La spiaggia di The Beach sente ancora le ripercussioni del film

A distanza di 20 anni dall'uscita nei cinema mondiali di The Beach, film con Leonardo DiCaprio diretto da Danny Boyle, la spiaggia di Maya Bay risente ancora degli effetti delle riprese. Ecco qual è la situazione.

20th Century Fox una scena del film The Beach

Uno dei fattori che ha sicuramente contribuito a decretare il successo di una pellicola come ⤑The Beach è stata la sua bellissima ambientazione presso la spiaggia di Maya Bay nelle isole Phi Phi, in Thailandia

Una location da sogno, nella quale abbiamo potuto ammirare la storia raccontata dal film con Leonardo DiCaprio e Tilda Swinton. L'uscita di The Beach nei cinema di tutto il mondo ha con il tempo contribuito ad accrescere non poco il turismo in quello che può essere definito un piccolo paradiso naturale, ma purtroppo l'affluenza in massa dei turisti nella zona ha costretto, nel 2018, le autorità locali a chiudere la bellissima spiaggia, praticamente snaturata e quasi devastata.

Ancora oggi, a distanza di 20 anni dall'uscita del film diretto da Danny Boyle, la spiaggia di Maya Bay soffre l'impatto che è stato determinato proprio da The Beach.

Quando Boyle e la sua troupe si sono diretti in Thailandia per girare The Beach, hanno scelto l'isola di Maya Bay di Ko Phi Phi per girarvi le scene più iconiche. Da lì, il danno derivante dalla produzione del film è avvenuto in diverse fasi: in primo luogo, il regista e il suo entourage hanno dovuto far sembrare Maya Bay una destinazione tropicale degna di corteggiare un turista occidentale.

Nel 1999, ancora prima che il film fosse distribuito, il giornalista John Vidal di The Guardian scrisse che i problemi per Maya Bay erano già in atto.

Il fatto che la spiaggia fosse situata in un parco nazionale "incontaminato" non soddisfaceva gli standard che la squadra di Boyle aveva in mente in quel momento e, con il permesso del governo tailandese, la troupe del film ha lavorato per cambiare il paesaggio senza però avvalersi della consultazione di ambientalisti o gente del posto, che faceva affidamento sull'area per il turismo locale.

Per produrre il film sono stati rimossi i cespugli, nonostante gli avvertimenti relativi al fatto di quanto fossero necessari per prevenire l'erosione, e sono state piantate palme al loro posto. Non solo. Per allargare la spiaggia è stata rimossa tanta terra, assicurando alla gente del posto che tutto sarebbe però andato per il meglio.

Dopo che The Beach ha terminato le riprese, gli effetti di quella ri-progettazione sono stati peggiori di quanto fosse lecito aspettarsi, secondo Vidal. Senza quei cespugli, la sabbia si è erosa dopo una serie di tempeste. Le piante della zona furono trasferite, ma presto finirono col morire, così come il corallo marino.

Nonostante la tiepida accoglienza del film da parte della critica, tuttavia, la sua rappresentazione della bellissima spiaggia ha determinato un vero e proprio boom del turismo. Per i successivi 18 anni, oltre 300 barche hanno trasportato ben 5.000 turisti ogni giorno nella spiaggia di Maya Bay, secondo quanto riportato dal South China Morning Post. Il flusso costante di turisti e barche a motore ha però finito con l'uccidere barriere coralline e pesci, spaventando gli uccelli locali. 

"Abbiamo ereditato un ecosistema morto al 100%", ha dichiarato l'ambientalista Anuar Abdullah.

Per quanto inquietante possa essere, quel flusso distruttivo causato dal turismo eccessivo nella zona è quasi esattamente quello su cui The Beach ha messo in guardia, anche per il futuro senza saperlo.

Ricordiamo brevemente la trama della pellicola: Leonardo DiCaprio veste i panni di Richard, un giovane e apparentemente benestante americano che si reca in Thailandia guidato da un effimero senso di esplorazione che vede concretizzarsi solo nel lontano sud-est asiatico e nel suo enorme potenziale per avventurose e bellissime esperienze. Quando Richard e i suoi amici viaggiatori trovano l'isola incontaminata, la gente del posto concede loro il permesso di rimanerci a condizione di mantenere segreta l'esistenza della spiaggia, in modo da non disturbare la vita delle persone che vivono lì. Richard, invece, rompe la loro fiducia e racconta agli altri dell'isola, portando inevitabilmente a un caos di bugie, morti e alla scomparsa di quella che veniva considerata una comunità "perfetta".

Nel marzo 2018, dopo quasi due decenni di danni, il Dipartimento dei Parchi Nazionali, della Fauna e della Conservazione delle Piante ha annunciato che avrebbe chiuso Maya Bay ai turisti per quattro mesi ogni anno, al fine di ripristinare l'equilibrio delle barriere coralline e della vita marina dell'isola.

A dicembre dello stesso anno, la Thailandia ha prolungato la chiusura della spiaggia per altri due anni. Una volta che gli ambientalisti hanno cominciato a ricostruire giardini di corallo nella baia, la vita animale, inclusa la presenza di squali, pesci e uccelli, ha cominciato a riapparire.

"Quando elimini il fattore umano, la natura prospera", ha aggiunto Abdullah allo SCMP.

Il turismo selvaggio a Maya Bay ha preceduto di certo il boom dei social media, ma storie simili a quelle sviluppate dal film si stanno diffondendo in tutto il mondo.

Mentre un film come The Beach potrebbe essere stato determinante nello stimolare un grande aumento di viaggi in Thailandia nei primi anni del 2000, chiunque su Instagram o YouTube può ora vestire i panni dell'influencer e determinare un enorme interesse verso destinazioni che non sono preparate per un assalto del turismo di massa.

Ad esempio, dopo decenni di disordini causati da turisti incuranti, le Filippine hanno temporaneamente chiuso la principale destinazione balneare di Boracay nel 2018. L'anno scorso, il governo indonesiano ha preso in considerazione l'idea di vietare ai turisti l'isola di Komodo nel tentativo di conservare le popolazioni dei draghi di Komodo (esemplari di lucertole giganti che vivono nella zona). Più recentemente, alcuni instagrammer sono stati incolpati di aver danneggiato la fauna selvatica nella California Poppy Reserve dell'Antelope Valley, virando fuori pista per realizzare lo scatto perfetto.

Venti anni dopo, è difficile immaginare che qualcuno possa tenere ben presente il messaggio del film di Danny Boyle o ricordare con precisione la meravigliosa spiaggia di Maya Bay e le conseguenze che ha vissuto per anni. Per i locali, tuttavia, gli effetti negativi di The Beach solo da poco tempo stanno cominciando a diventare un lontano ricordo.

Probabilmente, però, andrebbe tenuto a mente, giorno per giorno, uno dei messaggi fondamentali che la pellicola ha voluto trasmettere al pubblico. Qualcosa su cui riflettere: la capacità, talvolta anche inconsapevole, che ha l'uomo di prendere una cosa bella e distruggerla completamente.

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