Rian Johnson, regista de Gli ultimi Jedi, sostiene che fare i film per i fan sia sbagliato

L'allusione, nemmeno troppo velata, è a L'ascesa di Skywalker: "Da spettatore voglio essere scioccato, voglio essere scosso e sorpreso, voglio essere messo in discussione".

Disney / Lucasfilm Rian Johnson con John Boyega e Oscar Isaac sul set del film Gli ultimi Jedi

I sentimenti provati dai primi spettatori che hanno visto al cinema Star Wars: L'ascesa di Skywalker sono contrastanti. Come già accaduto in passato con Il risveglio della Forza e Gli ultimi Jedi, i fan del franchise si sono spaccati in due: da una parte gli ottimisti, secondo i quali non poteva esserci conclusione migliore per la "Skywalker Saga"; dall'altra gli apocalittici, che rimproverano Disney di aver distrutto un mito e J.J. Abrams di non saper dare un finale degno di questo nome (per sua stessa ammissione) alle storie che crea.

Nel mirino dei detrattori di L'ascesa di Skywalker, c'è soprattutto l'esagerato "fan service" messo in atto da Abrams con lo sceneggiatore Chris Terrio. Un rigore filologico eccessivo e feticista, senza un briciolo di rinnovamento. Su questa dibattuta questione, che lo ha riguardato da vicino, è entrato a gamba tesa Rian Johnson, il regista de Gli ultimi Jedi, criticatissimo all'epoca dai fan di Guerre stellari proprio per aver tentato una strada diversa per la trilogia sequel e reduce dal successo del suo giallo Cena con delitto - Knives Out.

Disney / LucasfilmBilly Dee Williams in una scena del film L'ascesa di Skywalker

Nel corso di un'intervista concessa al podcast Swings & Mrs con Jennifer e Cody Decker, Johnson sostiene che fare i film per i fan sia sbagliato e che assecondarli sia un grosso errore.

Credo che avvicinarsi a qualsiasi processo creativo pensando a tutto questo sia un errore che probabilmente potrebbe portare all'esatto risultato opposto.

Il regista californiano cita la sua stessa esperienza di spettatore.

Da fan, se desidero qualcosa, anche se è quello che penso di volere, quando lo vedo sullo schermo esattamente allo stesso modo potrebbe farmi sorridere, farmi sentire indifferente e non farmici pensare. Tutto ciò non mi soddisferà veramente...

Il punto della questione, secondo Johnson, è un altro.

Da spettatore voglio essere scioccato, voglio essere scosso e sorpreso, voglio vedere le cose ricontestualizzate. Da fan, quando mi siedo in poltrona nel buio della sala, voglio essere messo in discussione.

Il regista fa il titolo di un film che l'ha segnato: L'Impero colpisce ancora, visto al cinema quando aveva 7 anni.

Ogni volta che vado al cinema spero di rivivere quell'esperienza toccante emotivamente, con cui connettersi, che ha senso e che arriva davvero al cuore della questione, in un modo che non avrei mai sognato di vedere.

Per Johnson l'eredità di Star Wars e dirigere Gli ultimi Jedi è stato un macigno tanto pesante quanto prezioso da custodire.

È l'ingrediente necessario per chi fa questo lavoro: amare profondamente, prendersi cura e fare le cose per bene.

Cosa ne pensate di queste dichiarazioni? Forse non è ancora stato digerito il fatto che Abrams ha "corretto" per il gran finale alcune scelte precedenti di Johnson detestate dai fan?

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