American Beauty: il significato del film e del suo monologo finale

Dreamworks Una scena di America Beauty

L’inizio e la fine di un uomo che prende consapevolezza della vita, del mondo e della sua bellezza. American Beauty è un capolavoro sul senso della vita dietro le apparenze e le infelicità quotidiane.

American Beauty è un film del 1999 di Sam Mendes, vincitore di cinque Premi Oscar.

Kevin Spacey è il protagonista e interpreta un uomo di mezza età la cui vita viene improvvisamente sconvolta dall’incontro con l’amica di sua figlia, una liceale. 

Spacey è Lester Burnham, un uomo di 42 anni la cui vita è apparentemente l’obiettivo raggiunto di qualunque americano della middle class: una villetta, un lavoro, rose accuratamente potate dietro il proprio steccato verniciato alla perfezione.

In realtà Lester, autore per un periodico, è estremamente frustrato e infelice, proprio come la moglie Carolyn, agente immobiliare con la passione del giardinaggio, tanto da coltivare splendide rose nel loro giardino, della varietà American Beauty.

Perché Lester viene ucciso?

Lester viene assassinato con un colpo di pistola nelle ultime scene del film: a ucciderlo è stato il vicino Frank Fitts, ex colonnello in pensione dei Marines, omofobo e autoritario, che ha smascherato la sua avversione agli omosessuali rivelando un’attrazione non corrisposta proprio per il vicino di casa in crisi esistenziale.

In perenne rapporto conflittuale con il figlio Ricky, l'uomo minaccia violentemente il ragazzo, sospettando che abbia una relazione con Lester (a cui invece, in realtà, si limita a vendere marjuana). Per inasprire lo scontro, Ricky sfida l'ex colonnello ammettendo la sua propensione per gli uomini.

La verità è che l'adolescente si è innamorato di Jane, la figlia di Lester, a cui propone di scappare insieme a New York. Dopo aver spiato a lungo il figlio e il vicino di casa, il militare si convince che Lester sia gay e gli fa delle avance, che vengono respinte dall'uomo con garbo.

Impossibilitato a uscire dal recinto di repressione che si è creato, e di costruirsi una libertà sulla verità, l'ex colonnello spara a Lester subito dopo che il vicino ha congedato Angela, rinunciando a vivere l'avventura sessuale con lei dopo che la ragazza ha confessato di essere vergine.

DreamWorksFrank Fitts in una scena di American Beauty
Il vicino Frank

Il monologo finale di American Beauty

American Beauty segue la struttura della ring composition. A inizio e fine, troviamo un monologo di Lester. La fine non è che un prolungamento dell'inizio, ma con un quid in più.

All’inizio Lester avvisa lo spettatore, assecondando il patto finzionale e anticipando deliberatamente il finale della sua vicenda, che “tra meno di un anno sarà morto”.

Alla fine, quando recita l’ultimo monologo, è morto.

Ho sempre saputo che ti passa davanti agli occhi tutta la vita nell'istante prima di morire. Prima di tutto, quell'istante non è affatto un istante: si allunga, per sempre, come un oceano di tempo. Per me, fu... lo starmene sdraiato al campeggio dei boy scout a guardare le stelle cadenti; le foglie gialle, degli aceri che fiancheggiavano la nostra strada; le mani di mia nonna, e come la sua pelle sembrava di carta. E la prima volta che da mio cugino Tony vidi la sua nuovissima Firebird. E Janie, e Janie... e Carolyn. Potrei essere piuttosto incazzato per quello che mi è successo, ma è difficile restare arrabbiati quando c'è tanta bellezza nel mondo. A volte è come se la vedessi tutta insieme, ed è troppa. Il cuore mi si riempie come un palloncino che sta per scoppiare. E poi mi ricordo di rilassarmi, e smetto di cercare di tenermela stretta. E dopo scorre attraverso me come pioggia, e io non posso provare altro che gratitudine, per ogni singolo momento della mia stupida, piccola, vita. Non avete la minima idea di cosa sto parlando, ne sono sicuro, ma non preoccupatevi: un giorno l'avrete. 

