Netflix afferma che il lancio di Disney+ non ha cambiato nulla, per loro

Netflix non correrà ai ripari per contrastare Disney+: il servizio streaming rimarrà dunque fedele ai propri obiettivi senza farsi influenzare dai competitor.

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Il lancio da 10 milioni di iscritti di Disney+ non preoccupa la dirigenza di Netflix. A dichiararlo è Ted Sarandos, Chief Content Officer di Netflix.

Ospite al Paley International Council Summit a New York, Sarandos ha dichiarato che non ci sono cambiamenti in vista dovuti al debutto del servizio streaming di Disney. Durante l’intervento, tenutosi il 14 novembre 2019, il numero uno dei contenuti di Netflix ha sottolineato la propria assoluta sincerità nel dichiarare che non cambierà nulla nel palinsesto del servizio streaming. Le sue parole hanno smentito i commenti di quanti giudicano l’accordo Netflix-Nickelodeon come un tentativo di competere con Disney sul terreno dell’animazione e dei prodotti per bambini e ragazzi. 

In effetti, a ulteriore smentita di un cambiamento di rotta Sarandos ha dichiarato: 

Il nostro obiettivo è sempre stato e continuerà a essere quello di rendere grandi i contenuti amati dagli spettatori, senza soluzione di continuità. 

Secondo alcuni giornalisti, invece, quel “senza soluzione di continuità” è una frecciatina a Disney, vittima di alcuni problemi tecnici al momento del lancio

Sarandos ha ribadito che Netflix continuerà semplicemente a competere con tutti i servizi streaming, Disney incluso, come ha sempre fatto:

La nostra rete non è orientata a un unico gruppo demografico…Non vogliamo che sia il nostro marchio a definire i contenuti a priori, così come non vogliamo che siano i contenuti trasmessi a definire il nostro marchio. 

Queste le parole con cui Sarandos ha chiuso la questione Disney+, che in realtà non è l’unico nuovo competitor con cui Netflix si ritroverà a combattere. Proprio a chi gli ha chiesto se l’offerta non stia ormai diventando eccessiva rispetto alla domanda, Ted Sarandos ha risposto: 

Si fanno questo tipo di affermazioni solo sulla televisione. Ci sono forse troppe canzoni? O ci sono troppi dipinti? 

Sarà stato davvero sincero Sarandos nel negare un impatto di Disney+ sui progetti futuri di Netflix?

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