Joker: Joaquin Phoenix dice la sua sul finale (e sulla vera identità di Arthur)

Nel corso di un'intervista, l'attore Joaquin Phoenix ha parlato della sua personalissima visione del finale di Joker, in film di Todd Phillips dedicato alle origini del Clown Principe del Crimine.

Warner Bros./DC Joaquin Phoenix nei panni di Arthur Fleck

Uscito nelle sale italiane lo scorso 3 ottobre, Joker - il cinecomic diretto da Todd Phillips e incentrato sulle origini del Clown Principe del Crimine - continua a macinare successi in tutto il mondo, in attesa di scoprire le eventuali candidature agli Oscar 2020.

Uno degli aspetti chiave del film è sicuramente l'alone di ambiguità che avvolge l'intera pellicola (basti pensare al personaggio di Sophie).

La questione chiave è però quella relativa al finale del cinecomic, aperto a molteplici chiavi di lettura.

Nelle sequenze conclusive del film vediamo Arthur Fleck ad Arkham Hospital, dopo che il Joker ha ucciso il conduttore Murray Franklin (Robert De Niro) con un colpo di pistola durante la diretta del suo show televisivo, poco prima che Gotham City venisse messa a ferro e fuoco dagli anarchici con la maschera da clown.

Fleck inizia a ridere in maniera convulsa mentre fuma una sigaretta. Una dottoressa gli domanda quale barzelletta stia scatenando in lui una tale ilarità. "Non la capiresti", risponde il commediante fallito all'assistente sociale. Successivamente, la scena di sposta su Arthur mentre attraversa un corridoio del manicomio criminale, ma con le scarpe che lasciano delle chiare impronte di sangue.

La domanda chiave è quindi una soltanto: Arthur è davvero diventato il Joker, oppure l'intera vicenda è frutto della sua mente contorta? Alcuni fan hanno ipotizzato che il protagonista non sia in realtà unico Clown Principe del Crimine in città, e che in realtà ve ne siano diversi (da qui anche la decisione di chiamare il film Joker e non "The Joker").

Ora è proprio Joaquin Phoenix ad essere tornato a parlare del film, svelando la sua personalissima visione del finale della pellicola (via Los Angeles Times). 

Trovo davvero interessante il modo in cui il pubblico reagisce al film e ciò che le persone vedono. Per quanto mi riguarda sono tutte risposte valide. Di solito bisogna dare una risposta unica a queste domande. Ma in questo caso è un processo collettivo e interattivo. Tutto è nelle mani degli spettatori.

È una cosa molto rara, soprattutto per quanto riguarda un blockbuster. Non voglio rovinare tutto dicendo: 'No, è così'. Dal mio punto di vista, ci sono così tanti modi diversi di vedere il personaggio e la sua esperienza, che non penso che ci possa dare una sola chiave di lettura.

Phoenix ha però sottolineato che, sempre secondo il suo punto di vista, Arthur è davvero il Joker.

Credo che Fleck sia davvero il Joker e tutto ciò che il pubblico ha visto è reale. Ripeto, è solo la mia opinione.

Intervistato dal Los Angeles Times, lo scorso ottobre Phillips ha discusso proprio delle questioni rimaste in sospeso a seguito di quel "The End" in colore giallo che appare sullo schermo al termine del film, spiegando che la sua pellicola "richiede un certo grado di partecipazione da parte del pubblico. Sta agli spettatori decidere come interpretarlo e sperimentarlo". 

La verità, quindi, esiste solo e solamente negli occhi di chi guarda. A voi piace questa particolare chiave di lettura?

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