We Summon the Darkness, il trailer dell'horror heavy metal con Alexandra Daddario

L'horror comedy di Marc Meyers si presenta: riff metal, idiozia redneck e ammiccamenti al Satanic Panic, e nel cast c'è pure Johnny Knoxville versione predicatore televisivo.

We Summon the Darkness, a giudicare dalle prime immagini, sembra un film divertentissimo. Sarà perché fa venire in mente certi cult movie degli anni '80 come Morte a 33 giri, Black Roses o Rock 'n' Roll Nightmare.

Saban Films ha lanciato il trailer ufficiale, che potete vedere in apertura di questo articolo per rendervi conto di che cosa stiamo parlando: un horror heavy metal diretto da Marc Meyers (già regista del biopic My Friend Dahmer, dedicato al serial killer Jeffrey) su copione di Alan Trezza, lo sceneggiatore di Burying the Ex di Joe Dante.

Il film è passato in vari festival specializzati – il Fantastic Fest di Austin, lo spagnolo Festival de Cine de Terror di Molins, il polacco Splat!FilmFest – e arriva in streaming on demand e HD dal 10 aprile 2020.

Alexandra Daddario, la star di True Detective, Non aprite quella porta 3D e Baywatch, forma il trio di bellezze mozzafiato protagoniste, completato da Maddie Hasson (Il risolutore, Impulse) ed Amy Forsyth (Channel Zero, Rise, The Path).

Saban FilmsAmy Forsyth, Alexandra Daddario e Maddie Hasson in una scena di We Summon the Darkness
Beverly, Alexis e Val

Le tre sono Alexis, Val e Beverly, amiche che si imbarcano per un viaggio on the road in direzione di un mega festival heavy metal. Quando conoscono tre ragazzi brillanti che come loro amano divertirsi, Ivan (Austin Swift), Kovacs (Logan Miller) e Mark (Keean Johnson), decidono di organizzare un afterparty nella casa di campagna di Alexis: un luogo sperduto e isolato, che si trasforma ben presto nello scenario perfetto per culti e rituali satanici. Già, perché siamo negli Stati Uniti del 1988 e il Satanic Panic è al suo culmine, fomentato da personaggi singolari come il pastore televisivo John Henry Butler (Johnny Knoxville).

La formula sulla quale si regge We Summon the Darkness non pare mostrare una spiccata originalità. Il taglio che Meyers sembra darne, però, è tutto da ridere, almeno per chi ama l'umorismo nero, perché la successione di battute e gag, almeno in questi 108 secondi, è davvero esilarante. Lo conferma il regista stesso, in un'intervista concessa a Entertainment Weekly.

La mente creativa di Alan Trezza ha partorito uno script molto divertente. Quando l'ho letto, ho subito pensato che sarebbe stato il film perfetto da fare dopo My Friend Dahmer: è spassoso, sanguinario, selvaggio e senza soste. È stata la prima volta che ho lavorato con la pirotecnica, gli effetti speciali, gli stunt e un mucchio di coltelli. Adesso non vedo l'ora di avere più opportunità in futuro per portare colori e azione del genere sullo schermo.

I critici che hanno visto We Summon the Darkness ai festival hanno apprezzato: Anton Bitel di Sight and Sound ha scritto di un horror che "ribalta costantemente i pregiudizi convenzionali (e i cliché cinematografici) di genere, classe e religione", mentre Meagan Navarro di Bloody Disgusting l'ha descritto come il perfetto "midnight movie pieno di personaggi resi bene, caos metallaro, sacrifici di sangue e un sacco di divertimento".

D'altronde il mix Alexandra Daddario, heavy metal e satanismo non può certo lasciare indifferenti.

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