Quanto è realistico The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo?

The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo affronta il complesso argomento del cambiamento climatico. Ma quanto è realistico? Il film di di Roland Emmerich è puro intrattenimento, tuttavia la storia ha un fondo di verità.

20th Century Studios New York dopo la nuova glaciazione in The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo

Quando è uscito nel 2004, The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo è stato un grande successo, con oltre 550 milioni di dollari di incasso a livello globale. Ma la pellicola di Roland Emmerich ha anche ricevuto molte critiche per il modo in cui ha trattato il cambiamento climatico e nel 2008 è finita in una poco lusinghiera top ten di Yahoo dei film più inaccurati sotto il profilo scientifico.

Tuttavia, la storia dello stravolgimento atmosferico e della nuova glaciazione che colpisce la Terra ha un fondo di verità. Per essere chiari, la velocità alla quale la situazione precipita sullo schermo e il catastrofismo spinto sono puro intrattenimento. 

Ma la possibilità che il riscaldamento globale rompa un delicato equilibrio e porti a "condizioni meteorologiche estreme" sul lungo periodo è concreta.

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Il Capovolgimento meridionale della circolazione atlantica (AMOC) e il cambiamento climatico

Come scrive Business Insider in un articolo di qualche tempo fa, il nodo cruciale della storia di The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo è la corrente oceanica nota con il nome di Capovolgimento meridionale della circolazione atlantica (AMOC).

Tale corrente è definita dagli scienziati una sorta di "nastro trasportatore", che sposta acqua calda in superficie verso Nord e acqua fredda in profondità verso Sud, compiendo una "inversione a U" tra la penisola del Labrador e la Groenlandia meridionale.

Business Insider spiega che la velocità dell'AMOC influisce sul clima dell'emisfero settentrionale. Quando la corrente scorre rapidamente determina un clima caldo e umido. Invece, quando scorre in modo lento e debole è responsabile di un clima freddo. A provocare le variazioni nell'intensità di circolazione è l'equilibrio tra acqua salata e acqua dolce. L'acqua salata è più densa e pesante e va a fondo, mentre quella dolce resta in superficie. Lo scioglimento dei ghiacci sta causando un aumento della percentuale di acqua dolce, con la conseguente ostruzione della corrente.

Nel film di Roland Emmerich, l'AMOC si ferma e causa una serie di stravolgimenti climatici e l'avvento di una nuova glaciazione nell'arco di poche ore. La situazione descritta dalla pellicola è iperbolica e irrealistica. Ma nella realtà, il rallentamento della corrente è effettivamente in corso.

R. Curry, Woods Hole Oceanographic Institution/Science/USGCRP/CC BY 3.0Immagine delle correnti di superficie e profondità nell'Oceano Atlantico
Le correnti di superficie e profondità nell'Oceano Atlantico e le relative temperature

Per approfondire e chiarire l'argomento, Business Insider porta diversi contributi. Secondo una ricerca pubblicata su Nature nel 2018, attualmente l'AMOC registra la più bassa intensità di circolazione degli ultimi 1.600 anni. E un altro studio, condotto dal ricercatore del Dipartimento di Geografia di Cambridge Francesco Muschitiello e pubblicato su Nature Communications nel 2019, mostra che le variazioni nella velocità dell'AMOC sono correlate a improvvisi cambiamenti climatici e li predicono con un "preavviso" di 400 anni.

In base ai dati raccolti da Muschitiello e dal suo team, l'AMOC ha iniziato a indebolirsi 400 anni prima di un raffreddamento climatico avvenuto 13mila anni fa e ha iniziato a diventare più forte 400 anni prima di un riscaldamento del clima avvenuto 11mila anni fa. In entrambi i casi, il cambiamento delle temperature è stato intenso e repentino. Ovvero, è accaduto in un lasso di tempo da 2 a 5 anni (non di poche ore o giorni).

Secondo il ricercatore, è improbabile che l'attuale scioglimento dei ghiacci porti a un evento drammatico come quello che si è verificato 13mila anni fa ed esclude che l'AMOC si arresti. In passato è accaduto, ma perché avvenga di nuovo dovrebbe verificarsi un evento di proporzioni enormi, come lo scioglimento della calotta della Groenlandia nell'arco di pochi giorni.

Un rapporto governativo USA del 2008 ritiene ugualmente impossibile lo stop della corrente nel XXI secolo (pur riconoscendo il suo rallentamento) e uno studio del 2017 osserva che potrebbe verificarsi nell'arco di 300 anni, qualora la concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera raddoppiasse in maniera istantanea dal livello del 1990 (eventualità poco probabile).

20th Century StudiosIl poster di The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo
Il (catastrofico) poster del film The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo

Ma se nella più malaugurata delle ipotesi l'AMOC dovesse fermarsi, non causerebbe una glaciazione immediata come in The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo. D'altra parte, come osserva Francesco Muschitiello, è innegabile che il suo rallentamento ha e avrà degli effetti:

Di sicuro, vedremo molte più condizioni meteorologiche estreme. Nel lungo periodo, l'Europa diventerà sempre più fredda e arida. Nelle zone subtropicali ci sarà un surplus di calore, una condizione strettamente correlata alla formazione degli uragani.

Inoltre, è probabile che l'indebolimento dell'AMOC causerà un innalzamento del livello del mare lungo la costa orientale degli Stati Uniti e una situazione di siccità nell'Africa centrale e occidentale.

I rischi reali e attuali del cambiamento climatico

Come scrive Center for Climate and Energy Solutions, The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo ha "vaghe basi scientifiche". Ma gli eventi atmosferici che nel film si verificano nell'arco di ore sono puro intrattenimento. Nella realtà, i "cambiamenti climatici improvvisi" esistono. Ma con questa definizione, gli studiosi e i ricercatori indicano mutamenti che avvengono nell'arco di decenni o di secoli.

Tuttavia, questo non significa che non siano in corso. Secondo il rapporto Abrupt Impacts of Climate Change: Anticipating Surprises del National Research Council, sono in atto cambiamenti climatici potenzialmente irreversibili, che nell'arco di una ventina d'anni potrebbero influenzare le comunità, la salute, le infrastrutture e la natura e l'ambiente.

Tali mutamenti stanno avvenendo negli oceani, nell'atmosfera, in alcune zone come l'Artico e negli ecosistemi. E gli effetti sono sotto gli occhi di tutti, nell'avanzare della siccità, nelle anomale ondate di calore, nelle tempeste tropicali e negli uragani sempre più frequenti e distruttivi, nello scioglimento dei ghiacci, negli incendi boschivi e nelle precipitazioni più intense e reiterate.

Insomma, "l'alba del giorno dopo" non sarà domani e neppure dopodomani. Ma di certo si avvicina a grandi passi...

"Correnti di superficie e di profondità nell'Oceano Atlantico" usata con licenza CC BY 3.0

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