Unorthodox e Califfato: storie di donne e integralismo religioso

Entrambe ispirate a storie vere, Unorthodox e Califfato raccontano l'integralismo religioso sotto il punto di vista delle donne protagoniste.

Netflix Unorthodox: un'immagine della serie Netflix

In questi giorni in cui siamo costretti all'auto-isolamento, ci sono due serie TV che meritano di ricevere attenzione e che assicurano il binge-watching.

Unorthodox e Califfato sono approdate da qualche settimana su Netflix, ma hanno già fatto parlare di sé. Ciascuna a modo loro. La prima è tratta all'autobiografia di Deborah Feldman e racconta la storia di una giovane in fuga dalla sua comunità ultra ortodossa; la seconda segue tre storie di donne legate dal filo sottile del califfato islamico.

Entrambe parlano di fondamentalismo religioso e della sua tossicità, ma il tutto è visto attraverso l'inedito punto di vista femminile. C'è chi fugge dalla propria comunità, in cerca di una nuova vita; c'è invece chi si radicalizza, in cerca di un'identità che la rappresenti. 

Unorthodox e Califfato: religione, shari'a e oltre

Da una parte l'ultra ortodossia, dall'altra l'ISIS. Due pensieri estremisti che illustrano un mondo così lontano da noi occidentali. 

Unorthodox racconta la storia della giovane Esther "Esty", che fugge da New York a Berlino, delusa dal suo matrimonio combinato e dalla comunità in cui vive. La serie Netflix, narrata in tre lingue (inglese, tedesco e yiddish) esplora l'ebraismo ortodosso, rinnovamento spirituale su cui si basa il movimento chassidista, a trecentosessanta gradi.

A pochi passi dalla scintillante e rumorosa New York, esiste un microcosmo che vive seguendo e rispettando diverse regole rigide e anguste. La serie sottolinea il rapporto arcaico tra uomo e donna, e come esso influenzi il ruolo della moglie all'interno della famiglia. 

Califfato è invece una storia di lenta radicalizzazione che intreccia le vicende di tre personaggi femminili, il cui destino è legato a un attentato terroristico in Svezia. La serie è ambientata in un periodo storico molto preciso. Siamo nel 2015, i Paesi del mondo arabo sono in tumulto e stanno rispondendo alla "primavera araba" (l'insieme di proteste e rivolte che ha coinvolto il mondo arabo alla fine del 2010). È anche l'anno in cui il proclamato Stato Islamico è in piena espansione territoriale ed è alla continua ricerca di aspiranti reclute. Non solo combattenti uomini: anche molte donne verranno arruolate.

In questo complicato mosaico si sviluppano tre storie. C'è Pervin, musulmana svedese che ha seguito suo marito, un combattente dell'Isis a Raqqa, in Siria, dove cerca di sopravvivere con suo figlio piccolo. Poi c'è Sulle, una giovane studentessa che reclama la sua indipendenza perché sente di non riuscire a comprendere a pieno la shari'a (la cosiddetta Legge di Dio, ossia un complesso di regole comportamentali utili per la condotta morale, giuridica e religiosa). E poi Fatima, una poliziotta talentuosa e ambiziosa, misteriosamente ostacolata nel suo tentativo di rimpatriare Pervin, che vuole fuggire dalla Siria e tornare in Svezia.

Unorthodox e Califfato: storie di donne in fuga

Le donne protagoniste di queste due serie Netflix sono alla ricerca di un modo per ricominciare la propria vita, fuggendo da una realtà scomoda e che capiscono solo in parte.

NetflixEsty e suo marito Yanky in una scena chiave di Unorthodox

In Unorthodox, inizialmente Esty accetta di sposarsi perché crede che sia la cosa giusta. Dopo la fallita prima notte di nozze, imparerà che l'amore e il sesso non sono come li aveva immaginati. La donna è nata per adempiere ai suoi obblighi coniugali, nient'altro. Il divieto di leggere la Torah (privilegio destinato ai soli uomini) e il tagliarsi i capelli sono sono due degli obblighi a cui deve sottostare. Esasperata, grazie alla complicità di un'amica, Esty riesce a scappare da una prigionia che le impedisce di vivere come vorrebbe, trovando a Berlino la gioia di avere degli amici, realizzare i suoi sogni e scoprire il vero significato dell'amore.

"Questo non è il vero Islam." "E tu che ne sai? Non sei musulmano." Anche Sulle, una delle protagoniste di Califfato è in fuga. La sua voglia di libertà è però religiosa: pratica una fede che non capisce fino in fondo. Si lascia quindi affascinare da uno straniero, in realtà giunto in Svezia per reclutare nuovi volontari devoti all'Isis, e lentamente si allontana dalla famiglia per abbracciare una battaglia che crede sia giusta.

NetflixUna scena di Califfato, serie Netflix

La fuga di Pervin è quella per la sopravvivenza. La donna vuole abbandonare un luogo minacciato giornalmente dal terrorismo e tornare nel luogo natio insieme a suo figlio. Pervin è divisa tra paura e coraggio, tra il tradire il marito e il fare la cosa giusta.

Unorthodox e Califfato riflettono su una situazione socio-politica ancora attuale, ma lo fanno attraverso il coraggio di alcune donne, segno che una rivoluzione è già in atto.

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