La concessione del telefono, tutto quello che c'è da sapere sul TV movie dal romanzo di Camilleri

Rai Fiction / Palomar / Paolo Ciriello Fabrizio Bentivoglio e Alessio Vassallo in una scena di La concessione del telefono

Fa parte della collection C'era una volta Vigata, è diretto da Roan Johnson e ha per protagonista Alessio Vassallo: con lui nel cast spiccano Thomas Trabacchi, Dajana Roncione, Federica De Cola, Fabrizio Bentivoglio e persino Corrado Guzzanti.

Dopo il successo dei due nuovi capitoli della saga del Commissario Montalbano, Salvo amato, Livia mia e La rete di protezione, Rai 1 punta a calamitare milioni di italiani davanti allo schermo con altro TV movie firmato Andrea Camilleri: La concessione del telefono.

La terza avventura della collection C'era una volta Vigata (le prime due sono quelle di La mossa del cavallo e La stagione della caccia) arriva in prima visione sull'ammiraglia Rai lunedì 23 marzo 2020 e promette un giallo appassionante tra i consueti colori vivaci dell'immaginaria cittadina siciliana.

Ecco tutto quello che c'è da sapere sul film tratto dal romanzo omonimo di Camilleri (edito come sempre da Sellerio Editore) e prodotto da Rai Fiction e Palomar.

La trama

La concessione del telefono è ambientato nella Vigàta di fine Ottocento e racconta la storia di Pippo Genuardi (Alessio Vassallo), un commerciante di legnami spiantato e maldestro, donnaiolo e con il fiuto per le novità, ma soprattutto dotato di un talento più unico che raro: l'arte di cacciarsi nei guai.

Rai Fiction / Palomar / Paolo CirielloAlessio Vassallo in una scena del TV movie La concessione del telefono
Alessio Vassallo è Pippo Genuardi

Pippo è sposato con Taninè Schilirò (Federica De Cola), la figlia dell'uomo più ricco di Vigàta, eppure non si accontenta del benessere conquistato: da qualche tempo pretende la concessione di una linea telefonica privata.

Rai Fiction / Palomar / Paolo CirielloFederica De Cola e Dajana Roncione in una scena del TV movie La concessione del telefono
Taninè e Lillina

Una diavoleria nella Sicilia regia, tradizionalista e chiusa al nuovo dell'epoca, che prevede lunghe pratiche, indagini accurate e un fiume di documenti ufficiali per fornire l'allaccio desiderato.

Genuardi decide allora di mettere in atto una singolare strategia: invia tre lettere – "tre piccole palle di neve che, rotolando piano piano, diventeranno una valanga" – al prefetto paranoide e complottista Marascianno (Corrado Guzzanti).

Rai Fiction / Palomar / Paolo CirielloCorrado Guzzanti in una scena del TV movie La concessione del telefono
Il prefetto Marascianno

Da qui, inizia una serie di tragicomiche vicissitudini che porteranno Pippo a confrontarsi con le inadeguatezze dello Stato post-unitario, la corruzione dei funzionari pubblici locali e le spire della Mafia.

Il cast

Vassallo è il protagonista nei panni di Pippo Genuardi: oltre a De Cola e Guzzanti (che è sempre un piacere ritrovare sullo schermo), il cast del film TV è davvero ricco. Thomas Trabacchi interpreta Monterchi, il questore venuto dal Nord che osserva sbigottito e impotente il dipanarsi impazzito degli avvenimenti.

Rai Fiction / Palomar / Paolo CirielloThomas Trabacchi in una scena del TV movie La concessione del telefono
Il questore Monterchi

Corrado Fortuna è Sasà La Ferlita, un vecchio amico di Pippo che rischia di essere tradito da Genuardi per la sua ossessione.

Rai Fiction / Palomar / Paolo CirielloCorrado Fortuna in una scena del TV movie La concessione del telefono
Sasà La Ferlita

Fabrizio Bentivoglio indossa gli abiti (e imbraccia il fucile) di Don Lollò Longhitano, un uomo "di rispetto" al quale Pippo si rivolge e che ben presto comincia a dubitare della sua buona fede.

