Se Dio vuole, trama e finale del film con Alessandro Gassman

Se Dio vuole è una commedia divertente che racconta il percorso spirituale di un medico ateo, che grazie a un sacerdote mette in conto per la prima volta l’esistenza di Dio.

Wildside Una scena di Se Dio vuole

Se Dio vuole è un film di genere commedia, del 2015, con Marco Giallini e Alessandro Gassman, e diretto da Edoardo Falcone.

La storia parla di fede e razionalismo, e del percorso di un medico ateo verso un inaspettato cammino spirituale, grazie a un sacerdote. Tra equivoci, macchinazioni e improvvise svolte, il protagonista, per la prima volta, metterà in conto l’esistenza di qualcosa di ultraterreno. 

La trama

Se Dio vuole racconta la storia di un medico e della sua famiglia borghese. Tommaso ha una visione laica della vita e ha grande fiducia nelle proprie possibilità, nelle capacità dell’uomo e della scienza di salvare i pazienti e cambiare le vite umane.

La sua famiglia, apparentemente felice e unita, nasconde – come spesso avviene – dei segreti. Tra questi, la rivelazione inattesa di suo figlio Andrea, studente universitario di Medicina. Una sera il giovane racconta alla famiglia riunita di voler intraprendere il percorso per diventare sacerdote.

Scioccato, sgomento, deluso e incapace di accettare questa scelta, Tommaso scopre che dietro la conversione di Andrea c’è Don Pietro, un sacerdote che lo sta seguendo in questo cammino ecclesiastico.

Ateo convinto e certo che il figlio sta rovinando il proprio futuro, Tommaso si avvicina a Don Pietro, sotto falsa identità (inventa di essere povero e con un fratello malato), per trovare qualcosa a cui attaccarsi e smascherarlo, “salvando” così il proprio ragazzo. Conoscerà invece una persona che non si aspettava, un uomo che ha intrapreso il sacerdozio dopo aver trascorso dieci anni in carcere.

WildsideUna scena di Se Dio vuole
Fede e scienza a confronto

Don Pietro, che si dimostra una vera sorpresa per il medico, è intanto concentrato sui lavori di restauro di una piccola chiesa, a cui sua madre era affezionata. 

Dopo qualche tempo, la bugia di Tommaso viene a galla. Il sacerdote, deluso, gli chiede di espiare questa colpa con una penitenza: essere disponibile ogni giorno per un mese per aiutarlo a restaurare la piccola chiesa. Mentre tutti i problemi che Tommaso ha a casa vengono a galla, tra la figlia Bianca e la moglie Carla, il medico stringe un’amicizia con il prete, aiutandolo giorno per giorno a riportare in vita l’edificio. 

Alla fine del mese Tommaso ha riscoperto qualcosa in sé che non credeva esistesse: forse si può definire proprio fede. Ma Don Pietro è pronto a congedarlo: ha svolto la propria penitenza e può tornare alla sua vita. Intanto, un altro colpo di scena attende il protagonista: tornato a casa, trova il figlio con una ragazza. Andrea ha capito – anche grazie a Don Pietro – che non è destinato a diventare sacerdote. Il suo aiuto spirituale è stato il primo a dissuaderlo, convinto che quel desiderio fosse solo passeggero.

Il finale e la spiegazione

Tommaso sta per andare dal sacerdote quando il suo amico viene investito da un furgone e viene portato d’urgenza in ospedale. Il medico, sgomento e addolorato, non rimane nella struttura ad aspettare l’esito dell’intervento, che sarà un suo amico a svolgere. Non ci sono molte speranze per il sacerdote, come spiega il collega di Tommaso.

Qui… ci vuole un miracolo.

E il medico, lasciato l’ospedale, torna nell’area della chiesetta e riprende i lavori di restauro.

L’ultima scena lo vede assorto a guardare un frutto appeso a un ramo. Il frutto si stacca e cade e Tommaso sorride.

La scena si ricollega a un momento precedente, in cui il medico e il sacerdote avevano parlato dell’esistenza di Dio. Tommaso, ateo e scettico, era pronto a negarla mentre Pietro gli aveva spiegato il proprio punto di vista: Dio è ovunque, è il motore immobile che sposta l’aria e muove le nuvole, è la forza di gravità che fa cadere un frutto dall’albero.

A livello puramente narrativo, non sappiamo quale sarà il destino di Don Pietro. Quello che importa è la conclusione del percorso spirituale di Tommaso, di cui Pietro, da buon sacerdote, si è fatto “traghettatore”. In qualche modo, il medico ha fatto saltare tutte le proprie convinzioni. Ora crede, crede in Dio, crede in una spiritualità, crede in un ordine superiore, crede ai miracoli. Per questo decide di non assistere all’intervento e non affidare alla scienza, ma alla fede, quel momento. Il sorriso finale non è la garanzia di un miracolo svolto, ma la fiducia nel destino deciso da un ordine superiore. Oggi, grazie a Don Pietro, Tommaso è un uomo nuovo.

La canzone alla fine del film

Intenso ed emozionante, il finale scorre sulle note di un brano di Francesco De Gregori, Cose.

È come il giorno che cammina
Come la notte che si avvicina
Come due occhi che stanno a guardare
Da dietro una tenda e non si fanno notare
È come un albero nel deserto
un trucco non ancora scoperto
Come una cosa che era meglio non fare
Come il cadavere di una stella, sulla schiuma del mare
È fulmine, è grandine, è polvere, è siccità
Acqua che rompe l'argine e lascia una riga nera
Al primo piano di una città
C'è qualcuno che bussa, baby, aspettavi qualcuno?
Ho guardato di fuori, baby?
E non ho visto nessuno
C'è qualcuno che bussa, baby, e muove la coda
C'è qualcosa che passa in questa stanza vuota
Come una sagoma sul pavimento
Come sabbia sotto il cemento
Come una magra malattia
Come il passato, in una fotografia
Come una…

Che ne pensate? Vi è piaciuto questo film?

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