che scorre nel canale, mentre la pioggia cade incessante.

Il finale de La forma dell'acqua

La forma dell'acqua sembra chiudersi in maniera drammatica. Il colonnello Strickland riesce a raggiungere Elisa, Giles e la creatura prima che questa si tuffi nel canale e ritrovi la libertà. Ma Guillermo del Toro sceglie di dare una happy ending ai suoi protagonisti.

L'uomo anfibio rigenera sé stesso e uccide il malvagio militare, completando il definitivo ribaltamento dei ruoli tra loro. La creatura non è una bestia, ma un dio (o almeno, qualcosa che assomiglia all'idea di divinità degli uomini). Strickland non è (più) un uomo, ma una bestia mossa da un primordiale istinto di vendetta. 

Come è implacabile con i suoi nemici, la creatura è piena di pietà per coloro che la amano e che ama. Saluta con dolcezza Giles e si tuffa nel canale portando con sé l'esanime Elisa. E nell'acqua, in quella che è la condizione naturale di entrambi, esseri silenziosi e incompresi dal mondo "in superficie", compie il suo miracolo.

L'uomo anfibio esegue una misteriosa, ancestrale danza intorno alla donna che ama e poi la bacia. Ridandole la vita. Ma una vita diversa (quella che è sempre stata la sua vera vita?). Le cicatrici sul collo di Elisa si aprono e diventano delle branchie (ma chi può dire che non lo siano sempre state?).

Stretti in un abbraccio pieno di amore passione, i due fluttuano sospesi in una dimensione non solo materiale, ma che ne prefigura un'altra, eterna e immutabile, come sembrano suggerisce le parole del narratore della storia, Giles.

L'uomo è convinto che i due abbiano trovato la loro forma "umana" e reale:

Se vi parlassi di Elisa, cosa potrei dire? Che vissero sempre felici e contenti? Credo che sia stato così. Che si amavano, che hanno continuato a farlo. Sono sicuro che è così.

Ma anche una "divina", che va oltre la dimensione terrena e che riecheggia nei versi di "una poesia, sussurrata da una persona innamorata centinaia di anni fa":

Incapace di percepire la tua forma, ti trovo ovunque intorno a me. La tua presenza mi riempie gli occhi con il tuo amore. Il mio cuore si fa piccolo, perché tu sei ovunque.

Una forma che è quella dell'amore stesso.

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