Promare, la recensione: non è (solo) animazione giapponese, è più voglia di qualcosa di nuovo

Nexo Digital apre un altro anno di anime al cinema con Promare, il nuovo progetto dello Studio Trigger e del regista Hiroyuki Imaishi che dà un twist inaspettato e coloratissimo al genere robotico: la recensione del film.

Nexo Digital Il protagonista di Promare

Se gli anime contemporanei - cinematografici e televisivi - non sono famosi (o quanto meno, così famosi come potrebbero) a livello globale, la motivazione va ricercata in una serie molto lunga di cause, corsi e ricorsi storici e culturali. Per il mondo dell'animazione giapponese non è sempre semplice instaurare un dialogo con il grande pubblico internazionale cresciuto a pane e film Disney. Se a conquistare gli appassionati e quanti si proclamano otaku alle volte sono proprio certe convenzioni stilistiche e caratteristiche uniche della produzione animata giapponese, questi stessi elementi rischiano di risultare respingenti per tutti gli altri spettatori. 

Eppure viviamo in un momento d'oro per la serialità, in cui grazie al peso del botteghino cinese, la fama del K-pop e il successo di piattaforme globalizzate come Netflix, il pubblico internazionale è disposto, spesso propenso a fruire contenuti stranieri e locali come forse mai prima d'ora. L'entusiasmo scatenato dall'arrivo su Netflix dei film dello studio Ghibli potrebbe sembrare una vittoria in questo senso, ma in realtà è sintomo di un problema importante che gli anime affrontano ormai da anni. La produzione animata giapponese è vastissima, eppure a livello internazionale si riduce a una manciata di film e autori: i film dello Studio Ghibli e Hayao Miyazaki, quelli di Makoto Shinkai, gli anime nostalgia degli anni '90 con in testa Sailor Moon e Dragon Ball. Insomma, l'animazione giapponese al di fuori di questi modelli in qualche modo fatica a imporsi o anche solo a proporsi, tanto che prodotti che si discostano da questo ritratto ristretto e poco rappresentativo raramente varcano i confini della nicchia degli appassionati. Per esempio anime cult di grandissima fama come Evangelion o L'attacco dei giganti - entrambi presenti su Netflix - non sono ancora riusciti ad entrare nell'immaginario collettivo globale. 

Nexo DigitalLio emana una fiamma
Lio è il perfetto contraltare di Galo in Promare: sulla dinamica tra i due si regge l'intero film

Il problema si percepisce anche in Giappone, dove non è comunque semplicissimo trovare lungometraggi animati che non siano legati a franchise storici (Detective Conan, Doraemon, One Piece) o incentrati su vicende scolastico adolescenziali, con qualche tocco fantasy. Per questo dobbiamo ancora una volta ringraziare Nexo Digital, che ormai da anni si premura non solo di portare nelle sale italiane prodotti d'animazione giapponese altrimenti ignorati, ma lo fa anche con un occhio alla varietà e rappresentatività. Il 2020 si apre col botto, con un lungometraggio animato lontano dallo standard Ghibli/Shinkai, ma altrettanto accattivante (e popolare): Promare di Kazuki Nakashima e Hiroyuki Imaishi.

Graffiante mecha in technicolor

Promare fa di tutto per non passare inosservato, a partire dalla sua stilosissima sequenza di apertura. Lo Studio Trigger e il regista Hiroyuki Imaishi alimentano il pubblico degli appassionati con un antefatto che racconta la crisi dei burnish, consumatasi 30 anni prima dell'inizio del film. Nell'antefatto vengono poste le basi della crisi globale che modella il mondo di Promare: alcune persone improvvisamente vanno a fuoco, attaccando gli astanti con le fiamme. Nasce così la minaccia dei burnish e le città e le forze dell'ordine si adattano di conseguenza. 

NexoIl Mad Burnish di Lio all'attacco
Promare combina i toni pastello al genere mecha, risultando molto originale anche a livello cromatico

L'antefatto del film pone però anche le basi stilistiche di Promare, che nel suo character design e nelle sue scelte grafiche in generale dimostra un carattere molto adulto e marcato. Il film si apre con una serie di simboli legati alle forme geometriche di triangoli e quadrati, che verranno portate avanti come simboli e rimandi per tutta la durata della pellicola, tanto che a un certo punto i riflessi di luce del lens flare appaiono come quadratini luminosi e non con la sua consueta forma sferica. 

