The Fall, il nuovo corto horror di Jonathan Glazer

Il regista di Under the Skin e Birth - Io sono Sean ha girato un cortometraggio di 7 minuti che materializza gli incubi della contemporaneità: la violenza senza senso e la perdita di controllo della coscienza critica.

BBC Films / A24 / Academy Films Una scena del cortometraggio di Jonathan Glazer The Fall

Una gang mascherata in una foresta posa per una foto di gruppo celebrativa: stanno per giustiziare la loro vittima, un uomo (dalla maschera color carne) che si è rifugiato su un albero e che presto verrà gettato in fondo ad un buco apparentemente senza fine. Un autentico incubo ad oggi aperti: è questo The Fall, lo scioccante cortometraggio di Jonathan Glazer che ha sconvolto il pubblico inglese. Nel Regno Unito è stato infatti trasmesso da BBC Two (piazzato in palinsesto all'improvviso senza alcun annuncio tra un doc di viaggio di Simon Reeve e il programma di stand-up comedy Live at the Apollo), negli Stati Uniti è stato proiettato nelle sale prima di The Lighthouse, l'horror di Robert Eggers con Willem Dafoe e Robert Pattinson che ha fatto il pieno di nomination agli Independent Spirit Awards.

Il regista di Under the Skin, Birth - Io sono Sean e Sexy Beast ha usato la logica del sogno per cristallizzare un sentimento elementare che si trova sempre nell'inconscio collettivo: la paura. Costruito combinando atmosfere horror a quelle dei videoclip che Glazer ha realizzato nel corso degli anni per band come Radiohead e Massive Attack, The Fall riflette sui rigurgiti di neonazismo tollerati da parte delle istituzioni e sull'odio, il bullismo e la comunicazione vuota che viaggia attraverso i social. Il regista ha citato tre riferimenti per questo lavoro. Il primo è un classico: Il sonno della ragione genera mostri, la famosa opera di Francisco Goya che sollecita gli esseri umani a non perdere mai il controllo della propria coscienza critica.

Royal Academy of ArtsL'opera Il sonno della ragione genera mostri di Francisco Goya

Il secondo è il tristemente celebre selfie di Donald Trump Jr. con il fratello Eric che ha scatenato indignazione e polemiche in rete: i figli del presidente si sono fatti fotografare sorridenti e soddisfatti accanto ad un leopardo appena ucciso in Africa.

Il terzo è una poesia di Bertolt Brecht scritta negli anni '30 durante l'esilio e che Jonathan ha scoperto per caso tramite un amico. I versi di Brecht recitano così:

Nei tempi bui, canteremo ancora? Sì, canteremo dei tempi bui.

Prodotto da BBC e A24, The Fall offre allo spettatore 7 minuti (5:49 senza credits) di puro terrore senza alcun dialogo. L'unico elemento di "disturbo", che si insinua nel racconto in modo liquido e ancora più ossessivo e sinistro, sono le musiche stranianti di Mica Levi, la compositrice britannica che ha già collaborato con Glazer alla colonna sonora di Under the Skin. Le maschere à la V per Vendetta, nel racconto del regista, sono un mix tra gli uomini di Neanderthal guidati da criteri di giustizia dell'età della pietra e le proteste politico-sociali e le mobilitazioni globali di oggi.

BBC Films / A24 / Academy FilmsUna scena del cortometraggio The Fall di Jonathan Glazer

Intervistato dal Guardian, Glazer ha spiegato cosa l'abbia spinto a realizzare questo lavoro.  

La paura è sempre presente e spinge le persone a comportamenti irrazionali. Una folla incoraggia l'abdicazione della responsabilità personale. L'ascesa del Nazionalsocialismo in Germania ad esempio ha preso possesso della popolazione come una febbre. Oggi sta succedendo di nuovo.

Il regista ha scelto la forma del cortometraggio perché ha voluto comporre una sorta di haiku per illustrare il modo in cui il mondo corre verso la sua fine.

Una volta Anthony Minghella ha detto che un cortometraggio dovrebbe essere come una frase perfetta, e ho pensato che fosse un gran bel modo di pensare a questa forma d'arte.

Il corto di Glazer, visionabile (purtroppo non in Italia) sul sito ufficiale di A24 e su quello di BBC Two, prepara il terreno al suo prossimo lungometraggio: il regista sta lavorando ad un progetto, ancora senza titolo, che racconterà l'Olocausto (la base è il romanzo La zona d'interesse di Martin Amis, la mancanta love story tra il nipote del gerarca nazista Martin Bormann e la moglie del sadico comandante del campo di sterminio di Auschwitz) e verrà girato nel 2020 in Polonia.

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