Buon compleanno La vita è meravigliosa: storia del classico di Natale

Uscì nelle sale cinematografiche il 20 dicembre del 1946. A quasi 75 anni di distanza, è ancora il film di Natale per definizione. Ecco perché, e perché va visto e rivisto ogni anno, in questo periodo.

Paramount Pictures La vita è meravigliosa

Sta celebrando il suo settantatreesimo anniversario ed è ancora “il” film di Natale per definizione.

Uscito nelle sale cinematografiche il 20 dicembre del 1946, La vita è meravigliosa (It’s a Wonderful Life) non invecchia mai.

Perché è una favola educativa, come la storia di Scrooge.

Perché trasforma la disperazione in forza, celebrando la vita.

Perché incarna l’idea stessa di quanto siamo fortunati a essere vivi.

Perché racconta una storia universale, senza tempo, nella quale chiunque può identificarsi.

E perché è un film magico. Da vedere e rivedere. Ogni anno.

  • La vita è meravigliosa: la trama del film
  • Il regalo più grande e Canto di Natale
  • Frank Capra, l’uomo comune e il sogno americano
  • Storia di un capolavoro
  • La vita è meravigliosa nella cultura pop

La vita è meravigliosa: la trama del film

24 dicembre 1945. La sera della Vigilia, mentre tutti si preparano a festeggiare il Natale, George Bailey (James Stewart) decide di suicidarsi.

Onesto, altruista e generoso, George si trova in gravi difficoltà economiche: sull’orlo della bancarotta, dopo aver perso tutto per la disonestà altrui, non riesce più a vedere un futuro. Nonostante la sua bontà, la vita l’ha messo all’angolo… Si sente solo e disperato, ma non lo è. Tutte le persone che gli vogliono bene sanno che sta soffrendo e pregano per lui. Invocato da tante accorate richieste, Dio decide d’inviare sulla Terra l’angelo Clarence Oddbody (Henry Travers) per aiutare George. Mentre sta per gettarsi da un ponte, George deve rivedere i propri piani: un uomo sta annegando nel fiume ha bisogno d’aiuto. Per la seconda volta, come aveva fatto trent'anni prima salvando il fratellino e rimettendoci l’udito da un orecchio, George si tuffa senza esitazioni e salva Clarence.

Disperato, George afferma che sarebbe stato meglio se non fosse mai nato. E a questo punto Clarence lo porta con sé in una realtà parallela, in cui George Bailey non è mai esistito. 

Tutte le persone che George ha aiutato, salvato o positivamente influenzato sono infelici, o addirittura morte. Ripercorrendo le tappe della propria vita e vedendo quanto abbia fatto la differenza per molti altri, George capisce il proprio valore e prega Clarence di dargli un’altra possibilità.

Tornato nel presente, George corre verso casa gridando la propria felicità e trova il più bel regalo di Natale che potesse ricevere: la speranza, frutto di tutte le buone azioni che ha compiuto durante la sua vita.

Il regalo più grande e Canto di Natale

La vita è meravigliosa è tratto da un racconto intitolato Il regalo più grande (The Greatest Gift) pubblicato nel 1939 da Philip Van Doren Stern, ma mostra evidenti influenze provenienti anche dal celebre Canto di Natale di Charles Dickens.

L’anziano ricco e avaro che porta George sull’orlo del baratro, Henry Potter (Lionel Barrymore) è chiaramente ispirato al personaggio di Scrooge, il protagonista di Canto di Natale.

Non a caso, per il ruolo di Potter venne scelto Lionel Barrymore, che aveva interpretato Scrooge alla radio con grandissimo successo e veniva identificato con il personaggio da gran parte del pubblico che già lo conosceva.

Il ricco Ebenezer Scrooge, al contrario di quanto accadde al personaggio di Henry F. Potter, non venne mai contestato dalla commissione per le attività anticomuniste: secondo un’indagine condotta nel 1947 dall’FBI, infatti, una nota di un analista del Bureau sottolineò come screditare i personaggi dei banchieri fosse uno dei mezzi usati dai comunisti per infiltrare le loro idee nell'industria cinematografica. Fortunatamente, l'era del Maccartismo con la sua conseguente caccia alle streghe sarebbe venuta alcuni anni dopo l’uscita de La vita è meravigliosa (film per altro ritenuto un manifesto del sogno americano, in netto contrasto con gli ideali del “nemico comunista” allora temuto).

