Madre! Il finale del controverso film di Aronofsky e la sua spiegazione

Una parabola dell’orrore con una donna turbata, un poeta preda di un blocco creativo e tanti ospiti indesiderati. Madre! di Darren Aronofsky è un’allegoria sulla Bibbia e sul Nuovo Testamento.

Madre! è un’allegoria dell’orrore diretta dal visionario Darren Aronofsky, un film con Javier Bardem e Jennifer Lawrence.

La storia parla di una coppia di sposi che vivono in un casolare in rovina (che, con l’aiuto di un misterioso cristallo, diventa bellissimo come il giardino dell'Eden).

La donna sprofonderà in un claustrofobico incubo per le visite e ingerenze dei fan del compagno, che è un famoso poeta, e di una coppia di suoi amici.

La trama

Madre! racconta dei turbamenti della protagonista femminile senza nome (ci si riferisce a lei in termini di “Madre”) che vive trascurata dal compagno, dedito alla propria arte e alla propria vanità, finché le cose non peggiorano, nel momento in cui un fan dell’uomo viene a fargli visita e si installa in casa sua, insieme alla moglie e successivamente i due figli maschi, turbando la quotidianità della padrona di casa.

La coppia rimarrà ospite finché non profanerà l’oggetto di cristallo (che l’uomo aveva proibito loro di toccare) e verrà mandata via dalla Madre.

L’annuncio della morte di uno dei due figli della coppia causerà l’arrivo sregolato di uno sciame di persone, che causeranno la rottura di un lavandino e un’inondazione che porterà a un momento di passione tra i due e alla gravidanza della Madre. 

Paramount PicturesJennifer Lawrence in Mother!
La fine orribile di Madre Natura

Il finale

La nascita del figlio, però, sarà il capitolo più orrorifico: prima ancora che la Madre abbia le doglie, la casa si riempie di ospiti indesiderati che creano il caos e compiono riti religiosi. Una volta venuto al mondo (nello studio dove il poeta crea), assaltato dall’uomo e dai suoi fan famelici e incontrollabili giunti per festeggiarlo, il neonato verrà fatto a pezzi e divorato.

Di fronte a un gesto così atroce, la ribellione della Madre, che darà fuoco a tutto per distruggere e rigenerare a nuova vita, porterà anche alla sua fine.

Gravemente ustionata, non morirà prima che lui le abbia strappato dal petto il cuore, un oggetto di cristallo come quello che era stato toccato senza permesso dalla coppia ospite.

Paramount PicturesUna scena di Madre!
I coniugi e l'abisso

Questo cristallo farà generare una nuova Madre Natura ignara del cammino che l’aspetta.

La spiegazione del finale e l’allegoria

Madre! è una (terrificante) allegoria, come dichiarato dallo stesso regista Darren Aronofsky. 

Affascinato dalla Bibbia, Aronofsky l’ha riscritta sotto forma di Apocalisse, come un’invettiva drammatica e intensa sullo scempio umano (e di Dio) ai danni di Madre Natura, un essere potente, destinato ad amare il tutto (i figli, il pianeta, Dio) in modo totalizzante e meraviglioso ma per questo condannato a soccombere al suo stesso mondo. 

Pura e innocente, Madre Natura trova se stessa nel viso angelico di Jennifer Lawrence, che viene raccontata come una donna qualunque, sconvolta dalle vessazioni nonsense del suo compagno e soprattutto dagli ospiti (da lei) indesiderati.

La star ha spiegato l'importanza della comprensione del piano simbolico del film.

È importante che la gente capisca l’allegoria che abbiamo inteso. Che sappiano che io rappresento la Madre Terra e che Javier [Bardem], il poeta, rappresenta una forma di Dio, un creatore; Michelle Pfeiffer è una Eva per l’Adamo di Ed Harris [gli ospiti indesiderati, n.d.R.], ci sono Caino e Abele e l’ambientazione a volte richiama il Giardino dell’Eden.

Lo stesso Aronofsky ha fatto un’eccezione (gli artisti non spiegano mai le loro opere) ed è stato molto didascalico sul racconto della sua visione dell’Eden, di Dio e del mondo.

La struttura per il film è stata la Bibbia, e l’ho raccontata come un modo per discutere di come gli esseri umani hanno vissuto sulla Terra. Ma doveva essere anche ambigua, perché non è una storia inventata, è qualcosa di più strutturale. Molte persone non vedono il quadro completo, ci sono molte piccole cose, Easter Eggs e collegamenti tra le cose, e penso che sia parte del piacere di sviscerare il film. 

Paramount PicturesMadre: il cuore della protagonista nei character poster

Il regista ha voluto raccontare Madre Natura dal proprio punto di vista, quello positivo dell’amore e quello negativo della vessazione. L’ha rappresentata proprio come una donna nella sua vita quotidiana, una donna normale e attenta, che trasforma la casa in qualcosa di bellissimo come Madre Natura ha provato a fare con il pianeta rendendolo l'Eden.

Ho iniziato con le tematiche, l’allegoria; ho voluto raccontare la storia di Madre Natura dal suo punto di vista. Mi sono anche reso conto che renderla una persona che si occupa della sua casa e che si occupa del suo uomo creava un legame, che c’era una connessione.

Secondo questa allegoria, lui è Dio e lei è Madre Natura. Gli ospiti indesiderati, interpretati da Ed Harris e Michelle Pfeiffer (una coppia che sembra aver trovato il segreto per la felicità e turba la Madre) rappresentano Adamo ed Eva mentre i loro figli Caino e Abele. Il cristallo da non toccare (e che viene violato) è il frutto proibito.

Il diluvio universale scatenato dagli uomini renderà Madre Natura feconda: dopo una notte di passione, concepirà un figlio e tra la coppia tornerà l’armonia.

La ripresa dell’attività di scrittura di Dio coincide con l’incursione nel Nuovo Testamento, che creerà una nuova religione (il cristianesimo) che porterà alle conseguenze rappresentate nel drammatico finale.

Sarà la protagonista a morire e il cristallo, il suo cuore e il suo immenso potere, verrà utilizzato per generare una nuova Terra, una nuova Madre Natura

Se l’allegoria è straniante, il finale è ancora più destabilizzante. La visione di Aronofsky e l’intenzione di raccontare la Bibbia si convertono presto in una filosofia dell’orrore e della molteplicità di terre, universi, Madri Nature, Gesù Bambini.

Come in una struttura circolare, Dio continua a creare (tranne nelle fasi in cui ha il blocco del poeta o dello scrittore), lui stesso e gli uomini poi distruggeranno, con l’invadenza, l’ingordigia e il fanatismo religioso, per rigenerare dalle ceneri una nuova vita, una nuova Natura da “amare non riuscendoci” e quindi da devastare e uccidere.

La visione non potrebbe essere più cupa. Non c’è nessuna speranza per l’umanità. La religione è un costrutto che porterà alla fine e al moto perpetuo di mondi che si rigenerano e si distruggono da soli, perché impossibilitati a durare. 

La colpa è della natura dell’uomo e del Dio, entrambi ontologicamente incapaci di amare di quell’amore disinteressato (l’agapé greco) di cui è ricca Madre Natura, che con la sua forza creatrice dà la vita ma è da essa stessa soffocata.

Che ne pensate? Siete rimasti travolti da questi film?

Leggi anche

      Cerca