L'inganno perfetto, la recensione: le menzogne di Ian McKellen e Helen Mirren

Ian McKellen e Helen Mirren si divertono a incontrarsi e scontrarsi grazie a personaggi lontani dal loro ruolo tipico in un thriller che viene salvato proprio dalle loro performance: la recensione di L'inganno perfetto.

Warner Bros Ian McKellen e Helen Mirren

L'inganno perfetto è tutto meno che un film senza difetti, ma un grosso errore di concetto lo fa proprio dal suo avvio. Dopo averla vista (e amata) in ruoli carismatici come quello di Morgana in Excalibur o della regina Elisabetta II in The Queen, mi riesce difficile pensare che uno spettatore possa davvero bersi la storiella di Helen Mirren che interpreta una distinta professoressa di Oxford in pensione, gentile e molto ingenua, pronta ad essere raggirata dal truffatore di turno. Invece è proprio su questo presupposto traballante che prende il via L'inganno perfetto, un thriller che si propone di mettere uno di fronte all'altra due grandi attori inglesi come Ian McKellen e Helen Mirren. Prima come conoscenti, poi come amanti e infine come bugiardi, così come suggerito dal titolo originale The Good Liar. 

Ambientato nella Londra distrattamente benestante del 2009, L'inganno perfetto si rivela ben presto un film mediocre e con tante pecche, salvato dalla performance dei suoi due protagonisti. Oltre che ha dare un'ottima performance, a rendere particolarmente intrigante la loro presenza nel cast è il fatto che entrambi siano alle prese con ruoli lontani dalla loro consolidata immagine cinematografica.

Warner BrosHelen Mirren in L'inganno perfetto
Difficile credere che Helen Mirren possa interpretare un'anziana ingenua e sprovveduta in balia di un truffatore

Helen Mirren interpreta Betty, un personaggio gioviale e molto più morbido rispetto ai suoi picchi drammatici, in cui riesce a mascherare a puntino il suo carisma. Anche Ian McKellen esce dal territorio dei suoi personaggi benevoli e saggi: qui infatti diventa Roy, un uomo senza morale dedito a truffe finanziarie e deciso a sedurre Betty per rovinarla e sottrarle il suo ingente patrimonio. L'aspetto più riuscito del film è proprio la dinamica in continua evoluzione tra i due attori, chiaramente divertiti e stimolati dai rispettivi ruoli diversi dal solito

Bugiardi perfetti 

Il limite di L'inganno perfetto non è nemmeno la mancanza d'idee, bensì l'incapacità di selezionare le migliori tra quelle disponibili, dando loro il giusto spazio. Ripensandoci a mente fredda, la sceneggiatura di Jeffrey Hatcher contiene più di un passaggio incisivo, non sottolineato a dovere dal film. Per esempio all'inizio del lungometraggio, quando Roy e Betty vivono una versione geriatrica di C'è post@ per te, c'è una scena divertente in cui i due vanno al cinema insieme e vedono Bastardi senza gloria in sala. Usciti dalla sala i due si confrontano sul finale storico "alternativo" scelto da Quentin Tarantino. Roy si lamenta che i ragazzi finiranno per credere che la storia sia davvero andata così, ma Betty replica che lei con i giovani ci lavora e li trova molto meno ingenui della loro generazione.

Warner BrosHelen Mirren e Ian McKellen su una panchina
Il film in realtà non manca di scene e scelte interessanti, ma fatica a metterle in risalto

Lo spettatore ancora non lo sa, ma questo passaggio è un vero e proprio foreshadow di quanto avverrà nel culmine narrativo del film. La tensione del film cresce pian piano quando ci rendiamo conto che Roy non sia in pieno controllo della situazione, ma anzi ignori parecchi fatti cruciali nella partita a scacchi che sta conducendo contro l'ignara Betty per spillarle la sua sicurezza finanziaria. Più di così non si può davvero rivelare, però alla luce della strada molto prevedibile scelta dal film per svelare il suo primo, grande colpo di scena, viene da chiedersi cosa s'inventeranno a Hollywood tra qualche anno, quando sarà anagraficamente impossibile chiedere anche al più anziano degli attori in attività d'interpretare ruoli come quello di Ian McKellen.

Quando manca il carisma

A vanificare quanto di buono visto in L'inganno perfetto ci pensano la sceneggiatura e la regia, che si dimostrano ben presto incapaci di giocare a carte coperte. È una bizzarra carriera quella di Bill Condon, regista al soldo degli studios dalla filmografia ricca di successi ma totalmente sprovvista di carattere, fama o partecipazione. Ha diretto il campione d'incassi La bella e la bestia, Il quinto potere e due film della quadrilogia di Twilight, eppure sembra ancora un nome di quelli a chiamata e i suo nome rimane sconosciuto. Non si capisce quale siano i progetti per lui importanti a livello personale nella cacofonia di generi e produzioni a cui partecipa. È probabile che sia indicativa in questo senso solo la presenza di Ian McKellen come protagonista, con cui aveva già lavorato in Mr Holmes. 

Per essere davvero incisivi in un mercato più che saturo, film come L'inganno perfetto devono essere innanzitutto carismatici. Solitamente un film attinge la sua forza dalla personalità di chi lo realizza, ma non sempre il regista o lo sceneggiatore è quel genere di professionista che trasforma il lavoro in arte o un film in una faccenda personale. La grande fortuna (e la salvezza) di The Good Liar è che a salvarlo ci pensano i due attori protagonisti, a cui fa davvero bene questo cambio di schemi con due ruoli per loro insoliti e sul finale particolarmente sopra le righe. Si divertono parecchio a confrontarsi e scontrarsi, palesemente. Nonostante qualche pecca nel crescendo drammatico del film, finiamo per divertirci anche noi.

Warner BrosHelen Mirren e Ian McKellen brindano
Helen Mirren e Ian McKellen sono la forza salvatrice di L'inganno perfetto, divertiti e divertenti da vedere

L'inganno perfetto sarà nelle sale a partire dal 5 dicembre 2019

Voto 6/10

Un thriller sin troppo prevedibile in svolte e soluzioni salvato dai suoi magnifici protagonisti, impegnati e divertiti da protagonisti diversi da quelli che di solito interpretano.

Elisa Giudici

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