La vita possibile: trama e finale del film con Margherita Buy e Valeria Golino

Una madre e un figlio tredicenne scappano da Roma a Torino per sfuggire a un uomo violento. Ma ripartire da zero non è facile come potrebbe sembrare. La vita possibile racconta le sofferenze e la fatica di una seconda chance.

Rodeo Drive Margherita Buy e Valeria Golino in una scena de La vita possibile

La vita possibile è un film drammatico del 2016 diretto da Ivano Di Matteo, con protagoniste Margherita Buy e Valeria Golino.

La storia, ambientata in una Torino nebbiosa e malinconica, racconta della fuga di una donna vessata da continue violenze domestiche (nonostante le denunce e le diffide) da parte del suo ex marito. Anna prende suo figlio Valerio, un tredicenne attento e sensibile, e lo porta da Roma al Nord, dove abita la sua amica di vecchia data, Carla.

Tra difficoltà e incomprensioni, l’adattamento alla nuova situazione non sarà facile, ma proietterà madre e figlio verso una nuova vita possibile…

La trama

Anna Baroni è una donna di mezza età che vive a Roma con il figlio Valerio, di tredici anni. Nonostante le continue segnalazioni e denunce, è minacciata dalle ripetute violenze del marito, che si presenta a casa sua senza preavviso per insultarla o picchiarla. Di fronte all’ennesima situazione disperata, a cui assiste anche Valerio, Anna prenota un treno e parte con il figlio per Torino, dove vive la sua amica ed ex coinquilina Carla, attrice teatrale.

Rodeo DriveUna scena de La vita possibile
Anna e il figlio in fuga

Carla accoglie la vecchia amica a braccia aperte. La sua casa è piccola, ma la donna è molto ospitale e cede una stanza a madre e figlio oltre alla propria bicicletta, per far girare Valerio liberamente in città. Accanto al cortile dove vive Carla, sorge una trattoria gestita da Mathieu, un ex calciatore francese caduto in disgrazia dopo aver inavvertitamente ucciso un ragazzino, investendolo con la macchina.

Mentre Anna cerca di darsi da fare per trovare un lavoro e ambientarsi nella nuova realtà, Valerio si chiude in se stesso e si sente sempre più solo. Timoroso di chiedere ai ragazzi che abitano nel suo cortile di giocare con loro a calcio, trascorre il suo tempo in giro in bici, girando tra i quartieri e il parco dove stazionano macchine della polizia e prostitute. Casualmente il ragazzino conosce una di loro, Larissa, una ragazza dell’est poco più grande di lui, per cui perde immediatamente la testa. Parallelamente, Valerio lega con Mathieu, che lo invita a mangiare nella sua trattoria e a vedere la partita con gli altri clienti (a casa di Carla non c’è la televisione).

Carla e Anna riscoprono la quotidianità della loro amicizia e l’attrice, che è single da tempo, nonostante le storie occasionali, scopre il calore di una vera famiglia. Una doccia fredda, però, attende Valerio: dopo aver trascorso un pomeriggio al Luna Park con Larissa, recatosi di nuovo al parco dove la ragazza passa il proprio tempo in attesa dei clienti, la vede in macchina con un uomo anziano, mentre consumano un rapporto sessuale.

Scosso e angosciato, Valerio corre a casa dove si lascia andare a uno scoppio d’ira contro Mathieu e soprattutto contro sua madre, colpevole di averlo sradicato dalla sua realtà romana per portarlo in un posto dove non riesce ad ambientarsi, oltre di avergli nascosto una lettera di suo padre. 

Rodeo DriveUna scena de La vita possibile
Incomprensioni tra mamma e figlio

Qualche giorno dopo, grazie a Mathieu, il ragazzo torna in sé e chiede scusa alla madre, con cui trascorre una giornata spensierata.

Anna, nel frattempo, vorrebbe cercare una casa in affitto per togliere il disturbo a Carla, ma la sua amica, che si è affezionata a Valerio, compra un televisore in un mercatino per dimostrare a madre e figlio che ormai casa sua è anche loro. Intanto si sta sviluppando una simpatia speciale tra Mathieu e Anna, che potrebbe essere il preludio di una storia d’amore.

Il finale

Il film finisce con la serenità ritrovata, da parte di Anna e di Valerio. Un coetaneo del ragazzo bussa alla porta della casa di ringhiera di Carla, per invitare il figlio di Anna a giocare a pallone con lui e i suoi amici.

La storia si chiude con una ring composition: all’inizio abbiamo visto Valerio parlare di calcio con un suo amico mentre entrambi erano in sella alle loro bici. Alla fine rivediamo il giovane protagonista integrato (finalmente, di nuovo) in un gruppo di amici che lo invitano a giocare a calcio. Anna, soddisfatta e finalmente serena, raccomanda a Valerio di coprirsi bene e di divertirsi. Il finale del film di Di Matteo raffigura una vera e propria “vita possibile”, una vita tranquilla, faticosamente ricostruita ma meravigliosamente intessuta da tanti piccoli momenti di felicità.

Gli obiettivi di Valerio, trovare se stesso e trovare un gruppo di amici, vengono raggiunti dopo un percorso in salita, costellato di delusioni, frustrazione e sofferenze. Partiti da una situazione grave e drammatica, Anna e Valerio non arrivano alla Terra Promessa, ma su una Terra di Mezzo in cui ambientarsi e contestualizzarsi. 

Ricominciare da capo, un’espressione spesso usata per dare l’idea di un taglio netto con il passato, non è idilliaco come potrebbe sembrare.

Eppure una “vita possibile” migliore di quella del presente non è così inaccessibile; basta crederci, impegnarsi, identificarsi nel modello di sé migliore che si possa immaginare, e buttarsi in questa nuova realtà con intelligenza e un pizzico di cautela. Senza dimenticarsi mai di legare la propria bici, dentro o fuori dal portone.

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