The Mandalorian, la recensione della prima stagione della serie Disney

The Mandalorian, la serie live action Disney e Lucasfilm ambientata nell'universo di Star Wars, è arrivata all'epilogo della prima stagione.

Disney/Lucasfilm Un'immagine del mandaloriano

Quando Disney decise di annunciare una serie live action dedicata all'universo di Star Wars, in molti non apprezzarono la scelta di espandere l'universo creato da George Lucas con prodotti "trasversali". Dave Filoni e Jon Favreau avevano però un'idea ben chiara ed era quella di dare vita a un personaggio nuovo di zecca, il Mandaloriano (interpretato da Pedro Pascal), un cacciatore di taglie in tutto e per tutto simile a Boba Fett, lo sfortunato villain visto ne L'Impero colpisce Ancora e Il Ritorno dello Jedi. Peccato solo che il destino di “Mando” sia ben diverso da quello del clone del grande cacciatore di taglie Jango Fett.

La caccia è appena iniziata: le origini di The Mandalorian

Gli 8 episodi che formano la prima stagione di The Mandalorian sono un viatico più che convincente per un quadro più ampio che andrà a espandersi con l'arrivo della seconda stagione (già annunciata per fine 2020). Ciò che Filoni e Favreau hanno voluto proporre ai fan di Guerre Stellari è una serie che ripescasse sommariamente le atmosfere de Una Nuova Speranza, andando a omaggiare neanche troppo velatamente Dune (il capolavoro letterario di Frank Herbert), il Flash Gordon di Alex Raymond e i chambara movie giapponesi di Akira Kurosawa. Senza dimenticare ovviamente gli spaghetti western di Sergio Leone, fonte di ispirazione massima anche per quanto riguarda il taciturno protagonista (in tutto e per tutto simile all'uomo senza nome interpretato da Clint Eastwood nella cosiddetta “trilogia del dollaro”).

La narrazione ha luogo 6 anni dopo le vicende de Il Ritorno dello Jedi e prima di Star Wars: Il risveglio della Forza, ovvero tra la fine dell’Impero e l'ascesa della Nuova Repubblica con l’avvento del temibile Primo Ordine. Per realizzare e dirigere i vari episodi che compongono questa prima stagione, Favreau si è circondato di collaboratori di un certo peso: oltre a Filoni (direttamente dalla serie animata Star Wars: Resistance), troviamo anche Taika Waititi (Thor: Ragnarok) e l’attrice Bryce Dallas Howard (protagonista degli ultimi sequel di Jurassic World), qui eccezionalmente in veste di regista. Ultimi ma non meno importanti Deborah Chow (The Man in the High Castle) e Rick Famuyiwa (Dope e Confirmation), registi di ben due episodi a testa.

Disney/LucasfilmUn'immagine di Baby Yoda in The Mandalorian

Il cast vede invece la partecipazione dell’ex campionessa di arti marziali miste Gina Carano (Deadpool) nel ruolo di Cara Dune, ex ribelle coinvolta suo malgrado nelle scorribande di Mando. Carl Weathers (il leggendario Apollo Creed di Rocky) è Greef Karga, leader della gilda di cacciatori di taglie, mentre il regista tedesco Werner Herzog è il “Cliente”, ossia un ex appartenente all'Impero Galattico alla ricerca di una piccola creatura apparentemente innocua, ma che in realtà nasconde poteri straordinari. Parliamo ovviamente di Baby Yoda, noto ufficialmente nella serie come “Il Bambino”, un essere docile e particolarmente buffo, appartenente alla razza del leggendario maestro Jedi Yoda e dotato di poteri legati alla Forza.

Proprio quest'ultimo, grazie a un aspetto tenero e amorevole, è riuscito a conquistare il cuore - e il portafogli - di milioni di fan, grazie a un merchandising multimilionario che darà luce a gadget, peluche e Funko POP! di ogni genere. E proprio su Baby Yoda si fonda l'ossatura della prima stagione di The Mandalorian, con il protagonista impegnato a proteggerlo dalle grinfie di coloro i quali desiderano metterci sopra le mani. I primi tre episodi – o sarebbe meglio parlare di capitoli – introducono Mando e il piccolo, uniti da un legame sin da subito indissolubile. Successivamente, la serie prende il largo con gli episodi “Sanctuary”, “The Gunslinger” e “The Prisoner”, tre puntate che purtroppo rappresentano una parabola discendente (specie dal punto di vista narrativo) per lo show Lucasfilm. Si perde infatti quel retrogusto western apprezzato nelle prime ore dell'avventura, lasciando spazio a trame più blande e personaggi di contorno che sembrano usciti da un prodotto amatoriale dedicato alla saga di George Lucas.

Disney/LucasfilmPedro Pascal e Gina Carano in The Mandalorian

Il tutto riprende quota grazie agli ultimi due capitoli chiamati “The Reckoning” e “Redemption”, i quali fungono da “effetto boomerang” in grado di riportare la prima stagione di The Mandalorian ai livelli qualitativi degli primi due episodi. Si tratta di un salvataggio in extremis per una serie che stava per schiantarsi rovinosamente al suolo a causa di uno stallo durato fin troppe puntate, ma sapientemente evitato grazie all'introduzione (e al ritorno) di alcuni personaggi decisamente in forma (tra questi, il droide IG-11 e i personaggi interpretati da Nick Nolte e Giancarlo Esposito), il tutto unito a scelte registiche ben precise che hanno permesso allo show di Favreau e Filoni di risplendere di luce propria.

The Mandalorian, prima stagione: il verdetto

Al netto di questo saliscendi qualitativo, è impossibile non premiare The Mandalorian per il coraggio di trasportare sapientemente l'atmosfera classica di Star Wars in una serie live action che non ha (quasi) nulla da invidiare ai film della saga visti al cinema, spin-off inclusi. Il cerchio resta chiaramente aperto per l'arrivo della seconda stagione, nella quale vedremo Mando a esplorare nuovi e remoti pianeti della "nuova" galassia lontana lontana messa in piedi da Favreau e Filoni per Disney+. La speranza, quindi, è che il prossimo viaggio del mandaloriano scorra senza turbamenti nella Forza.

Voto: 8/10

NoSpoiler seleziona in modo indipendente i gadget e servizi che ti proponiamo in queste pagine e potrebbe ricevere una piccola quota (senza costi aggiuntivi per te) nel caso di acquisto tramite i link proposti.

Leggi anche

      Cerca