300, i fatti storici dietro al film

Warner Bros. Vincent Regan e Gerard Butler in una scena del film 300

La mancanza di veridicità storica è sempre stato il tallone d'Achille del film di Zack Snyder, nonostante il regista abbia spesso dichiarato che "gli eventi sono veritieri al 90%": ecco come stanno realmente le cose.

Ispirato al fumetto cult di Frank Miller e Lynn Varley, 300 di Zack Snyder è stato uno dei primi film dei Duemila a trasferire al cinema l'estetica della graphic novel. Sin dalla sua presentazione alla Berlinale e nel successivo approdo nelle sale, il muscoloso kolossal ha destato controversie sul piano politico (Javad Shanghadari, consigliere culturale dell'allora presidente iraniano Ahmanadinejad, protestò all'Unesco definendo il film "un attacco all'identità storica dell'Iran" e degli iraniani, dipinti "come un popolo assetato di sangue, incivile e brutale") e soprattutto storico.

Gli avvenimenti storici e come si svolsero

L'opera di Miller e Varley reinventa l'epopea delle Termopili, quando 7mila greci si scontrarono in un'epica battaglia campale contro 120mila persiani. La battaglia delle Termopili, descritta da Erodoto nel settimo libro delle sue Storie, fu combattuta nel 480 a.C. e vide contrapposte le poleis greche, guidate dal re di Sparta Leonida, all'Impero persiano governato da Serse. Si svolse in tre giorni e fu la diretta conseguenza della battaglia di Maratona, il primo tentativo fallito di invasione della Grecia da parte dei persiani.

Sebbene in grande inferiorità numerica, la lega greca (composta da Spartani, Tespiesi e Tebani) bloccò l'unica via attraverso la quale l'esercito persiano avrebbe potuto raggiungere la Grecia centrale. Quando i persiani riuscirono a sfondare la resistenza ellenica, venne deciso il ritiro a Salamina: fu lì e nella successiva battaglia di Platea che Serse e poi il generale Mardonio vennero definitivamente sconfitti.

Warner Bros.La battaglia navale in una scena del film 300

Questo è il contesto storico. Snyder e i suoi sceneggiatori Kurt Johnstad e Michael B. Gordon sono stati spesso accusati di aver travisato la storia, seppure il regista abbia dichiarato in un'intervista a MTV che i fatti raccontati sono "veritieri al 90%" e che il suo film "è un'opera, non un documentario". Snyder si è avvalso della consulenza di Paul Cartledge, docente di Storia Greca all'Università di Cambridge, il quale ha approvato il film salvo che per la sua rappresentazione "Ovest" (buoni) contro "Est" (cattivi), come ha spiegato in un'intervista a Usa Today. Molto più duro è stato Ephraim Lytle, professore di Storia Greca all'Università di Toronto: in un'intervista al Toronto Star, Lytle stigmatizza soprattutto l'universo morale del film, bollato come "bizzarro sia per i Greci antichi sia per gli storici moderni".

Le "licenze poetiche" fra film e storia

Al di là di discussioni e polemiche sullo "scontro di civiltà" (e sulla dicotomia democrazia vs schiavitù, che per altro non esisteva più in Persia dai tempi di Ciro il Grande) messo in scena da Snyder nel suo tripudio di testosterone frastornante e caos visionario, 300 è pieno di inesattezze storiche, molte delle quali erano già presenti nel fumetto di Miller. La mancata aderenza del film alla storia greca è stata sottolineata soprattutto da Victor Davis Hanson, professore di Storia Classica presso la California State University di Fresno, che ha accusato il regista di "divertire e sbalordire, prima, istruire, poi".