Capra basò il personaggio di Potter su Amadeo Peter Giannini, fondatore della Bank of America e ritenuto inventore di molte delle pratiche bancarie ancora in oggi in uso.

Al contrario di quando accade a Scrooge in Canto di Natale, però, ne La vita è meravigliosa non è l’avaro e crudele Henry Potter a compiere un viaggio fantastico: tocca a George, accompagnato dall’angelo di seconda classe (cioè ancora senza ali) Clarence, che fa le veci dei Fantasmi del Natale passato, presente e futuro.

Le influenze dell’opera di Dickens, del resto, sono visibili in tutta l’opera di Frank Capra.

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Frank Capra, l’uomo comune e il sogno americano

Quando ho iniziato a studiare Cinema, era già uno dei miei registi preferiti. Frank Capra - all’anagrafe Francesco Rosario Capra, nato in Sicilia nel 1897 ed emigrato in America con la famiglia quando aveva 6 anni, ha vinto tre Oscar (per Accadde una notte, È arrivata la felicità, L’eterna illusione). Tutti e tre prima di quello che viene considerato il suo capolavoro: La vita è meravigliosa.

Incarnazione stessa del sogno americano - non a caso è stato spesso paragonato a Walt Disney, per aver fatto con i film in carne e ossa ciò che Disney aveva fatto con l’animazione - Frank Capra si è costruito una carriera da zero con un unico scopo: fare del cinema il mezzo per gridare al mondo il suo amore per la vita.

Tutti i suoi film raccontano storie di persone comuni, il “Little Man” che nei libri di cinema si ritrova a fare la differenza per molti altri, una sorta di eroe per caso che influenza positivamente le vite di chi lo incontra. Oppresso dal potere corrotto, dall’immoralità e dalla cultura della superficialità, il Little Man si trasforma nell’esempio di come una vita tesa sempre all’onestà e all’altruismo, alla fine, ripaghi dei sacrifici fatti e dell’impegno profuso.

Nei film di Frank Capra, bene o male, tutti i personaggi raccolgono ciò che hanno seminato. E la vita finisce per premiare i giusti, in un ideale di equilibrio superiore che avrebbe fatto la differenza soprattutto durante la Guerra, quando pessimismo e paura regnavano sovrani nell’animo degli americani.

Non a caso, fu proprio Capra a firmare la serie di documentari intitolata Why We Fight (Perché combattiamo), sviluppata a scopo divulgativo per spiegare alla popolazione, e in particolare ai giovani soldati, le ragioni per cui era giusto, e doveroso, prendere parte alla Seconda Guerra Mondiale per riportare la giustizia nel mondo.

La vita è meravigliosa è l’unico film che Frank Capra ha scritto, diretto e prodotto. Intriso della sua filosofia cinematografica, resta ancor oggi il migliore esempio di come il grande regista italo-americano intendeva il cinema: come il mezzo per raccontare storie di speranza e giustizia sociale.

Storia di un capolavoro

Notoriamente il preferito di Capra fra tutti i suoi film, La vita è meravigliosa fu un flop ai botteghini.

Perfino due tre sceneggiatori - Albert Hackett e Frances Goodrich, marito e moglie, che affiancarono Capra nella stesura del copione - lo giudicarono orribile, una volta terminato. Tanto che tentarono, invano, di far rimuovere i loro nomi dai credits per la sceneggiatura.

La storia di George Bailey e i suoi ideali, a quanto pare, erano stati sottoposti a una platea che non era ancora in grado di capirne il valore (e che era abbagliato da I migliori anni della nostra vita, il capolavoro di William Wyler uscito nelle sale appena sette giorni prima).

Le cose cambiarono radicalmente quando il film arrivò in TV, nella seconda metà degli anni ’50, diventando anno dopo anno una tradizione americana per tutti i telespettatori degli USA.

