I migliori film Netflix del 2019: la top 10

La classifica delle più belle pellicole distribuite quest'anno da Netflix, corredata di dettagli e trailer.

Netflix The Irishman è il miglior film Netflix del 2019

Netflix aggiorna di continuo il catalogo per offrire agli abbonati film sempre nuovi e interessanti. Il colosso dello streaming, negli ultimi anni, ha iniziato inoltre a investire ingenti somme sulle produzioni originali, arrivando a sfornare opere ambiziose e importanti. Basti pensare che nel 2018 si è aggiudicato tre Oscar con Roma di Alfonso Cuarón (alla miglior regia, al miglior film straniero e alla migliore fotografia). 

Anche quest'anno il noto servizio ha prodotto pellicole di valore, da The Irishman a Storia di un matrimonio, passando per Il Re. È dunque il momento di tirare le conclusioni e stilare una classifica dei migliori film Netflix del 2019.

Visto il buon numero di pellicole originali distribuite negli ultimi dodici mesi, già soltanto fare una cernita delle più imponenti è stato un compito arduo, figurarsi collocarle in ordine di preferenza dalla peggiore alla migliore. Va dunque precisato che si tratta di una classifica personale, che potrebbe non essere condivisa da tutti i lettori.

L'articolo verrà aggiornato nel caso in cui I Due Papi, in arrivo il 20 dicembre, dovesse rientrare tra i migliori film di quest'anno.

Buona lettura!

10) Finché forse non vi separi

Diretto da Nahnatchka Khan, Finché forse non vi separi segue la storia di due amici d'infanzia, Sasha e Marcus, che una volta adolescenti finiscono a letto e decidono di non parlarsi più in seguito a un'aspra lite. Quindici anni dopo si rivedono e, nonostante le vite molto diverse che conducono, hanno di nuovo una possibilità per stare insieme (soprattutto quando il fidanzato di Sasha decide di piantarla in asso poco prima del loro matrimonio). La pellicola con Ali Wong e Randall Park è una commedia romantica sulle seconde opportunità, sui sentimenti sepolti da tempo che talvolta possono ripresentarsi più forti di prima.

C'è anche Keanu Reeves, che recita nel ruolo di sé stesso per un piccolo cameo. Si tratta di un film che riflette l'ottimo momento vissuto dal cinema e dagli attori orientali, anche in America: non tocca certo i livelli stratosferici di Un affare di famiglia o Parasite, ma riesce a distinguersi tra le numerose produzioni originali Netflix del 2019.

9) Highwaymen - L'ultima imboscata

La storia di Bonnie e Clyde viene raccontata dal punto di vista di chi gli dà la caccia: Frank Hamer e Maney Gault sono due Texas Ranger veterani, assoldati dalla governatrice Ma Ferguson per acciuffare la coppia di gangster. Interpretati da Kevin Coster e Woody Harrelson, i protagonisti sono estremamente ancorati alla cultura del Vecchio West, screditano il cambiamento e non si preoccupano troppo dei mezzi per raggiungere i propri fini. Sebbene la trama del film sia già nota (impossibile non citare Gangster Story, capolavoro di fine anni '60 di Arthur Penn), la scelta di raccontatarla da una prospettiva differente la rende fresca.

In Highwaymen - L'ultima imboscata siamo dall'altra parte della barricata e i due criminali si vedono solo di sfuggita, non non parlano praticamente mai e non sono eroi né rivoluzionari. Diretto da John Lee Hancock, il film Netflix è tradizionalista e conservatore, trascinato da dialoghi memorabili e due attori protagonisti che funzionano.

8) El Camino - Il film di Breaking Bad

Sequel della serie televisiva da molti considerata una delle migliori di sempre, il film diretto da Vince Gilligan racconta la storia di Jesse Pinkman a partire dalla fine della quinta e ultima stagione, in un'operazione nostalgia per i fan dello show. Il protagonista ne è uscito devastato sotto ogni punto di vista, sia psicologico che fisico, e vuole riprendere in mano la sua vita. È più maturo, consapevole delle proprie capacità e dei propri mezzi. In El Camino: Il film di Breaking Bad nulla è lasciato al caso e la continuità temporale con la serie TV si nota in ogni dettaglio: si potrebbe considerare un puntatone dello show, un po' come il film Downton Abbey per la serie britannica omonima.

