Wolfsburg è la prima serie italiana horror che porta i lupi mannari in tv

Si può raccontare un tema come l'emigrazione con la chiave del fantastico? La risposta è sì, se dietro un progetto così ambizioso ci sono lo showrunner Stefano Sardo, il regista Davide Marengo e un team internazionale messo insieme da Cross Productions.

Cross Productions Una scena della serie Wolfsburg

Dopo Rocco Schiavone, SKAM Italia e Il Cacciatore, Cross Productions mette a segno un altro colpo. La società di Rosario Rinaldo, in tandem con la compagnia tedesca Beta Film, ha presentato con successo l'innovativa serie Wolfsburg al Berlinale Series Market, il mercato delle serie televisive del Festival di Berlino.

Lo show compie un esperimento unico: portare sullo schermo la prima serie horror italiana capace di unire due temi apparentemente agli antipodi come licantropia ed emigrazione.

Rinaldo presenterà un teaser trailer al prossimo MipTV (il mercato per la co-produzione, l'acquisto, la vendita, il finanziamento e la distribuzione di contenuti di Cannes) e si augura che i 10 episodi (ognuno da 50 minuti) della prima stagione possano presto arrivare al pubblico nostrano. Ma non solo. Il produttore, intervistato da Nick Vivarelli su Variety, spiega che Wolfsburg, girato in italiano e tedesco, ha un autentico respiro internazionale.

La serie racconta la paura per il diverso attraverso il rapporto tra la comunità tedesca e quella italiana e la paura generata dall'immigrazione.

La trama
Gli autori
Gli effetti speciali

La trama

La storia è davvero affascinante: siamo nella Bassa Sassonia degli anni '60. Il boom economico ha reso Wolfsburg il polo dell'industria automobilistica Volkswagen: c'è tanto lavoro da queste parti e parecchi operai arrivano dall'Italia.

Tra questi c'è Rocco, un immigrato calabrese (ad interpretarlo è Giulio Corso) che prima di partire è stato morso da un lupo mannaro. Sbarcato in Germania, non sa di portare questo male con sé e diffonderlo come un virus: ad accorgersene per primi saranno i tedeschi, che non si fanno scrupoli a dare la caccia alla bestia sanguinaria.

Gli autori

Stefano Sardo, lo showrunner di In Treatment, 1992, 1993, e 1994, guida il team di autori, completato da Ilaria Macchia e Giacomo Bendotti.

La regia è di Davide Marengo, ormai uno specialista nel panorama della serialità italiana: ha già diretto Il Cacciatore, Sirene (altra produzione Cross) e la terza stagione di Boris.

Con questo prodotto, Sardo punta a mischiare il cinema italiano post-neorealista (l'autore cita I magliari di Francesco Rosi) con il fantastico di Lasciami entrare e Peaky Blinders. Lo sceneggiatore, in un'intervista a Gabriele Niola su Wired, rivela che la vicenda di Rocco e le sue implicazioni possono arrivare ad un pubblico molto ampio.

Un uomo che vuole essere normale, ma ha un demone dentro che gli cambia l'esistenza e i rapporti con gli altri. Una storia di immigrazione, sul cercare una vita migliore che unisce neorealismo italiano ed espressionismo tedesco.

Gli effetti speciali

Dentro il licantropo che vedremo sullo schermo si "nasconde" il creature performer britannico Benjamin Thomas Haywood. I movimenti della sua testa di lupo sono comandati a distanza da Chris Clarke, specialista in animatronic che vanta in curriculum i design e le meccaniche di Solo e Rogue One, Gli ultimi Jedi e Il risveglio della Forza, Jurassic World e World War Z, V per Vendetta e The Hollow.

La supervisione è dello spagnolo Victor Perez, già al lavoro per gli effetti di Harry Potter e i Doni della Morte, Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare, Il cavaliere oscuro - Il ritorno e Rogue One. Il VFX producer Federico Gnoli (L'amica geniale, Catch-22, Il ragazzo invisibile - Seconda generazione) coordina il lavoro della squadra.

La post-produzione digitale è infine affidata a Frame by Frame, lo studio romano di motion design, vfx e post-produzione che ha recentemente lavorato a Il sindaco del rione Sanità di Mario Martone e Il traditore di Marco Bellocchio.

Il budget complessivo di Wolfsburg è di 28 milioni di euro: la Rai si è già assicurata l'esclusiva per l'Italia, ma Rinaldo cerca altri investitori.

Siamo aperti a tutte le possibilità.

L'augurio è che le riprese possano davvero completarsi ad ottobre 2020, come desidera il produttore.

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