Mindhunter è nel limbo: scadono i contratti degli attori della serie TV

Netflix I protagonisti di Mindhunter

Mindhunter è nel limbo. La serie non è stata rinnovata, ma non è neppure stata cancellata. E adesso è arrivata la notizia che Netflix ha lasciato scadere i contratti degli attori. Ma a quanto pare, la porta per una stagione 3 non è del tutto chiusa.

Il 2020 non porta buone notizie per i fan di Mindhunter. Dopo che i nuovi episodi sono stati pubblicati su Netflix ad agosto 2019, sulla serie è calato il silenzio. E adesso è arrivata la notizia che i contratti degli attori sono scaduti. Come scrive Deadline, la piattaforma non ha rinnovato le opzioni sul cast, composto da Holt McCallany, Jonathan Groff e Anna Torv. È un addio agli agenti Ford e Tench e alla dottoressa Carr?

Attraverso una nota ufficiale, il servizio di streaming ha lasciato intendere che la produzione della stagione 3 di Mindhunter dipende dal suo creatore, David Fincher. Ma al momento, il regista ha altre priorità:

David è concentrato sulla regia del suo primo film per Netflix, Mank, e sulla produzione della seconda stagione di Love, Death & Robots.

Tuttavia, la società di Reed Hastings ha lasciato una porta aperta:

Potrebbe dedicarsi di nuovo a Mindhunter in futuro. Ma intanto, non riteneva giusto impedire agli attori di cercare altri lavori, mentre esplorava opportunità diverse per conto proprio.

In altre parole, la serie è nel limbo. Non è stata cancellata, ma non è neppure stata rinnovata. E anche se non è molto, rappresenta comunque una speranza per i fan di rivedere Ford, Tench e Carr alle prese con nuovi (inquietanti) serial killer.

Non solo. Come osserva Deadline, anche se non è un titolo altisonante del catalogo di Netflix, Mindhunter conta su un solido seguito. E questo fatto, insieme alla considerazione di cui gode Fincher presso il pubblico e la critica internazionali, rappresenta senza dubbio una buona ragione per non staccare la spina. Senza contare che il regista sta lavorando con la piattaforma ai già citati Mank e Love, Death & Robots.

Il film è un "progetto personale" per Fincher, in quanto si basa su uno script di suo padre, Jack (mancato nel 2003), che racconta la battaglia dello sceneggiatore, giornalista e critico teatrale Herman Jacob Mankiewicz con Orson Welles per essere accreditato come autore della sceneggiatura di Quarto Potere (per la quale, alla fine, ha vinto l'Oscar nel 1942). Ma anche la serie ha grande importanza per il regista, in quanto è un progetto di lunga data, che prende le mosse dalla pellicola sci-fi di animazione Heavy Metal del 1981.

In aggiunta a quella che sembra una solida collaborazione tra Netflix e Fincher (iniziata con il botto nel 2013, con la serie cult House of Cards), Deadline scrive che il cast di Mindhunter "ama lavorare" con il regista e che molti, se non tutti i protagonisti avrebbero dato disponibilità a tornare per una nuova stagione. D'altra parte, il filmmaker non sarebbe entusiasta di girare a Pittsburgh e avrebbe cercato di ottenere un budget più consistente per la serie. Con quali risultati, non è dato sapere.

Ma anche così, i pro per un ritorno di Mindhunter sembrano di più dei contro. E i fan possono continuare a sperare.

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