Leonardo DiCaprio, i suoi 10 film migliori

Leo più invecchia e più migliora: lo dimostrano i ruoli scelti dal 2004 (anno di The Aviator di Scorsese) all'ultimo film di Quentin Tarantino.

Sony Pictures Leonardo DiCaprio in una scena del film C'era una volta a... Hollywood

C'è un motivo se Leonardo DiCaprio è uno degli attori più amati dai registi "che contano" a Hollywood: la sua assoluta dedizione al lavoro. Leo è un perfezionista, lo ha dimostrato sin dagli esordi di Genitori in blue jeans fino a quando è diventato un'icona indiscussa degli cinema degli anni '90 e dei primi Duemila. Devoto alla causa ambientalista, ben presto si è scrollato di dosso l'etichetta di divo romantico e belloccio (oltre che lo spettro dell'Oscar) per abbracciare ruoli complessi e spesso ambigui. Tagliato il traguardo dei 45 anni (è nato a Los Angeles l'11 novembre del 1974), celebriamo il suo talento raccogliendo i suoi 10 ruoli migliori.

10. Buon compleanno Mr. Grape (1993)

A soli 19 anni Leo riesce a guadagnarsi la sua prima nomination all'Oscar come miglior attore non protagonista (impiegherà più di vent'anni per vincere la "maledetta" statuetta) grazie al ruolo del ragazzino affetto da autismo accanto a Johnny Depp. All'epoca era poco più che adolescente ma già era chiaro ciò che sarebbe diventato, come spiegò in un'intervista a Film Review:

Ho dovuto fare delle ricerche ed entrare nella mente di una persona con una disabilità come quella. Così ho passato alcuni giorni in una casa per ragazzi disabili. Abbiamo parlato e ho osservato il loro modo di muoversi. La gente pensa che i bambini con ritardo siano davvero pazzi, ma non è così. È un vero piacere vederli, perché per loro tutto è sempre nuovo.

9. Pronti a morire (1995)

The Quick and the Dead, recita il titolo originale del vorticoso western diretto da Sam Raimi. Tra un cattivissimo Gene Hackman, un gigionesco Russell Crowe e una Sharon Stone all'apice della sensualità, spunta il giovane Leo alias Kid: figlio illegittimo del pistolero più veloce del West interpretato da Hackman, fa l'armaiolo e si atteggia a spavaldo donnaiolo. Per ottenere il rispetto del padre, farà una brutta fine (con battuta memorabile: "Shit, that was fast"). Il ruolo in origine era stato pensato per Sam Rockwell: Sony non era convinta di DiCaprio e fu la Stone ad insistere e (ma sono rumors) a pagarne lei stessa lo stipendio.

8. Titanic (1997)

Il kolossal che ha consacrato DiCaprio e Kate Winslet nell'olimpo di Hollywood. Un film griffato James Cameron, ispirato alla storia vera del naufragio dell'"inaffondabile" transatlantico RMS Titanic, all'avanguardia negli effetti visivi e reso immortale dalla storia d'amore tra Rose e Jack. Una favola moderna che è ancora il terzo film con maggiori incassi nella storia del cinema dopo Avengers: Endgame e Avatar (sempre diretto da Cameron) e che l'American Film Institute ha inserito all'83esimo posto nella classifica dei cento migliori film americani di tutti i tempi. Cameron considerò River Phoenix e Jared Leto per il ruolo di Jack, ma il primo (grande amico di Leo) perse tragicamente la vita nel 1993 e il secondo… non si presentò al provino.

7. The Aviator (2004)

Leo diventa adulto: dopo Gangs of New York e prima di The Departed e Shutter Island, avvia la fondamentale collaborazione con Martin Scorsese. La vita e le ossessioni di Howard Hughes – imprenditore, regista, aviatore e produttore – prendono corpo nell'attore, che cancella tutto ciò che era stato fino a quel momento per rendere appieno la complessità di un personaggio "bigger than life". Scorsese si conferma, insieme a Tarantino, il regista capace di tirare fuori il miglior DiCaprio. Basta vedere in originale la scena del bagno in coppia con Katherine Hepburn (una strepitosa Cate Blanchett) per rendersene conto.

