Yellowstone: il grandioso doppio finale di stagione

Una grande serie non poteva che regalarsi uno strepitoso finale di stagione. Gli ultimi due episodi di Yellowstone 1, la serie con Kevin Costner, sono andati in onda su Sky Atlantic. Ecco cosa ci hanno insegnato.

Yellowstone ci ha regalato una prima, grandiosa stagione. La serie con Kevin Costner, anche produttore, in prima visione su Sky Atlantic, venerdì si è conclusa con un doppio finale di stagione all'altezza delle aspettative.

Gli ultimi due episodi ci hanno raccontato, come sempre, eventi passati e presenti.

Abbiamo scoperto la storia di Rip (Cole Hauser), che gestisce tutti i lavoratori nel ranch di John Dutton (Kevin Costner).

Braccio destro di John, Rip ha mostrato fin dal primo episodio di essere pronto a fare qualunque cosa - incluso uccidere a sangue freddo - per l'uomo che gli ha regalato una seconda vita.

Il marchio del riscatto

La controversa questione dei "marchiati", come vengono definiti nella serie, trova un approfondimento negli ultimi due episodi di questa prima stagione.

Sappiamo che John, e il padre prima di lui, segue la tradizione famigliare secondo la quale chi si macchia di un crimine ottiene una seconda chance allo Yellowstone Ranch.

L'occasione di lasciarsi il passato alle spalle, di avere un lavoro, un tetto sopra la testa e una nuova famiglia: gli altri che, prima di lui, hanno ricevuto il marchio.

Il marchio sembra l'emblema del crimine di cui chi lo porta si è macchiato, ma in realtà rappresenta il contrario: è un simbolo di protezione.

Da una parte è il prezzo da pagare per entrare a far parte della famiglia dello Yellowstone, dall'altro è una dimostrazione di fiducia: chi lo accetta, promette di essere fedele a Dutton e tutta la sua famiglia, al ranch e agli altri marchiati.

E quando ora, nel presente, Rip si trova nei guai dopo aver ucciso (per legittima difesa, noi lo sappiamo) un orso protetto e aver perso due turisti che secondo la polizia potrebbe aver fatto fuori perché testimoni, il passato torna prepotentemente nella storia di due uomini il cui destino è ormai legato a doppio filo.

Ricominciare

Non a caso, la storia del marchio come occasione per iniziare una nuova vita si accosta alla storia di Monica (Kelsey Asbille) che, dopo l'intervento al cervello, non riconosce più il marito Kacey (Luke Grimes). Intendiamoci: sa bene chi sia, ma lo vede con occhi diversi.

Mentre affronta una dolorosa riabilitazione, senza alcuna garanzia di successo, Monica decide di andare a vivere con suo nonno, lasciando Kacey. Il quale, tornando a casa, la trova devastata: qualcuno ha fatto irruzione e distrutto tutto. Perché? Lo sappiamo già: il drone. Quello scheletro, il "dinosauro di Tate" trovato scavando, li ha attirati e spinti a rivoltare tutto. Li chiamano cacciatori di tesori.

E mentre Monica prova a iniziare una nuova vita, Kacey si prepara a mettersi di nuovo nei guai. Come ogni giorno, del resto...

Sappiamo che Kacey non potrà mai ricominciare davvero, se non lo vuole. Odia suo padre ed è l'unico fra i suoi figli naturali a portare il marchio.

L'eccezione alla regola: il suo indica che ha disubbidito a John Dutton una volta di troppo.

Politica e insegnamenti

John Dutton è il vero male di questo Paese. Un politico ricco e spietato che infrange le sue stesse regole per diventare ancora più ricco.

Le parole della giornalista Sarah Nguyen (Michaela Conlin) sovrastano il complotto di Dan Jenkins (Danny Huston) e del nemico di sempre di Dutton, il capo della Riserva Thomas Rainwater (Gil Birmingham), ci spingono verso la resa dei conti finale.

Mentre Jamie (Ben Richardson) lotta per farsi eleggere procuratore generale, trascurando John che la prende così male da picchiarlo e costringerlo a ritirarsi, Beth (Kelly Reilly) fa di tutto per distruggere Jenkins.

La famiglia più disfunzionale d'America, che fa sembrare i Logan di Succession persone equilibrate, ci ha insegnato molte cose.

Che chi perde un genitore da giovane - magari sentendone la responsabilità come nel caso di Beth - rimane bloccato: smette di crescere, come intrappolato nell'età che aveva ai tempi del trauma.

Che il passato tormenta tutti, ma non lascia tornare indietro: Walker (Ryan Bingham), l'ultimo arrivato, ormai è marchiato e non potrà mai cancellare il marchio.

Che mettersi contro i ricchi e i potenti è un gioco pericoloso per tutti. Perfino per i loro figli.

Che non esiste potere senza politica e politica senza potere.

Che in politica nessuno gioca pulito. Mai.

E che la natura non può essere piegata ai nostri desideri senza ribellarsi. Non può e non deve.

Leggi anche

      Cerca