Le Mans '66: la storia vera della grande sfida Ford contro Ferrari

Le Mans ’66 - La grande sfida sta per debuttare nei cinema italiani il 14 novembre: ecco tutta la vera storia dei protagonisti e della rivalità tra Ford e Ferrari.

Il 14 novembre 2019 Le Mans ’66 - La grande sfida arriva al cinema. Il film di James Mangold racconta l’epica sfida tra le vetture Ford e Ferrari per aggiudicarsi la vittoria nella 24 ore di Les Mans, famosa gara automobilistica francese. 

A vestire i panni dei protagonisti ci sono Matt Damon e Christian Bale, che portano sul grande schermo i personaggi del designer di auto Carroll Shelby e del pilota Ken Miles. I due sono stati gli ideatori della mitica vettura GT40, messa a punto in pochissimi mesi sfidando le leggi della fisica e del tempo. Il film racconta sia il rapporto professionale che quello privato tra i due protagonisti, facendo vivere allo spettatore la tensione e l’adrenalina di una gara impossibile!

Ma scopriamo insieme la vera storia che ha ispirato la trama di Le Mans ’66 - La grande sfida:

La nascita della rivalità tra Ford e Ferrari

Il forte antagonismo tra Ford e Ferrari è iniziato nel 1963. In quel periodo, Henry Ford II aveva maturato il progetto di aumentare l’appeal della sua azienda con la partecipazione alle gare automobilistiche. Non avendo esperienza nel settore e non disponendo di una vettura competitiva, Ford II valutò l’acquisto di una azienda come investimento pubblicitario. La scelta ricadde su Ferrari, che godeva di un notevole seguito di pubblico. 

La trattativa fu avviata e Enzo Ferrari decise di accettare la proposta di Ford II. L’accordo, però, ebbe vita breve. Non appena Enzo Ferrari si rese conto che tutte le attività sarebbero state spostate a Detroit, fece saltare la vendita.

Henry Ford II prese così male il voltafaccia di Ferrari da volerlo punire battendolo sulla pista di Le Mans.  

L’iconica Ford GT40

Per poter battere le vetture Ferrari Henry Ford II decise di investire su Carroll Shelby, a cui chiese di mettere a punto l'automobile da corsa in grado di centrare l'obiettivo della vittoria. Il designer aveva a disposizione solo 10 mesi di tempo per riuscire nella grande impresa, con l’aiuto dell’amico pilota Ken Miles. 

Il primo test sulla Ford GT40 non fu positivo. La vettura era veloce ma aveva qualche difetto, dovuto soprattutto a una cattiva aerodinamica. L'auto venne modificata e debuttò in una nuova versione nel 1965, vincendo la 2000 km di Daytona con Ken Miles al volante. Purtroppo, la vettura non vinse la gara di Le Mans. 

Grazie ai collaudi di Miles, la nuova GT40 MKII che gareggiò a Le Mans nel 1966 riuscì a battere la Ferrari. Ford schierò ben otto vetture. La prima era guidata da Ken Miles e Denny Hulme e la seconda da Bruce McLaren e Chris Amon. 

L’auto di Miles riuscì a concludere la gara al photofinish con la vettura gemella. La vittoria, però, venne assegnata alla GT40 di McLaren e Amon, perché era partita 20 metri più indietro. 

Insomma, Ken Miles fu privato del podio. Nonostante l'ingiustizia, il pilota non si lamentò mai del trattamento ricevuto. 

La mitica GT40, tra l’altro, non si aggiudicò solo la gara di Les Mans del 1966, ma anche quelle del 1967, del 1968 e del 1969. 

 

La vera storia di Carroll Shelby

Prima di diventare un designer di auto, Carroll Shelby era stato un pilota automobilistico. Lui stesso aveva vinto la gara di Le Mans nel 1959 a bordo di una Aston Martin. 

Purtroppo proprio dopo la gara del 1959, aveva dovuto abbandonare le corse per un problema congenito al cuore. 

Dopo la fine della carriera agonistica, Carroll Shelby iniziò a progettare auto fondando una propria azienda la Shelby-American. L’attività della piccola azienda attirò l’attenzione di Henry Ford II, che lo chiamò a lavorare sulla GT40. 

Shelby abbandonò il mondo della produzione di auto dopo la tragica scomparsa dell’amico Ken Miles, morto proprio nello stesso anno del trionfo della GT40 a Le Mans. 

Nonostante la decisione di abbandonare, Shelby ha continuato sempre a lavorare nel settore delle auto fino a entrare nel 1992 nell’Automotive Hall of Fame. Carroll Shelby è morto nel 2012.

  

La vera storia di Ken Miles

Ken Miles era un ingegnere e pilota britannico naturalizzato americano. La collaborazione tra Shelby e Miles cominciò all’inizio degli anni ’60, quando il pilota divenne un test driver per il designer. I due iniziarono subito a lavorare insieme per lo sviluppo della vettura denominata Shelby Cobra. 

Nello stesso anno del trionfo a Le Mans, Miles riprese il lavoro sulla Ford J-car. A fine agosto del 1966, Ken stava testando la vettura sul circuito di Riverside nella California Meridionale. Il pilota stava percorrendo l’ultimo tratto della pista alla velocità di 200 miglia all’ora quando l’auto si ribaltò e prese fuoco. Ken Miles fu sbalzato fuori dall'automobile e morì sul colpo all’età di soli 47 anni. 

Dopo l’incidente, la J-Car fu notevolmente modificata e la Ford installò un dispositivo di sicurezza, che consisteva in una gabbia di tubi d’acciaio. Probabilmente, fu questo dispositivo a salvare la vita del pilota Mario Andretti nella gara di Le Mans del 1967. Proprio Mario Andretti ha fatto provare il brivido della velocità ai due protagonisti del film Matt Damon e Christian Bale sul circuito di Indianapolis, per prepararli a interpretare Carroll Shelby e Ken Miles. 

Ora che conoscete tutta la vera storia da cui è tratto il film, siete ancora più incuriositi?

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