Pompiere e incendiario

Dietro una storia dal carisma visivo così evidente c'è Hiroyuki Imaishi, la metà registica dietro il duo che ha realizzato anime televisivi molti amati come Sfondamento dei cieli Gurren Lagann e Kill La Kill. L'altra metà del dinamico duo dell'animazione giapponese è lo sceneggiatore Kazuki Nakashima, che di quei due anime aveva plasmato la narrazione e che qui firma la storia originale. Il passaggio da una serialità episodica lunga al ritmo senza respiro del cinema mette un po' in difficoltà la sua naturale verve. Anzi, sarebbe forse più corretto dire che stavolta lo sceneggiatore sceglie volutamente una trama più essenziale. Infatti Nakashima sembra far ampio ricorso agli stereotipi dell'animazione tutta battaglie e robottoni per alleggerire il carico di informazioni introduttive che il film deve dare allo spettatore. 

Il risultato è un anime dall'ottimo ritmo, che realizza in itinere schizzi veloci dei due protagonisti diametralmente opposti attorno a cui si sviluppa la storia. Da una parte abbiamo Galo Thymos, pompiere dall'entusiasmo quasi esasperante, che lavora insieme a un team di esperti per spegnere gli incendi causati dai burnish in città, dall'altra c'è il leader del gruppo terroristico dei Mad Burnish, Lio Fotia. Lio si scontrerà da subito con Galo, rivelando il suo interesse per le sorti dei burnish che perdono il controllo e la natura problematica degli stessi. Queste persone sentono i bisogno irrefrenabile di dare fuoco alle cose, spinte da misteriose voci che sentono nelle fiamme.

NexoGalo e Lio si scontrano
Le soluzioni stilistiche anticonvenzionali in Promare si sprecano, vedi l'utilizzo di triangoli e quadrati per rappresentare le due fazioni

Tanto Galo è casinaro e tamarro quanto Lio è femmineo ed elegante: i due protagonisti incarnano alla perfezione un certo stereotipo di personaggi del mondo animato giapponese, sai a livello caratteriale sia di guardaroba e di lineamenti. Insomma, nemmeno in Promare si sfugge all'eugenetica degli anime. Nel risicato tempo a disposizione i creatori riescono però a donare a Galo e Lio una certa personalità, anche grazie un indubbio sottotesto queer portato avanti con più intenti propositivi che consumistici. Non manca di certo la consapevolezza dell'interesse che alcuni dialoghi e scene susciteranno in un certo tipo di fandom. 

Sospeso tra l'essere cool e l'essere tamarro

Promare è tutto basato sulla dinamica tra due opposti: ghiaccio e fuoco, Lio e Galo, istituzioni e ribelli. La trama è tenuta in piedi da contrapposizioni davvero essenziali, con il risultato che chi bazzica da tempo il mondo degli anime non avrà problemi a intuire con un certo anticipo tutte le grandi rivelazioni e sorprese della pellicola. Eppure Promare funziona, proprio nella misura in cui si distanzia da quello che ci aspettiamo dall'animazione giapponese prototipica: lontano dai banchi di scuola e dai delicati sentimenti d'amore, Promare può abbracciare un look accattivante, una deriva tamarra gradevolissima, un entusiasmo dirompente che rendono il film coinvolgente e scanzonato. Non passano inosservate le musiche di Hiroyuki Sawano e le canzoni dei Superfly che compongono la colonna sonora, che costituiscono molto più di un semplice tappeto sonoro all'azione. 

Certo nelle scene d'azione talvolta l'estremo dinamismo della regia diventa un po' caotico e forse al risultato finale avrebbe giovato qualche taglio qua e là del minutaggio. Promare infatti non è semplice come si presenta in apparenza e tenta di affrontare discorsi importanti come il cambiamento climatico e la tendenza delle istituzioni a soluzioni drastiche (e militari) per fronteggiare le crisi sociali del nostro tempo. Ancorato alle convenzioni action del genere mecha, non riesce però a sviluppare appieno la sua complessità, senza però godere dell'immediatezza che ha un prodotto davvero semplice. Tuttavia rimane una visione davvero accattivante, in cui i 4 anni di lavoro spesi dallo studio Trigger per la realizzazione si vedono eccome. Promare riesce ad apparire originale pur partendo da un contesto molto familiare all'appassionato di anime.

Promare è insomma una pellicola imperdibile per gli appassionati, ma sono convinta che anche il popolo della famiglia di Fast&Furious e soci action ne rimarrebbe conquistato, se solo entrasse a contatto con questo titolo. Promare sarà distribuito nelle sale italiane con il consueto evento speciale Nexo Digital, dal 3 al 5 febbraio 2020

Voto 7/10

Studio Trigger dimostra che è possibile partire dalle convenzioni degli anime per realizzare un film graffiante e freschissimo: Promare dimostra come gli anime vadano oltre a Shinkai e Studio Ghibli.

Elisa Giudici

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