ZeroZeroZero, tutto quello che sappiamo sulla nuova serie Sky tratta dal libro di Roberto Saviano

Va in onda dal 14 febbraio 2020, è una produzione internazionale girata in tre continenti da Stefano Sollima, Janus Metz e Pablo Trapero, e racconta l'impero mondiale e interconnesso della cocaina.

Sky / Patti Perret Una scena della serie TV ZeroZeroZero

Raccontare con la chiave del crime drama l'impero mondiale e sempre più interconnesso della cocaina: è questa la grande ambizione di ZeroZeroZero, la nuova serie TV Sky Original che va in onda dal 14 febbraio 2020 su Sky Atlantic dopo la premiere dei primi due episodi alla 76esima Mostra del Cinema di Venezia.

Si tratta di una produzione internazionale girata in tre continenti, tratta dal libro omonimo di Roberto Saviano, creata da Stefano Sollima (che dirige gli 8 episodi con Janus Metz e Pablo Trapero), Leonardo Fasoli e Mauricio Katz, e prodotta da Cattleya (la stessa società dietro Gomorra - La serie) e Bartlebyfilm. Per non arrivare impreparati all'appuntamento con questo San Valentino a tinte crime, ecco tutto quello che c'è da sapere su una delle serie italiane più attese dell'anno.

La produzione e le location

Oltre a Cattleya e Sky, ZeroZeroZero vede impegnati Amazon Studios e Canal+. I produttori sono Stefano Bises, Marco Chimenz, Leonardo Fasoli, Gina Gardini, Mauricio Katz, Janus Metz, Richard Middleton, Roberto Saviano, Giovanni Stabilini, Riccardo Tozzi e Pablo Trapero. In Spagna, Stati Uniti, America Latina e Canada la serie verrà distribuita in streaming su Amazon Prime Video.

Il progetto è davvero mastodontico: le riprese, durate quasi un anno, sono state realizzate in tre continenti diversi (America, Europa e Africa) e gli episodi girati in sei lingue (inglese, spagnolo, italiano, francese, wolof e arabo). Non senza qualche difficoltà: la messa in onda è stata ritardata proprio perché l'attrice Andrea Riseborough ha subito un infortunio durante i ciak in Marocco.

Oltre che in Italia e Marocco, le puntate hanno avuto location in Mali e Senegal, Canada, Stati Uniti e Messico. Proprio in Messico, la troupe ha avuto dei problemi a Monterrey perché, a causa di alcune tensioni politiche emerse nel corso delle elezioni, i permessi sono stati cancellati a ridosso dell'avvio delle riprese. La produzione si è così spostata a Città del Messico e Veracruz.

La trama

Il titolo ZeroZeroZero, ispirato alla farina, fa riferimento alla purezza della materia al centro del racconto: la polvere bianca guardando attraverso la quale "puoi vedere il mondo". Gli head writer della serie, come nelle ultime stagioni di Gomorra, hanno voluto puntare su una complessità narrativa che ambienta la vicenda in luoghi e tempi diversi: si parte da un singolo evento e da lì si dipanano le vicende dei vari personaggi.

ZeroZeroZero segue infatti il viaggio di un unico carico di cocaina, dal momento in cui un clan della 'ndrangheta decide di acquistarlo fino a quando viene consegnato e pagato. Ogni azione, attraverso le differenti storie, genera una reazione: i cartelli messicani gestiscono la produzione, le organizzazioni criminali italiane ne amministrano la distribuzione in tutto il mondo, le compagnie americane al di sopra di ogni sospetto controllano la quantità di denaro coinvolta nel giro d'affari.

Nel mondo globale di oggi, nel quale c'è libero scambio di ogni tipo di merce, la cocaina non fa eccezione. Il punto di partenza è così una nave portacontainer, partita dal Messico verso la Calabria: ZeroZeroZero racconta come il contenuto prezioso di questa spedizione influenza il mercato e l'economia mondiale, fino a quando un'improvvisa lotta per il potere non coinvolge tutti i livelli di questa gigantesca piramide criminale, dallo spacciatore all'angolo della strada fino al più potente boss della malavita organizzata.

Le origini

ZeroZeroZero si basa sul romanzo-inchiesta scritto da Roberto Saviano nel 2013 ed edito da Feltrinelli. Nel suo lavoro diviso in sette parti, da Coca #1 a Coca #7, lo scrittore napoletano analizza l'evoluzione del narcotraffico e dei cartelli sudamericani, i meccanismi della rete internazionale di spaccio di cocaina, i metodi spietati dei narcos e i loro legami con la politica e le istituzioni locali, l'inefficacia del proibizionismo e gli effetti devastanti della dipendenza cronica da coca ed ecstasy.