Nel film American Beauty, nel giro di poco meno di un anno, Lester compie un percorso. Si rende conto della necessità di togliersi di dosso di quello che, un tempo, riteneva importante ma che si è rivelato solo illusorio: una carriera inesistente, costellata di ansie, fallimenti e frustrazioni (il licenziamento è alle porte), una famiglia intesa come slogan borghese ma al cui interno, dopo i primi anni di felicità, hanno cominciato ad annidarsi le crepe, una malsana ossessione per la facciata della casa, una deriva verso il sottoprodotto corrotto dell’American Dream, destinato a soccombere in una intermittente palude di infelicità quotidiana.

Alla fine, dopo essersi liberato del lavoro, delle sovrastrutture, dei dogmi autoimposti, di una scala di priorità convenzionalmente stabilita, Lester è pronto a spiccare il volo. E, mentre sta morendo, quello che lo consola, nonostante la dipartita prematura, è il fatto di essere riuscito ad afferrare spicchi di bellezza, una bellezza in grado di salvare il mondo: le stelle cadenti al campeggio, la Firebird del cugino, la figlia appena nata. 

La vita è spesso squallida, spesso alienante, ma il bilancio è positivo. Un bilancio di gratitudine, di appagamento, di soddisfazione per aver vissuto. La confessione più bella, l'inno all'esistenza.

Scegliete la vita, perché la vita è bellezza.

Dreamworks - WaffleGIFUna scena di American Beauty
Raggiungere la bellezza (e tornare indietro)

Il significato di American Beauty

Quello di Lester è un percorso catartico. Si può paragonare a Platone, al celebre mito della caverna, alle ombre. Lester alla fine non è lo stesso Lester dell’inizio. In lui si mette in moto una trasformazione – o meglio, una presa di consapevolezza – violenta, che parte da momenti onirici, dalle visioni della giovane Angela immersa in un bagno di petali di rose.

Prima si muoveva nella caverna e scrutava ombre. Dopo, riesce a vedere.

Non si sa come e quando i sogni diventano grigi e le prospettive s’infrangono. Uno si illude di avere tutto quello che voleva, ma poi si ritrova nel nulla, con un’esistenza mediocre, sprofondata nelle nervosi, negli incubi e nei deliri.

Non c’è niente di esaltante nella vita del 42enne Lester: non lo è la moglie, perfetta “Bree Van De Kamp ante-litteram”, che ama sparare, abbinare i colori e coltivare i fiori (e che ha una relazione segreta sesso & pistole con un collega). Non lo è la figlia Jane, che “una volta era felice” ma oggi è insicura e malinconica, sempre pensierosa e arrabbiata, pronta a fuggire con il suo primo amore, consapevole di essere (e avere) l’unico granello di purezza rimasto. Sarà destinata a corrompersi anche lei? È probabile.

DreamworksUna scena di American Beauty
Catturare le immagini

L’arco di evoluzione di Lester termina con la morte, ma simbolicamente noi la vediamo come una rinascita a nuova vita. L’infatuazione elementare per Angela porta il delirio dell’inconscio nella vita del protagonista come uno scossone: deve cambiare tutto, deve vivere in un altro modo, liberarsi del lavoro, provare a essere felice. 

Una parte del monologo finale…

Il cuore mi si riempie come un palloncino che sta per scoppiare. E poi mi ricordo di rilassarmi, e smetto di cercare di tenermela stretta.

può parafrasare anche la cotta per Angela, motore propulsivo di un cambiamento ma pronta a risolversi nel nulla, quando la ragazza, rivelando di essere vergine e altrettanto infatuata, fa scoppiare quel palloncino in una bolla d’aria. Lester si sveglia e prende consapevolezza della tangibilità della bellezza

È quella bellezza, come un’ondata con moto perpetuo, a travolgerlo. 

DreamworksKevin Spacey in American Beauty
La presa di consapevolezza di Lester

E il momento della fine è pacificatorio. Lester si sente in credito con il mondo (nonostante la frustrazione, nonostante l’infelicità, nonostante i problemi matrimoniali e genitoriali) per essere riuscito a cogliere qualche goccia di bellezza. Una bellezza che trascende le apparenze che nascondono il marcio, e dietro quel marcio stesso riesce a risplendere con tutto il proprio ardore.

Che ne pensate? Vi è piaciuto questo film?

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