Barry Seal: la storia vera che ha ispirato il film con Tom Cruise

Imagine Entertainment Tom cruise interpreta Barry Seal

Da semplice pilota a informatore della DEA, passando per una carriera nel contrabbando di droga e armi: il film con Tom Cruise prende spunto da una storia realmente accaduta e ricca di colpi di scena.

Barry Seal - Una storia americana (American Made nella versione originale) è un film che racconta come l’esistenza di un uomo può cambiare da un momento all’altro, e prendere una piega decisamente inaspettata. Uscita nelle sale nel 2017, la pellicola diretta da Doug Liman indugiava sulla storia vera di Barry Seal, che a cavallo tra gli anni ’70 e ’80 fu al centro di una vicenda criminale che appassionò l’opinione pubblica.

Il film poteva contare sull’ispirata interpretazione di Tom Cruise, e fu accolto in maniera positiva al botteghino. Le rilevazioni Box Office Mojo parlano infatti di incassi globali per 134 milioni di dollari, a fronte di un budget di 50 milioni di dollari.

Considerata l’insolita vicenda da cui prende spunto l’opera, allora, sembra giusto ripercorrere sia la trama del film che la storia vera di Barry Seal, cercando anche di identificare i possibili punti in cui le due versioni della vicenda si avvicinano o si distanziano.

La trama di Barry Seal – Una storia Americana

Nel 1978 gli Stati Uniti d’America vivono un momento tormentato. Il presidente Jimmy Carter è destinato a cedere il suo posto a Ronal Reagan, che aprirà una nuova stagione nella politica a stelle e strisce. Sullo sfondo di queste vicende viene presentato il pilota Barry Seal (Tom Cruise), nativo di Baton Rouge, Louisiana, che lavora per la Trans World Airlines. La sua esistenza scorre tranquilla, ma l’uomo sa di poter aspirare a una vita più avventurosa. Perciò inizia a contrabbandare sigari cubani, trasportandoli in Canada. La sua vera occasione arriva quando viene contattato dall’agente della CIA Monty Schafer (Domhnall Gleeson), che lo stava seguendo già da qualche tempo. A Seal viene chiesto di effettuare alcune missioni di ricognizione in America centrale.

In seguito, il protagonista inizia la sua carriera come corriere della droga per conto del Generale Noriega (Alberto Ospino), a Panama. L’operazione è supervisionata dalla CIA, e Seal accetta di buon grado. La situazione, però, cambia quando durante un viaggio il cartello di Medellín chiede (con tono poco amichevole) a Barry di portare negli Stati Uniti un carico di cocaina. Anche questa volta, Seal accetta, ed è qui che la sua carriera criminale compie un salto di qualità.

La CIA è a conoscenza del piccolo traffico di stupefacenti messo in piedi da Seal, ma chiude un occhio. Chi non può farlo è la DEA, che inizia a seguire l’uomo. Per evitare l’interesse dell’autorità, il protagonista è spesso chiamato ad azioni piuttosto eclatanti, come atterrare con un aereo nel bel mezzo di un quartiere residenziale, tutto coperto di droga:

Per evitare di essere messo con le spalle al muro, allora, Seal decide di trasferirsi con la famiglia nella città di Mena, Arkansas, che diventa così un grande centro di smistamento della cocaina.

Gli affari, per Seal, diventano ancora più profittevoli quando Schafer gli assegna una nuova missione. Il suo obiettivo è trasportare fucili ai Contras del Nicaragua in Honduras. Il protagonista entra subito in sintonia con i gruppi armati rivoluzionari, facendosi strada nel commercio illegale delle armi. Per nascondere gli enormi guadagni, Seal inizia a stipare i contanti in alcune valigie, che seppellisce nel suo giardino. Questa azione si rivela un errore. Entra in scena infatti JB (Caleb Landry), il cognato di Barry. A corto di soldi e senza lavoro, chiede aiuto a Seal. Il ragazzo scopre ben presto l’esistenza delle borse sepolte in giardino e decide di prenderne una.

JB viene subito scoperto dallo sceriffo Joe Downing (Jesse Plemons) e messo in prigione. Barry, allora, paga la cauzione per farlo uscire dal carcere, e lo invita a recarsi a Bora Bora, e a non farsi più vedere. Ma JB non ci sta: pretende di avere una somma di soldi ogni mese, e prima di salire sulla sua auto promette a Barry che si farà ancora sentire. Ma non è così, visto che dopo pochi metri il veicolo di JB esplode, uccidendolo. Seal capisce subito che i responsabili sono gli uomini del cartello di Jorge Ochoa (Alejandro Edda), con cui stava collaborando. Il messaggio è chiaro: nessuno doveva intromettersi nei loro affari.

Per Seal i guai non sono finiti: la CIA chiude il programma di Schafer, e così il protagonista viene arrestato simultaneamente da FBI, DEA, ATF e polizia dell’Arkansas. È a questo punto che il protagonista decide di scendere a patti con la Casa Bianca, intenzionata a raccogliere prove sui traffici di droga dei rivoluzionari sandinisti.