Inizialmente pensato e scritto per Cary Grant, il ruolo di George Bailey fu adattato da Frank Capra per risultare cucito addosso a James Stewart, che non ha mai fatto mistero di considerarlo il suo personaggio preferito fra tutti quelli interpretati.

Prima di capitare nelle mani di Frank Capra, il progetto de La vita è meravigliosa era stato preso in considerazione da altri registi, incluso Howard Hughes. Per interpretare il protagonista, oltre a Cary Grant era stato preso in considerazione henry Fonda.

Costato poco oltre i tre milioni di dollari, il film firmato da Capra - produzione targata RKO - ne incassò poco più di cinque in tutto il mondo, senza nemmeno ripagarsi i costi di realizzazione in patria, dove non raggiunse la copertura delle spese di produzione.

Il ruolo del grande amore di George, Mary, fu il primo ruolo da protagonista per l’attrice Donna Reed, futuro premio Oscar per Da qui all’eternità.

Prima di assegnarlo a lei, la produzione e il regista presero in considerazione diverse altre attrici per il personaggio di Mary: Olivia de Havilland (la Melania di Via col vento), Ginger Rogers (che rifiutò ritenendo il personaggio privo di carattere), Ann Dvorak (Scarface, Il segreto del lago) e Martha Scott (I dieci comandamenti, Ben-Hur).

Il bacio fra George e Mary fu il primo bacio cinematografico di James Stewart dal giorno del suo  ritorno a Hollywood, dopo essere stato in guerra.

Steven Spielberg, Rob Reiner e Jim Henson, il creatore dei Muppets, hanno più volte dichiarato che La vita è meravigliosa è il loro film preferito in assoluto.

Se non l’avete mai visto, o se ancora non avete preso l’abitudine di rivederlo ogni Natale, potete sempre rimediare: spalancherete le porte a un mondo fantastico, a una storia magica e a una serie di personaggi che non potrete mai più dimenticare.

La vita è meravigliosa nella cultura pop

Il film preferito di Frank Capra, e di molti altri registi dopo di lui, è entrato a far parte delle vite di tutti noi.

E, naturalmente, anche della cultura pop.

In Italia da alcuni anni viene trasmesso nel periodo natalizio da Sky, ma prima ancora era diventato noto ai fan del cinema grazie alle numerosissime citazioni che lo riguardano in molti altri film e serie TV.

Abbiamo spesso visto lo spezzone in cui George Bailey corre felice gridando "Buon Natale!" sui televisori delle case dei protagonisti di altre storie.

Fin dal 1984, con la citazione in Terminator, anche noi spettatori italiani abbiamo imparato a conoscere e riconoscere la più grande storia classica di Natale made in USA.

Un film di cui hanno parlato - tramite riferimenti diretti, titoli o racconti che gli rendevano omaggio - i protagonisti di tantissime serie TV degli anni '80, da Cuori senza età a Moonlighting, da Mai dire sì a Casa Keaton e Alf.

Al cinema, il film con Bill Murray che cita esplicitamente Canto di Nalale, S.O.S. Fantasmi, fa riferimento anche al capolavoro di Capra, mentre I Simpson gli hanno reso omaggio in almeno - quelli che ricordo - 5 diversi episodi.

E ancora: La tata, Dawson's Creek, Melrose Place, Willy - Il principe di Bel Air, King of the Hill, Beverly Hills 90210, That '70s Show, Friends, Una mamma per amica, Scrubs, I Griffin  e moltissimi altri lo citano esplicitamente, mentre è impossibile dimenticare l'episodio di Buffy: Il desiderio (3x09), che ci mostra come sarebbe stata la vita a Sunnydale se Buffy Summers non ci fosse mai arrivata...

Provate a pensare a tutte le volte che qualcuno, in un film o in una serie TV, stava guardando La vita è meravigliosa, ne citava una battuta o la trama, o viveva un'avventura che rendeva omaggio a quella di George Baiely: vi verranno in mente decine di titoli.

Perché, che lo conosciate già o meno, che l'abbiate visto zero o mille volte, La vita è meravigliosa fa parte anche delle vostre vite.

E continuerà a farlo... Almeno finché esisteranno il Natale, il cinema e la televisione.

Buon Natale!

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