Amarcord: colonna sonora e curiosità sul film di Federico Fellini

Federico Fellini si rivolse come sempre al maestro Nino Rota per la composizione delle musiche di Amarcord, il cui tema centrale è noto in tutto il mondo.

Era il 1973 quando usciva Amarcord di Federico Fellini. Uno dei film più apprezzati e conosciuti del maestro che, non a caso, si portò a casa un Oscar come miglior film straniero nel 1975

A rendere ancora più bella la pellicola, ambientata in una Rimini onirica e immaginaria, ci hanno pensato le musiche di Nino Rota. Il compositore e il regista erano già protagonisti di un sodalizio artistico di lunga data. Il loro primo incontro avvenne nel 1952, quando i due collaborarono per la realizzazione de Lo sceicco bianco. Da quel momento, Federico e Nino hanno formato un duo inseparabile e hanno lavorato insieme a capolavori come I vitelloni, La strada, La dolce vita, 8 1/2 e Giulietta degli spiriti. 

Lo stesso Fellini ammetteva di non avere grandi conoscenze musicali e di evitare addirittura la musica, presente nei suoi film solo grazie a Rota: 

La musica mi turba, insomma, preferisco non sentirla… La musica, se non ha a che fare proprio con la mia professione e quindi attraverso la mediazione, la protezione dell’amico Nino, del musicista Rota, in generale la evito. Infatti, la mia ignoranza in fatto di musica è totale.

La colonna sonora di Amarcord

La parola che fa da titolo al film è un neologismo, ormai diventato di uso comune, e nasce dalla frase in dialetto riminese a m’arcord, che significa io mi ricordo

Come sapete, infatti, il film è un tuffo nella Rimini del 1932 popolata dai personaggi della memoria di Fellini, tra cui spiccano la Gradisca e Titta Biondi. Quest'ultimo è lo pseudonimo di Luigi Titta Benzi, amico d’infanzia del regista. 

Le musiche riprendono l'aspetto onirico del film, con brani diventati famosissimi come il tema centrale intitolato proprio Amarcord. 

Qui sotto, l’elenco di tutti i brani della colonna sonora:

  • Amarcord
  • La fogaraccia
  • Le manine di primavera
  • Lo struscio: quel motivetto che mi piace tanto
  • L’emiro e le sue odalische: Solomè Abat Jour
  • Gary Cooper
  • La Gradisca e il Principe
  • Siboney
  • Danzando nella nebbia
  • Tutti a vedere il Rex
  • Quanto mi piace la Gradisca
  • La Gradisca si sposa e se ne va

Qualche curiosità sui brani della colonna sonora

La seconda traccia della colonna sonora La fogaraccia fa riferimento a una tradizione romagnola. La fogaraccia non è altro che un falò costituito da legna e mobili vecchi. Tradizione vuole che in quel di Rimini e provincia si brucino le fogaracce nella notte tra il 18 e il 19 marzo per festeggiare San Giuseppe. 

Le manine del titolo della terza traccia, invece, sono la lanugine dei pioppi, vale a dire a quei batuffoli bianchi che gli alberi rilasciano in primavera, fenomeno noto anche come la neve dei pioppi. 

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Infine, l’ultima traccia fa da tappeto musicale al matrimonio della Gradisca che sta per andare a vivere lontano da Rimini. Tutti i riminesi si riuniscono per il pranzo di nozze in onore della donna diventata famosa per la frase “Signor Principe, gradisca”. Il suonatore cieco suona con la sua fisarmonica e accompagna con le sue note la chiusura del film affidata alla poesia recitata dal poeta-muratore: 

Anche se il mondo è pieno di roba bella, pieno di paesi che piacciono di più del Borgo, appena cade il sole e viene la sera, seduta su una sedia chissà dove, piano piano dentro la tua testa, questo posto diventa il più bel posto del mondo. Ma come farai… Ma come farai a stare lontana dal Borgo?

I camei del film

Nel film compaiono ben due cantanti. Francesco di Giacomo, cantante del gruppo Il Banco del Mutuo Soccorso, ha recitato una piccola parte, mentre Eros Ramazzotti è nel gruppo di bambini che lanciano le palle di neve. Molte delle comparse di Amarcord, infatti, furono scelte tra i ragazzi del quartiere di Cinecittà, tra cui c’era anche un giovane Ramazzotti. 

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