Incaricato di scattare alcune foto compromettenti, Seal riesce nella missione, immortalando i rapporti tra il cartello di Medellín e i sandinisti del Nicaragua. La casa Bianca, però, utilizza il materiale contro Barry, e per rinnovare la propaganda contro i rivoluzionari. Il protagonista viene definitivamente arrestato, mentre il cartello medita vendetta.

Imagine EntertainmentUna scena di Barry Seal - Una storia americana

Seal viene condannato, ma la sua pena è lieve, e consiste in 1.000 ore di servizio di civile. Il protagonista, però, è costretto a una vita difficile, sempre attento a coprire le sue tracce. Le precauzioni prese servono a poco. Alcuni assassini mandati da Pablo Escobar (Mauricio Mejía) identificano il luogo in cui si trova Barry, e lo uccidono. A quel punto, la CIA distrugge tutta la documentazione su di lui, e sulle possibili implicazioni degli Stati Uniti nel traffico di droga.

La lezione, però, non sembra essere stata di aiuto. Le sequenze finali del film mostrano Schafer, ormai liberatosi di Seal, con in mente un nuovo progetto: fornire armi all’Iran per contrastare i Contra. Sarà l'inizio di una nuova, complicata pagina per la politica americana, ovvero quella dello scandalo Iran-Contra, passato alla storia come Irangate.

La storia vera di Barry Seal

Il vero Barry Seal nasce in Louisiana nel 1939, e nel 1961 entra nella Louisiana Army National Guard, dove segue i corsi per l’addestramento dei corpi speciali, che però non porta a termine. Nel 1964 viene assunto dalla Trans World Airlines come pilota civile. In breve tempo diventa il pilota più giovane della compagnia, a cui vengono affidati i voli transcontinentali da e verso l’Europa.

Il primo intoppo avviene nel 1972, quando viene arrestato perché coinvolto nel traffico di esplosivi con il Messico. Il caso si concluse con un nulla di fatto, ma costò a Seal il posto alla TWA. Seal non si perse d’animo. Secondo le ricostruzioni fornite dallo stesso Barry alla DEA, subito dopo essere stato licenziato iniziò a entrare nel contrabbando di marijuana, e in seguito di cocaina. Nel dicembre 1979 venne nuovamente arrestato in Honduras, questa volta per possesso di un fucile M-1. Ancora una volta, le difficoltà non lo spaventarono. Durante il suo periodo in carcere in Honduras, Barry entrò in contatto con gli esponenti di spicco del crimine locale. Nel 1980, l'uomo iniziò a collaborare con il cartello di Medellín, pilotando aerei carichi di droga che facevano la sponda da Arkansas e Louisiana verso Colombia e Panama.

Nel 1984 fu il turno di un altro arresto, questa volta in Florida, per riciclaggio di denaro sporco. Messo alle strette da una possibile condanna a 10 anni, Seal si offrì alla DEA come informatore, e testimoniò contro la CIA, il governo sandinista e alcuni narcotrafficanti. Barry, inoltre, agiva come infiltrato tra i cartelli della droga.

Sempre nel 1984, un articolo del Washington Times fece luce sui traffici di droga tra sandinisti e colombiani. Il contributo segnò la fine dell’esperienza di Seal come infiltrato, perché chiaramente riconoscibile. Fu impossibile stabilire la fonte che passò le informazioni al giornale. Un articolo di UPI suggeriva che Oliver North, militare statunitense coinvolto nello scandalo Iran-Contra, avesse diffuso le informazioni. La notizia, però, fu smentita.

Seal continuò a testimoniare. Condannato a lavori socialmente utili per l’Esercito della Salvezza, fu ucciso nel febbraio 1986. I suoi carnefici, appartenenti al cartello dei fratelli Ochoa, vennero arrestati e condannati all’ergastolo.

Imagine EntertainmentTom cruise è Barry Seal in Barry Seal - Una storia americana

Le differenze tra film e realtà

Tra il film Barry Seal – Una storia americana e la vicenda reale del pilota statunitense sono evidenti alcune discrepanze. La più importante riguarda il rapporto tra lo stesso Barry e la CIA. Seal, infatti, ha sempre negato di aver lavorato per l’Agenzia. Il personaggio di Monty Schafer è puramente fittizio, e non basato su alcuna figura reale.

Così come si legge su Historyvshollywood, inoltre, Seal non incontrò mai di persona Pablo Escobar o i fratelli Ochoa fino al 1984, quando era già un informatore DEA. Seal, inoltre, ebbe una vita sentimentale decisamente più movimentata di quella vista nella pellicola con Tom Cruise. L’uomo si sposò tre volte, ed ebbe sei figli. Due con la prima moglie, Barbara, tre con l’ultima consorte, Debbie, e un bambino nato da una relazione extraconiugale. La figura di Lucy (Sarah Wright), moglie di Barry nel film diretto da Doug Liman, è liberamente ispirata proprio a Debbie.

Inoltre, una delle scene più iconiche del film, ovvero quella dell’atterraggio in aereo di Barry tra le case di un tranquillo quartiere, è totalmente fittizia.

UniversalLa locandina di Barry Seal - Una storia americana

Cosa ne pensate della storia di Barry Seal?

      Cerca