Cowboys and Aliens: come si è arrivati da un fumetto (mediocre) al film con Daniel Craig?

Per arrivare allo scontro tra extraterrestri e pistoleri si è dovuti passare da una sequela di fallimenti, successi, accelerazioni e iniziative discutibili: ecco la bizzarra storia che ha portato a Cowboys and Aliens.

Universal Pictures Daniel Craig in una scena di Cowboys and Aliens

Cowboys and Aliens è un film che propone un mondo decisamente unico nel suo genere, tra ambientazioni western, invasioni aliene, sconosciuti misteriosi e tante pallottole.

Uscita nelle sale nel 2011, la pellicola diretta da Jon Favreau aveva nel cast uno dei suoi maggiori punti di forza. Tra gli altri, si contava la presenza di Daniel Craig, Harrison Ford, Olivia Wilde e Sam Rockwell. Nonostante la presenza di attori molto noti al grande pubblico, il film non registrò performance eccezionali al botteghino. Le rivelazioni Box Office Mojo parlano di incassi globali per 174 milioni di dollari, a fronte però di un budget di 163 milioni di dollari.

In ogni caso, la storia di Cowboys and Aliens metteva al centro uno straniero sconosciuto, che nel 1873 arrivava nella cittadina di Absolution, Arizona. L’oscuro personaggio si rivelava essere Jake Lonergan (Daniel Craig), bandito ricercato che a causa di eventi sempre più incredibili si ritrovava a fare i conti con un’invasione aliena. Spalleggiato dal colonnello Woodrow Dolarhyde (Harrison Ford), il protagonista faceva la conoscenza di Ella (Olivia Wilde), anch’essa proveniente da un pianeta alieno. Alla fine, Jake riusciva a salvare gli abitanti di Absolution, per poi ripartire verso una nuova meta sconosciuta.

Dopo questa breve panoramica sulla trama e le performance al botteghino di Cowboys and Aliens, è tempo di concentrarsi sulla genesi del film, raccontando la bizzarra storia riportata sulle pagine di Bleedingcool.

In principio fu Tex

La storia che porta all’arrivo di Cowboys and Aliens nelle sale inizia a metà degli anni '90’. Scott Rosenberg ha appena venduto la sua società di produzione di fumetti, la Malibu Comics, alla Marvel. Nel frattempo, però, il produttore non sta con le mani in mano. A capo della sua nuova creatura, Platinum Studios, si aggiudica i diritti di Tex, icona del fumetto italiano con oltre 70 anni di storia.

Qui nasce il primo problema: insieme a Ervin Rustemagić, produttore bosniaco, Rosenberg vorrebbe portare sul grande schermo le avventure del personaggio creato da Gian Luigi Bonelli e Aurelio Galleppini. Il fatto è, sottolinea Rich Johnston di Bleedingcool, che Tex era “solo” un ottimo western. Le case di produzione cinematografica trovavano molto difficile giustificare l’esborso di soldi per accaparrarsi i diritti di un western già esistente, quando era possibile creare una nuova storia e dei nuovi personaggi in maniera molto più economica.

A sbloccare la situazione intervenne Greg Noveck, produttore associato a DC Comics e Syfy Films, che propose di cambiare il titolo della storia a cui stava lavorando Rosenberg. L’opera si sarebbe chiamata Cowboys and Aliens.

Sergio Bonelli EditoreTex Willer, eroe dei fumetti

Arrivano gli alieni, con un malinteso

Rosenberg chiese dunque a Noveck di iniziare a lavorare sulla storia di Cowboys and Alien. I risultati non tardarono ad arrivare. Furono creati i primi personaggi, e la loro realizzazione venne certificata da cinque disegni che li ritraevano intenti a dar la caccia agli alieni. Questi stessi disegni arrivarono sulla prima pagina di Variety. Uno, in particolare, ritraeva un cowboy sul suo cavallo, con una grande nave spaziale a sovrastarlo. Ma si potevano osservare anche immagini di cowboy con tanto di occhiali da sole e pistola, o un campo indiano in cui trovavano spazio strutture aliene. Nel magazine, si leggeva che le immagini erano tratte da un fumetto che sarebbe stato trasposto in un film. Il problema era che non esisteva alcun fumetto.

Nonostante questo malinteso, le cose non potevano andare meglio per Rosenberg e Rustemagić. Un altro dei loro fumetti, ovvero Men in Black, stava spiccando il volo verso il grande schermo, e le offerte per Cowboys and Aliens non mancavano di certo. Tra le altre, Columbia, Disney, Paramount, Universal e Dreamworks si fecero avanti. Alla fine furono proprio Universal e Dreamworks a vincere, pagando mezzo milione di dollari solo per ottenere i diritti della storia, e un milione di dollari nel caso il film si fosse davvero realizzato.