Si tratta di una produzione che è inutile guardare nel caso in cui non si fosse grandi fan di Breaking Bad, anche perché non aggiunge quasi nulla a quanto già mostrato. Serve piuttosto a rendere giustizia al personaggio di Jesse, per dargli un finale degno (visto che la serie lo aveva lasciato in sospeso).

7) Panama Papers

Meryl Streep, Gary Oldman, Antonio Banderas e Sharon Stone in un film incentrato sull'omonimo scandalo salito agli onori delle cronache qualche anno fa. Panama Papers è una pellicola nata con la pretesa di spiegare l'economia anche a chi di bond, edge fund e capitali offshore non ci capisce granché. Una (ennesima) produzione sull'avidità dell'uomo, denuncia di un sistema che tutela i più furbi. La trama ruota intorno a Ellen Martin e suo marito, intenzionati a trascorrere una piacevole vacanza insieme in occasione del loro anniversario di matrimonio.

Quella che, tuttavia, aveva le carte in regola per essere un'esperienza incantevole, si trasforma in una tragedia che porta la battagliera signora a indagare su presunte frodi assicurative che coinvolgono la città di Panama e migliaia di società offshore. Steven Soderbergh è abile nel far apparire il suo film come convenzionale e quasi comico di primo acchito, celando sotto la superficie una natura satirica e tremendamente pungente.

6) Il Re

Timothée Chalamet veste i panni di Enrico V, re costretto a salire al trono giovanissimo. David Michôd si ispira al dramma shakespeariano per raccontare, in una pellicola monumentale, la storia del sovrano inglese in un periodo di tensione e tumulti politici. Il Re di Netflix si potrebbe definire un film di guerra, ma in costume: la battaglia di Azincourt è stata ricreata con una cura maniacale nei dettagli, attraverso inquadrature che richiamano lo scontro-capolavoro di Game of Thrones (per essere precisi, la Battaglia dei Bastardi).

Il film si regge su basi solide, e nel complesso, dalla sceneggiatura alla regia, passando per le interpretazioni degli attori (quella di Timothèe Chalamet, convincente anche qui dopo la straordinaria performance in Chiamami col tuo nome, così come di Robert Pattinson e Joel Edgerton), tutto sembra funzionare.

5) Dolemite Is My Name

Nella Los Angeles degli anni '70, Rudy Ray Moore è un cantante fallito che lavora come cassiere in un negozio di dischi. La sua carriera non è mai decollata. La svolta arriva quando l'uomo parte dalle rime e dalle battute di un gruppo di senzatetto per registrare canzonette sporche che riadatta durante i suoi cabaret underground: inizia a guadagnare popolarità e, nonostante fosse digiuno di esperienza cinematografica, autofinanzia il suo film blaxploitation. Dolemite Is My Name è un biopic che intrattiene e fa venire voglia di ballare, con un Eddie Murphy in forma smagliante nel ruolo di protagonista.

Si tratta di un'opera che riesce a rendere un prodotto così radicato nella cultura afroamericana una pellicola per tutti. Netflix sfrutta la figura uno dei primi stand-up comedian statunitensi a mescolare comicità e musica per toccare temi importanti, come l'emancipazione sociale (in questo caso attraverso la musica e i suoi versi) e la perseveranza premiata da un universo che, in fin dei conti, finisce per volerci bene.

4) Dov'è il mio corpo?

Film d'animazione che rappresenta il debutto alla regia del francese Jérémy Clapin, Dov'è il mio corpo? è il racconto di una mano monca che tenta di ricongiungersi a Naoufel, suo proprietario. Una storia duplice, quella dell'arto e del ragazzo, che affonda le radici nella ricerca incessante di qualcosa: da una parte la mano, consapevole di quanto il suo padrone abbia bisogno di lei, dall'altra Naoufel, che cerca di trasformare la sua vita dopo un fortuito incontro. Le strade percorse dal giovane e dall'arto che gli manca sono infatti parallele e complementari, seppur diverse. Da fanciullo, Naoufel sogna di fare l'astronauta o il pianista, o entrambe le cose; ma la realtà non sempre coincide con i desideri, complici le difficoltà che la vita ha in serbo per ogni persona. Si trova dunque a studiare e, nel frattempo, a fare il corriere per una pizzeria.

