Lou Ferrigno non ha gradito Hulk in Avengers: Endgame: ecco perchè

Lou Ferrigno, culturista ed ex interprete di Hulk nella serie TV anni '70 e '80, ha espresso il suo disappunto verso lo Smart Hulk di Mark Ruffalo visto in Avengers: Endgame.

Marvel Studios Un'immagine di Smart Hulk in Avengers: Endgame

Il personaggio di Hulk è apparso al cinema numerose volte, spesso con un diverso attore a interpretare i panni (a brandelli) di Bruce Banner prima che questi si trasformasse nel gigante verde visto nei fumetti Marvel.

Con l'avvio del Marvel Cinematic Universe, Hulk ha avuto prima il volto di Edward Norton (ne L'Incredibile Hulk di Louis Leterrier, del 2008), per poi trovare in Mark Ruffalo l'unico in grado di trainare il Gigante di Giada dal primo The Avengers sino ad Avengers: Endgame, uscito nelle sale ad aprile 2019.

Vi è però un Hulk che è rimasto particolarmente impresso nella memoria dei fan Marvel, specie quelli nati e cresciuti negli anni '70. Parliamo della versione del personaggio vista nella serie TV classica The Incredible Hulk, trasmessa negli Stati Uniti d'America dal 1977 al 1982, per un totale di 81 episodi (più due film).

Lo show, trasmesso anche in Italia a partire dagli anni '90, vedeva Bill Bixby nella parte dello scienziato e medico David Banner e Lou Ferrigno (culturista nonché Mr. Universo del 1973) nella parte di Hulk.

Proprio Ferrigno, all’Hamilton Comic-Con in Canada (via ComicBook), si è espresso sul Professor Hulk (o Smart Hulk) di Mark Ruffalo visto in Endgame, una versione del tutto inedita e più "umana" del colosso verde in grado di spazzare via ogni cosa.

Nei primi due film di Hulk la CGI stava migliorando, ma sono rimasto deluso da Endgame. Perché Hulk deve essere orribile, deve essere una creatura mostruosa. In Endgame non mi è piaciuto il modo in cui Mark Ruffalo ha interpretato il personaggio. Ha portato via quella bellezza, quella particolarità di Hulk. Ecco perché a molte persone è piaciuta la mia serie.

Ma non solo: sempre secondo Ferrigno, Endgame manca anche di un certo spessore narrativo, preferendo astronavi, sparatorie e sequenze nello spazio.

Abbiamo bisogno di belle storie. Buoni elementi, buoni messaggi sulla vita, perché quando vedi serie come l'originale The Twilight Zone, impari qualcosa da ogni episodio. La CGI, intendo, è del tutto diversa. Alla gente piace così perché c’è più intrattenimento sullo schermo

Voi siete d'accordo con le parole del primo Hulk live action della storia della televisione?

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