Il piano era quello di affidare la pellicola a Steve Oedekerk, già noto per il suo lavoro in Ace Ventura. Rosenberg sarebbe stato il produttore, con Rustemagić e Noveck nel ruolo di co-produttori. Qui, però, arrivarono i veri problemi. La prima sceneggiatura proposta da Oedekerk era considerata troppo ironica e leggera. Le visioni di altri scrittori, invece, furono giudicate troppo oscure. Con le proposte rifiutate che iniziavano a diventare sempre di più, le figure chiave coinvolte nel progetto iniziarono a occuparsi di altro. I mesi di attesa, così, si trasformarono in anni.

Universal PicturesUna scena di Cowboys and Aliens con Harrison Ford e Olivia Wilde

Una graphic novel a tutti i costi

Si arrivò così ai primi anni del 2000. Rosenberg era tutt’altro che restio ad abbandonare il suo progetto. Il suo obiettivo era quello di pubblicare una graphic novel di Cowboys and Aliens. Ma non doveva trattarsi di una graphic novel qualsiasi: doveva essere la migliore di tutti gli Stati Uniti.

Secondo Johnston, riuscire a pubblicare una graphic novel di successo era molto più semplice che cercare di far breccia con un fumetto. Questo perché non ci si doveva scontrare con veri e propri imperi, come DC e Marvel, e anche perché le graphic novel avevano una vita commerciale più lunga, con vendite stabili e prevedibili.

Rosenberg, allora, si affidò allo scrittore Fred Van Lente per creare una graphic novel di Cowboys and Aliens basata sulle varie sceneggiature raccolte nel corso degli anni. L’idea era quella di vendere l’opera a 4,99 dollari, prezzo particolarmente basso e che avrebbe spinto le vendite. Ecco però un altro problema: l’obiettivo del produttore era quello di arrivare in cima alla classifica di vendita di Diamond Comics Distribution. La società in questione, però, faceva rientrare nella categoria “graphic novel” solo le opere che costavano da 9,99 dollari in su.

Per aggirare il problema, Rosenberg si accordò con la Image, società partner di Diamond, che aveva il potere di stabilire cosa era giusto considerare graphic novel e cosa no. Non contento, il produttore entrò in contatto con numerosi punti vendita, proponendo di coprire i costi per l’acquisto di un alto numero di copie della graphic novel di Cowboys and Aliens. L’iniziativa ebbe il suo effetto, visto che quando l’opera arrivò nei negozi, fu spesso venduta per pochi centesimi, o addirittura regalata in aggiunta a qualsiasi altro acquisto effettuato. Tutte queste copie rientrarono nei dati dell’agognata classifica Diamond.

Platinum StudiosCowboys and Aliens, graphic novel di Platinum Studios

Ancora una volta, però, le cose non andarono proprio nel verso sperato. Entrò in gioco proprio Rich Johnston, di Bleedingcool, che svelò come Rosenberg e la sua società, Platinum Studios, stessero cercando di piegare il sistema a proprio piacimento. La Diamond, a quel punto, dovette dichiarare nulli i dati di vendita delle copie di Cowboys and Aliens acquistate dallo stesso Rosenberg. Senza di queste, la graphic novel cadde alla dodicesima posizione della classifica.

È tutto finito? Ovviamente no. Entertainment Weekly, infatti, riportò i dati di vendita di una sola catena di negozi, Midtown Comics, che aveva ricevuto finanziamenti da Platinum Studios per l’acquisto di Cowboys and Aliens. Per una settimana, quindi, la graphic novel di Rosenberg risultò essere la più venduta del mese. Questo bastò al produttore per mettere di nuovo in moto il progetto, e puntare finalmente al grande schermo.

Ecco il lieto fine

Dopo circa quindici anni di tentativi più o meno condivisibili, il progetto Cowboys and Aliens ebbe lo slancio necessario per arrivare al cinema. Jon Favreau fu scelto come regista, anche a causa dell’intercessione di Robert Downey Jr., che avrebbe dovuto entrare a far parte del cast. L’attore, però, preferì dedicarsi a Sherlock Holmes 2, e così entrò in scena Daniel Craig, come si legge in questo articolo dell’epoca di Variety.

Universal PicturesLa locandina di Cowboy and Aliens

Cosa ne pensate di tutta la travagliata storia delle origini di Cowboys and Aliens? Avete apprezzato il film con Daniel Craig e Harrison Ford?

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