6. Revolutionary Road (2008)

Dal romanzo di Richard Yates, Sam Mendes racconta le vicissitudini di Frank e April Wheele ricomponendo la coppia di Titanic. Due interpreti straordinari al servizio di un melodramma ispido e straziante. DiCaprio ha raccontato di essersi preparato al ruolo guardando diversi documentari sugli anni '50 (per studiarne conformismo e perbenismo) e l'origine delle periferie. Una sfida difficile che lui e l'amica Kate hanno accettato dopo un lungo tira e molla: non volevano replicare una storia d'amore già vista e dai tempi di Titanic avevano volutamente evitato film che avrebbero previsto atteggiamenti "romantici".

5. Inception (2010)

Christopher Nolan non poteva mancare all'appello dei registi che adorano Leo. DiCaprio è un "ladro di sogni" nel viaggio nell'inconscio del regista inglese, reduce dalle fatiche del cinecomic Il cavaliere oscuro. L'estrattore Dom Cobb ha il volto d'angelo dell'attore perché, a detta di Nolan, la sua recitazione naturalistica è una delle poche in grado di aiutare il pubblico a non perdere il filo della narrazione. Pensare che il ruolo era stato offerto a Brad Pitt e Will Smith: ma i due non avevano la faccia da "vedovo tormentato in un romanzo gotico" di Leo.

4. J. Edgar (2011)

Nell'ennesimo capolavoro senile diretto da Clint Eastwood, un "film di fantasmi" che indaga nelle pieghe dell'indagatore a capo dell'FBI per oltre mezzo secolo, DiCaprio si dona alla squadra di truccatori capeggiati da Jack Taggart e diventa il temuto direttore del Bureau. Tra bugie e manomissioni, passioni e pulsioni, Leo fornisce una prova maiuscola: mimetica e immersiva, delicata e feroce. La scena del bacio con Clyde Tolson (Armie Hammer), il fedele collaboratore che accompagna Hoover durante tutta la sua vita privata e professionale, è subito cult.

3. The Wolf of Wall Street (2013)

Nel 2014 Matthew McConaughey vince l'Oscar per Dallas Buyers Club. Statuetta meritata, ma la mancata assegnazione a DiCaprio per la performance nel rutilante capolavoro di Martin Scorsese grida ancora vendetta. Leo diventa Jordan Belfort, lo spregiudicato broker newyorkese che realizza il suo sogno americano a colpi di corruzione, donne e droghe. Un buon compagno di Quei bravi ragazzi, come ha spiegato l'attore.  

Alla fine degli anni '80 e all'inizio dei '90, Wall Street non aveva regole, sembrava il selvaggio West: Jordan Belfort era uno di quei lupi che approfittava della mancanza di controlli per guadagnare una fortuna immensa.

La scena del trip da Quaalude (il celebre Lemmon 714) è uno spasso.

2. Revenant - Redivivo (2015)

Ad un anno dall'Oscar vinto con Birdman, il regista messicano Alejandro G. Iñárritu dona a DiCaprio il film che gli fa finalmente vincere la statuetta. Un survival-revenge movie in cui Leo, il trapper Hugh Glass costretto a sopravvivere tra i ghiacci dopo essere stato brutalmente aggredito da un'orsa, ha patito di tutto: mangiare vera carne cruda di bisonte (lui che è vegetariano), subire condizioni meteorologiche proibitive (27 gradi sotto zero) e un make-up estremo, studiare vecchie tecniche di guarigione dei Nativi Americani. Una sfida da Oscar, finalmente.

1. C'era una volta a... Hollywood (2019)

Nel nono film di Quentin Tarantino, Leo è un attore televisivo in declino che vive un momento particolare nella storia di Los Angeles, quando il cinema stesso si trova ad una svolta epocale. Rick Dalton è già diventato uno dei suoi personaggi più amati ed iconici.

Fermo agli anni del successo, Dalton non è stato al passo con i tempi. Parlandone con Tarantino, abbiamo fatto di Rick un uomo che soffre di una terribile mancanza di autostima: incapace di ritenersi soddisfatto di ciò che ha, aspira costantemente a qualcos'altro.

La carriera di Rick Dalton dopo C'era una volta a Hollywood l'ha spiegata lo stesso Tarantino. 

Sempre a lavoro, DiCaprio prepara un 2020 da urlo: nella prossima stagione lo vedremo nei panni di Joe Petrosino (il super poliziotto italoamericano che sfidò la mafia di New York) nel biopic The Black Hand, ancora con Scorsese nell'attesissimo Killers of the Flower Moon (thriller su una serie di omicidi nell'Oklahoma degli anni '20) e nell'annunciata biografia dedicata al presidente Theodore Roosevelt.

Leggi anche

      Cerca