Apple pagherà fino a 500 milioni di dollari per aver rallentato i vecchi iPhone

iPhone con batterie deteriorate e prestazioni frenate intenzionalmente via software. Apple patteggia per una class action in USA mettendo sul piatto 500 milioni di dollari.

Apple Tim Cook (destra) presenta iPhone 6s e 6s Plus all'evento Apple di settembre 2015

La mancanza di trasparenza costa cara ad Apple. Il gigante californiano pagherà fino a 500 milioni di dollari per chiudere definitivamente una class action negli Stati Uniti avviata nel 2017 dopo la scoperta di una funzionalità 'segreta' di iOS.

Parliamo del Batterygate, ovvero di un rallentamento intenzionale di alcuni modelli di iPhone con batterie particolarmente deteriorate che - prima del rilascio di iOS 10.2.1 - erano motivo di improvvisi spegnimenti. Con l'aggiornamento Apple risolse apparentemente il problema, ma lo fece riducendo drasticamente le prestazioni degli smartphone interessati. Il tutto avvenne all'insaputa degli utenti, spinti in questo modo ad acquistare un nuovo dispositivo quando invece avrebbero potuto semplicemente optare per la sostituzione della batteria.

Al tempo l'azienda di Tim Cook chiese ufficialmente scusa ai suoi clienti, aggiornò il software con strumenti utili per la gestione delle performance e applicò uno sconto al costo per la sostituzione della batteria (in Apple Store, ovviamente). Un mea culpa necessario per cercare di limitare i danni all'immagine di un brand così amato e popolare ma che non impedì il sorgere della class action alimentata da utenti ingannati e delusi.

AppleImmagine stampa di iPhone 6
iPhone 6, presentato il 9 settembre 2014 a Cupertino

A distanza di più di due anni la querelle sembra sia sul punto di risolversi. Con il patteggiamento Apple pagherà ai consumatori 25 dollari per ogni iPhone 6, 6 Plus, 6s, 6s Plus, 7, 7 Plus ed SE con iOS 10.2.1 (o successivo) rimasto vittima di una pratica evidentemente scorretta. Il risarcimento, tuttavia, è previsto solo per coloro che utilizzavano un iPhone con iOS 10.2.1 - o iOS 11.2 su iPhone 7 e 7 Plus - prima del 21 dicembre 2017.

L'accordo sulle cifre (con un minimo di 310 milioni di dollari) deve ora essere approvato dal giudice Edward Davila di San Jose, California. I legali dei querelanti lo hanno definito 'equo, ragionevole ed adeguato' (via iDB). Siete dello stesso parere?

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