Sky / Patti PerretUna scena della serie TV ZeroZeroZero
La coca arriva in Messico

Il libro di Saviano ha avuto un impatto davvero massiccio. Oltre ad essere finito al primo posto nella classifica dei libri più venduti sul Guardian, ha strappato un curioso primato. Come ha riportato il quotidiano messicano El Universal, quando la marina è piombata nel covo di Joaquin "El Chapo" Guzmán, il potente boss del cartello di Sinaloa, i militari hanno rinvenuto una copia dell'edizione americana del romanzo, edito negli Stati Uniti da Penguin Press. Il video con le immagini della singolare lettura del Chapo è diventato l'articolo più letto nel 2015 sulla versione online del giornale.

Saviano, intervistato da La Stampa, ha cercato di spiegare in questo modo cosa significa quella copia ritrovata nel tugurio del narcotrafficante.

I boss non sono le bestie criminali perlopiù analfabete descritte in molti gialli americani, ma sono uomini d'affari d'esperienza che leggono, approfondiscono, studiano, analizzano e vogliono sapere cosa il mondo pensa di loro, cosa si scrive su di loro. In Messico il mio libro è stato in classifica per parecchio tempo. Credo che El Chapo fosse curioso di capire cosa avevo scritto, cosa si diceva su di lui e sul suo cartello.

Il cast

Internazionale è la dimensione di ZeroZeroZero e internazionale è il suo cast. Da Hollywood arrivano tre attori: sono Andrea Riseborough (già vista in film come Oblivion, Mandy, Morto Stalin se ne fa un altro, Animali notturni e W.E. - Edward e Wallis), Dane DeHaan (The Amazing Spiderman 2, Valerian e la città dei Mille Pianeti, In Treatment, Chronicle) e Gabriel Byrne (In Treatment, Spider, I soliti sospetti, Crocevia della morte).

Sky / Patti PerretGabriel Byrne e Andrea Riseborough in una scena della serie ZeroZeroZero
Gabriel Byrne e Andrea Riseborough

Gli attori italiani sono Giuseppe De Domenico (Euforia), Adriano Chiaramida (Romanzo criminale – La serie) e Francesco Colella (Made in Italy, Piuma). Dalla Francia c'è Tcheky Karyo (Nikita, Crying Freeman, Il nome della rosa), dal Marocco la bellissima Nabiha Akkari (Che bella giornata) e dal Messico arrivano Harold Torres (Sin nombre, Northless), Claudia Pineda (Preso No. 1, Dogma) e Diego Cataño (Il corriere - The Mule, Le belve).

Sky / Patti PerretHarold Torres in una scena della serie ZeroZeroZero
Harold Torres

I registi

Gli 8 episodi di questa prima stagione sono stati diretti da tre registi: Sollima, Janus Metz e Pablo Trapero. Stefano Sollima, figlio di Sergio, ha diretto le serie La squadra, Romanzo criminale e Gomorra e ha esordito al cinema nel 2012 con A.C.A.B. - All Cops Are Bastards, a cui nel 2015 ha fatto seguito Suburra. Nel 2018 è arrivato a Hollywood con Soldado, action thriller sequel di Sicario diretto da Denis Villeneuve.

Adesso è sul set di Without Remorse con Michael B. Jordan (un altro thriller spy mozzafiato, sceneggiato da Taylor Sheridan e basato sul romanzo Senza rimorso di Tom Clancy nel quale debutta il personaggio di John Clark) e prossimamente dirigerà Colt, serie western ideata e mai portata a compimento da Sergio Leone.

Classe 1974, Janus Metz è il regista e sceneggiatore danese di Borg McEnroe, il biopic sulla leggendaria finale di Wimbledon del 1980 tra Björn Borg e John McEnroe, interpretati da Sverrir Gudnason e Shia LaBeouf. Janus non è nuovo al mondo della televisione: in passato ha curato la regia del terzo episodio della seconda stagione di True Detective.

SkyIl poster internazionale di ZeroZeroZero
Il poster internazionale di ZeroZeroZero

Nato nel 1971, Pablo Trapero ha esordito alla regia nel 1999 con Mondo Grua, vincitore del Premio della Critica a Venezia. La sua opera seconda, El bonaerense, è stata presentata nel 2002 a Cannes mentre i seguenti Familia rodante (2004) e Nacido y criado (2006) sono stati selezionati a Venezia e Toronto.

Dopo Leonera (2008), Carancho (2010) ed Elefante blanco (2012), il regista argentino è tornato a Venezia con Il Clan, con cui ha vinto il Leone d'Argento come miglior regista. Nel 2018 ha diretto Il segreto di una famiglia, passato a Venezia e interpretato dalla coppia formata da Bérénice Bejo e dalla sua musa e moglie Martina Gusman.

Le musiche originali della serie sono dei Mogwai, la band scozzese che ha ridefinito le traiettorie del post-rock con il loro sound inconfondibile.

Da Bolivia e Colombia fino a Stati Uniti e vecchia Europa, passando per il Messico e l'Africa, siete pronti a seguire la pista che semina denaro, morte e potere?

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