La mano, invece, si muove per le vie di Parigi con l'obiettivo di ritrovare il suo corpo: tra piccioni che l'aggrediscono su un tetto e ratti che tentano di divorarla, la gigantificazione del quotidiano nella pellicola di Netflix riflette, anche in questo caso, le barriere apparentemente insormontabili che la vita pone lungo il suo percorso.

3) Klaus - I segreti del Natale

Altro lungometraggio animato, ma a tema natalizio. Klaus - I segreti del Natale è una rivisitazione della storia di Babbo Natale che si scrolla di dosso la maggior parte dei suoi cliché: il vecchio giocattolaio non ha degli elfi come assistenti, non parla tutte le lingue del mondo e non guida neppure una slitta volante. Ad affiancarlo è piuttosto un imbranato postino, vero protagonista del film. Si tratta di una produzione per grandi e piccoli, in grado di divertire e allo stesso tempo commuovere gli spettatori, che probabilmente si troveranno a guardarla anche tra diversi anni.

Non è da escludere, infatti, che la pellicola diventi un vero e proprio cult natalizio, merito non solo di una sceneggiatura deliziosa e personaggi accattivanti, ma anche di uno stile artistico unico ed estremamente curato. Il team guidato da Sergio Pablos, co-creatore di Cattivissimo me, ha infatti avvicinato il look del disegno a mano all'utilizzo dei computer, combinando le tecniche moderne ad ambientazioni e personaggi che avrebbero potuto essere disegnate mezzo secolo fa.

2) Storia di un matrimonio

Ci si potrebbe chiedere per quale motivo il film di Noah Baumbach si intitoli Storia di un matrimonio se, sostanzialmente, parla del divorzio. Ma guardando la pellicola risulta chiaro che, nonostante i protagonisti passino per vie legali e si affrontino in tribunale, il suo cuore pulsante è l'amore alla base dell'unione coniugale. È un'opera sul bisogno di essere amati, sulla costante ricerca di se stessi e, più in superficie, sull'importanza e sul desiderio di essere genitori (con responsabilità annesse) anche quando un matrimonio sta per finire.

Adam Driver e Scarlett Johansson, nei panni dei protagonisti, sono assolutamente straordinari e le loro performance risultano forse le migliori delle rispettive carriere; nelle scene non c'è enfasi artificiale e le emozioni vissute da Charlie e Nicole, i loro personaggi, non sono mai così accentuate da sembrare finte. Il film è una rappresentazione quasi teatrale, ma in fondo realistica, di un dramma che al giorno d'oggi molte persone si trovano a vivere, pregno di sofferenza emotiva e interiore.

1) The Irishman

Martin Scorsese racconta la storia dell'irlandese Frank Sheeran (Robert De Niro) che, da umile lavoratore negli Stati Uniti, diventa un killer per Russell Bufalino (Joe Pesci) e ottiene contatti con il famoso leader del sindacato degli autotrasportatori Jimmy Hoffa (Al Pacino). Un film che profumava di successo sin dall'annuncio: il maestro del cinema ha riunito, a 76 anni suonati, i suoi attori feticci per realizzare un'opera che solo Netflix ha accettato di finanziare, lasciandogli totale libertà creativa. Non avrebbe certo potuto permettersi di fallire. Soprattutto dopo essere entrato nell'occhio del ciclone per via delle critiche mosse nei confronti dei film Marvel.

E così, in 210 minuti, il regista ha confezionato un film in cui i protagonisti ripercorrono le strade newyorkesi come in passato, alternano discorsi veloci e urlati a dialoghi lenti e talvolta volutamente vuoti, e prendono parte a scene da mafia movie che hanno reso famoso non solo il suo cinema, ma un'intera cerchia di film (da C'era una volta in America a Il padrino). The Irishman ha peraltro corso il rischio di ringiovanire (o invecchiare ulteriormente) i propri personaggi grazie alla CGI, una mossa coraggiosa ma piuttosto riuscita: le modifiche, infatti, non vanno a penalizzare espressività e intensità, premiando la scelta del regista italo-americano.

Quali di questi film Netflix avete visto? Qual è il vostro preferito del 2019?

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