La prima inaccuratezza riguarda Sparta, che era una diarchia. Nel film non è affatto menzionato l'altro re, Leotichida, della dinastia Euripontide. Leonida stesso, interpretato da Gerard Butler, non fu l'ultimo spartano a morire e, con buona pace di Erodoto, avrebbe dovuto avere 60 anni nel 480 a.C. e non i 37 di Butler all'epoca delle riprese. Un punto molto dibattuto dagli storici è ciò che successe dopo il tradimento di Efialte (Andrew Tiernan nel film). Secondo Miller e Snyder, rimasero solo gli Spartani a difendere il passo: non è vero. Come dimostrano le fonti, ci furono 900 Iloti, 700 Tespiesi e 400 Tebani ad aiutare Leonida e i suoi uomini. Gli Spartani inoltre obbligarono i Tebani ad assisterli in battaglia e al termine dello scontro li resero pure schiavi. Quanto all'esercito persiano, non era dotato di né elefanti né di rinoceronti da guerra: la prima volta che i greci conobbero i pachidermi fu durante la battaglia di Gaugamela, combattuta da Alessandro Magno un secolo e mezzo dopo.

Warner Bros.Un elefante da guerra in una scena del film 300

Un dato spesso dibattuto è lo schieramento persiano. Nonostante Erodoto sosteneva che fosse formato da più di un milione di uomini, fonti successive ritengono che l'esercito di Serse non superava le 300mila unità al massimo. Un'altra inesattezza riguarda gli Immortali: non erano deformi o mascherati, erano invece un corpo scelto di guerrieri che facevano da guardie personali al re. Particolarmente sprezzante è poi la connotazione che Leonida dà degli Ateniesi nel film, definiti "poets" (cioè "filosofi") e "boy-lovers" (ovvero pedofili o omosessuali): l'omosessualità e la bisessualità erano pienamente accettate e ampiamente praticate in tutta la società greca, compresa quella spartana. Così come la filosofia: ne sono una prova pensatori come Licurgo e Chilone. Infine, l'Agoghé: oltre alla sua pronuncia sbagliata (la parola tradotta alla lettera significa "conduzione"), il sistema di educazione dei giovani spartani iniziava a 7 anni e terminava non oltre i 30 con una prova finale che non consisteva nel sopravvivere una notte nella foresta o nell'uccidere un lupo: i ragazzi, per dimostrare lealtà di gruppo ed educazione alla caccia e alla guerra, dovevano uccidere uno schiavo senza farsi scoprire.

I vari personaggi, veri e nel film

Detto della sua età, Leonida è il classico esempio di leader carismatico. Ciò che non viene citato nel film è il viaggio decisivo che fece per andare a consultare di persona l'Oracolo di Delfi: il verdetto – Sparta avrebbe perso un re o la Grecia la sua libertà – lo convinse alla sua mossa strategica ardita e coraggiosa. Serse, interpretato da Rodrigo Santoro, non era un personaggio folle e totalmente sopra le righe, come viene dipinto nel film. Miller e Snyder lo immaginano androgino, pelato e dalla pelle scura, pieno di orecchini e piercing. Il re di Persia e di Egitto aveva in realtà una barba folta e curata, ma oltre ad essere un despota violento e brutale, si dedicò alla costruzione di maestosi edifici pubblici, studiava la storia e la filosofia. Ciò ovviamente non gli impedì di morire per una congiura di palazzo ucciso da Artabane, capo delle guardie, insieme al figlio Dario su istigazione dell'altro figlio Artaserse I. 

La regina Gorgo, ovvero la moglie di Leonida e figlia del fratello Cleomene, è interpretata da Lena Headey. Sebbene sia raccontata soprattutto in quanto "moglie", Erodoto ne descrisse la saggezza, l'ingegno e la perspicacia in campo politico. Una nota curiosa riguarda il personaggio di Delios, interpretato nel film da David Wenham: in realtà si chiamava Aristodemo. Fu uno dei pochi sopravvissuti alla battaglia delle Termopili e morì successivamente nello scontro di Platea per riscattare il suo onore: a Sparta era infatti odiato e deriso perché sospettato di diserzione. Insomma, non era affatto il "cantastorie" che viene raccontato nel film.

A 12 anni dall'uscita, 300 continua ad essere un kolossal non proprio accusato e pieno di strafalcioni sugli eroi di Sparta.

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