Rai Fiction / Palomar / Paolo CirielloFabrizio Bentivoglio in una scena del TV movie La concessione del telefono
Don Lollò Longhitano

Il parterre di attori e attrici è completato da Dajana Roncione (Lillina), Ninni Bruschetta (Padre Macaluso), Michele Di Mauro (l'avvocato Russotto), Antonio Alveario (Nenè Schilirò, il padre di Taninè), Sergio Vespertino (il vice-Prefetto Parrinello), Emmanuele Aita (Giacomo La Ferlita), Alessandro Schiavo (il delegato Portera), Francesco Brandi (il tenente Lanza‐Turò) e Giuseppe Provinzano (Calogerino).

Il regista

La concessione del telefono è diretto da Roan Johnson, che è anche l'autore della sceneggiatura con Andrea Camilleri e Francesco Bruni. Johnson, classe 1975, è il regista pisano (di natali londinesi) che ha esordito con l'episodio Il terzo portiere del film collettivo 4-4-2 - Il gioco più bello del mondo e l'opera prima I primi della lista, ispirato all'incredibile storia vera di Pino Masi, il cantautore anarchico che nel 1970 mise in atto un curioso piano di fuga dall'Italia, vittima (secondo i suoi informatori) di un golpe militare.

Rai Fiction / Palomar / Paolo CirielloRoan Johnson sul set del TV movie La concessione del telefono
Roan Johnson sul set

Johnson ha già diretto numerosi episodi della serie TV I delitti del BarLume ed è stato in Concorso al Festival di Roma e alla Mostra di Venezia con due commedie: Fino a qui tutto bene (il racconto ironico e malinconico degli ultimi giorni da universitari di cinque studenti) e Piuma, divertente racconto di formazione (su una coppia di 18enni, Blu Yoshimi e Luigi Fedele, alle prese con la nascita di un figlio) non capito dalla stampa italiana, che al Lido ha riso a crepapelle e applaudito in sala e l'ha poi stroncato nelle recensioni.

Il regista toscano si è avvicinato con doveroso rispetto al materiale di Camilleri, che ha descritto come un "j'accuse sarcastico contro le storture e le contraddizioni della Sicilia e forse dell'Italia intera".

La storia è una sorta di bomba ad orologeria nascosta sotto un tavolo, di cui il lettore e lo spettatore possono solo intuire la presenza. E anche gli stessi personaggi e prima di tutto Pippo Genuardi non ne sentono il ticchettio, che aumenta di scena in scena. Pensano di essere più 'sperti di molti, ma quando capiranno di essere più scemi di altri sarà troppo tardi.

Le parole di Camilleri

Camilleri ha concepito il suo romanzo come un implacabile meccanismo satirico sulla stupidità umana (istituzionale, amministrativa, burocratica, perfino sentimentale), nato nell'estate del 1995 dal reale ritrovamento tra le sue vecchie carte di un decreto ministeriale, che è diventato la miccia dalla quale far esplodere l'intricata vicenda di Pippo.

Nei limiti del possibile, essendo questa storia esattamente datata, ho fedelmente citato ministri, alti funzionari dello stato e rivoluzionari col loro vero nome (e anche gli avvenimenti di cui furono protagonisti sono autentici). Tutti gli altri nomi e gli altri fatti sono invece inventati di sana pianta.

D'altronde lo scrittore di Porto Empedocle l'ha sempre ammesso: La concessione del telefono è uno dei suoi titoli preferiti e l'ha pure portato in scena allo Stabile di Catania con la regia di Giuseppe Dipasquale e Francesco Paolantoni protagonista. "Ero in uno stato di grazia quando lo scrissi – confessò Camilleri al Quotidiano Nazionale – e lo ritengo uno dei miei romanzi più riusciti".

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