Patty Jenkins svela perché lasciò la regia di Thor: The Dark World

Marvel Studios Una scena di Thor: The Dark World

In un'intervista a Vanity Fair la regista di Wonder Woman ha raccontato il retroscena del suo addio alla regia del cinecomic Marvel.

Non puoi fare un film in cui non credi. La pensa così Patty Jenkins, regista di Wonder Woman e del suo sequel ambientato nel 1984, la cui uscita è di recente slittata a fine estate a causa dell'emergenza Coronavirus.

In un'intervista rilasciata a Vanity Fair, la cineasta classe '71 non ha nascosto tutta la propria soddisfazione per il successo dello stand-alone dedicato all'amazzone Diana Prince impersonata da Gal Gadot, film che ha in qualche modo sdoganato la presenza femminile dietro la macchina da presa di un cinecomic (un po' come quando Kathryn Bigelow smise di far storcere il naso al binomio "regista donna/action movie", erano i primi anni '90).

Il cinecomic targato Warner Bros. si è infatti rivelato il maggiore incasso di sempre tra i film diretti da una donna. Un successo in qualche modo figlio di una sliding doors di cui ha avuto modo di parlare la stessa Jenkins e che riguarda sempre un film di supereroi, stavolta dei rivali Marvel, ossia Thor: The Dark World.

Patty Jenkins sarebbe potuta diventare la prima regista donna a dirigere un cinecomic già nel 2013, anno di uscita del sequel di Thor. Venne ingaggiata un anno e mezzo prima (nel 2011). Purtroppo - o per fortuna, visto come sono andata poi le cose per lei - abbandonò dopo soli 3 mesi la regia di Thor: The Dark World per divergenze creative con gli studios.

Jenkins ha ricordato così quella decisione:

Non credevo di poter realizzare un buon film partendo dalla sceneggiatura che stavano mettendo a punto. Penso che sarebbe stato un grosso problema e alla fine mi avrebbero dato tutti addosso, ritenendomi l'unica responsabile di un flop. Ci sarebbero state reazioni del tipo: 'Oh mio Dio, questa tizia l'ha diretto e ha sbagliato tutto il possibile'. È stata l'unica volta nella mia carriera in cui ho pensato che qualcun altro potesse dare più di me. Perché non puoi fare film in cui non credi. L'unico motivo per farlo sarebbe dimostrare alle persone che saresti in grado di riuscirci. Ma non avrei dimostrato un bel niente se avessi floppato. Non penso che avrei avuto un'altra possibilità. E quindi, sono soddisfatta della decisione che ho preso.

Una riflessione senza ombra di sarcasmo o rancore, quella fatta dalla Jenkins, che ha speso parole al miele per i Marvel Studios: "Posso dire solo cose positive della Marvel. Mi hanno offerto la regia di un cinecomic quando non era di moda farlo. Hanno creduto in me dandomi la possibilità di girare il sequel di Thor". In chiusura, la regista di Wonder Woman 1984 ha elogiato il lavoro di Taika Waititi: "Adoro Thor: Ragnarok!".

      Cerca