Band of Brothers: la storia vera, i numeri, gli incidenti sul set

Una storia vera. Un duro addestramento per il cast. Gli incidenti sul set. Gli anni per la realizzazione. Ecco tutti i segreti di Band of Brothers, la war series di Steven Spielberg e Tom Hanks su SkyAtantic Maratone.

Il 20 aprile dalle 13.00 SkyAtlantic Maratone (canale 111 di Sky) propone tutti gli episodi di Band of Brothers e The Pacific, le due miniserie di guerra firmate da Steven Spielberg e Tom Hanks.

I 10 episodi di Band of Brothers saranno seguiti dai 10 di The Pacific, la cui maratona inizierà a partire dalle 23.20.

Per prepararci a questi imperdibili appuntamenti, iniziamo a scoprire insieme tutti i segreti di Band of Brothers: la storia vera, la produzione televisiva più costosa e impegnativa mai realizzata, il cast, le curiosità e gli incidenti sul set.

In attesa di rivedere gli episodi tutti d’un fiato, per riapprezzare il capolavoro TV di Steven Spielberg.

Band of Brothers: una storia vera

Incentrata sulla storia della Compagnia Easy, 101° Divisione Aerotrasportata dell’esercito degli Stati Uniti, dall’inizio dell’addestramento al D-Day sulla spiaggia di Utah Beach, alla fine della guerra.

La storia è bastata sul libro dello storico Stephen Ambrose: Banda di fratelli, con le storie degli uomini della Compagnia Easy passati alla storia per aver preso parte al D-Day, il 6 giugno del 1944, a Utah Beach.

Minatori, pescatori, boscaioli e agricoltori, oltre a quale studente universitario, si ritrovarono insieme, da un giorno all’altro, per entrare a far parte di una guerra che avrebbe segnato per sempre le loro vite e quelle delle loro famiglie.

Il punto di vista di Ambrose si concentra sul senso di appartenenza e vicinanza che aveva trasformato prefetti estranei, di età e provenienza diverse, in una famiglia: una banda di fratelli, appunto.

Attraverso i loro occhi, Band of Brothers ci racconta le drammatiche, toccanti e sconvolgenti storie di uomini comuni trasformati in assassini e bersagli del nemico da una catena di comando impegnata a gestire un numero di soldati talmente grande da perdere di vista la loro individualità e, in qualche caso, anche la loro umanità. 

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La miniserie e l’accuratezza storica

Prodotta da Steven Spielberg e Tom Hanks, che avevano già lavorato insieme al war movie di Spielberg: Salvate il soldato Ryan (1998) premiato con 5 Oscar e 2 Golden Globes, Band of Brothers vide la luce grazie alla co-produzione di HBO - che credeva fortemente nel progetto - nel settembre del 2001.

Stephen Ambrose scrisse tutti e 10 gli episodi insieme a Tom Hanks (anche regista), e ad altri sceneggiatori di grande talento, fra cui Graham Yost (Speed, Il castello, Justified) e Bruce C. McKenna (The Pacific, Six).

Il cast di questa serie corale vedeva la partecipazione e il grande impegno di molti attori noti e amati dal pubblico, e di volti spesso icone del piccolo e del grande schermo.

Damian Lewis (Homeland), David Schwimmer (Friends), Ron Livingston (Boardwalk Empire), Donnie Wahlberg (Blue Bloods), Scott Grimes (The Orville), Michael Fassbender (Alien: Covenant), Michael Cudlitz (The Walking Dead), Neal McDonough (Suits), Kirk Acevedo (Oz), Jason O’Mara (L'uomo nell'alto castello), Simon Pegg (L’alba dei morti dementi), Colin Hanks (Fargo), James McAvoy (Split), Frank John Hughes (I Soprano, 24), Tom Hardy (Taboo) e il noto presentatore Jimmy Fallon, guest star in un episodio.

Premiata ai Golden Globes come migliore miniserie, Band of Brothers ha richiesto un budget di oltre 125 milioni di dollari - all’epoca non proprio da tutti, per una produzione televisiva: la più costosa di sempre - e ha puntato tutto sulla verosimiglianza: Steven Spielberg, Tom Hanks e Stephen Ambrose hanno sottoposto le sceneggiature ai veri sopravvissuti della Easy Company per ottenere la loro approvazione e apportare le correzioni a eventuali imprecisioni storiche.

Un lavoro accurato che è sfociato in una miniserie ad alta tensione drammatica, ricca di preziosi riflessioni sull’orrore della guerra e sui sentimenti di chi, da un giorno all’altro, è costretto ad abbandonare la propria casa e i propri cari per entrare a far parte di un evento che, a patto di sopravvivergli, lo cambierà per sempre.

Una realizzazione impegnativa

Il cast artistico e tecnico di Band of Brothers, data l’importanza di rendere onore ai veri partecipanti a quelle drammatiche esperienze, venne sottoposto a un tour de force.

Oltre 500 personaggi con battute, 1200 comparse, riprese estenuanti anche per 14 ore consecutive, con gli attori che si mettevano a dormire fra un ciak e l’altro negli angolini liberi sul set e un realistico (e severo) addestramento militare rigorosamente fedele ai mezzi e ai modi dell’epoca.

Gli attori hanno dovuto calarsi nei panni di uomini che negli anni ’40 non avevano altro modo per mantenere i contatti con casa che lettere la cui ricezioni non era mai sicura. Le odierne comodità, la tecnologia e l’equipaggiamento rappresentavano solo un sogno futuristico: si combatteva con armi che s’inceppavano, con munizioni contate, con mezzi la cui efficienza poteva fare la differenza fra la vita e la morte.

Si dormiva solo per sfinimento fisico, perché gli orrori visti al fronte impedivano a chiunque di chiudere gli occhi senza risentire urla ed esplosioni e l’intero cast è stato addestrato a immaginare un clima che solo i sopravvissuti erano in grado di descrivere dal punto di vista emotivo.

Il cast venne accuratamente selezionato affinché ciascuno dei talentuosi attori prescelti somigliasse fisicamente alla persona reale di cui indossava i panni.

Durante le riprese, realizzate fra la Svizzera e la Gran Bretagna (per esplicita richiesta dell’allora primo ministro inglese Tony Blair a Steven Spielberg durante un incontro privato), Neal McDonough si ferì al volto per il malfunzionamento di un’arma sul set, la ferita s’infettò e dovette essere ricoverato a Londra. Per evitare che la stampa venisse a saperlo, usò un falso nome (quello del soldato che interpretava: Buck Compton) e rifiutò la somministrazione di novocaina come antidolorifico: sosteneva che un soldato negli anni ’40 non l’avrebbe avuta e lui non voleva uscire dalla parte che stava interpretando al momento dell’incidente.

David Schwimmer si ferì a un ginocchio durante le riprese delle scene d’addestramento e non volle interrompere il lavoro ma in seguito dovette andare in ospedale.

Per realizzare Band of Brothers ci vollero tre anni di duro lavoro.

Due anni dopo il debutto televisivo, nel 2003, aveva conquistato il primato come serie più venduta di tutti i tempi in DVD, con un guadagno di quasi 110 milioni di dollari: solo con le vendite home video, si era quasi ripagata la produzione.

Band of Brothers diede lavoro a oltre 2000 lavoratori locali che affiancarono la produzione, entrando nella storia sia come la più grande produzione televisiva mai realizzata fino a quel momento che come una serie di altissima qualità.

Rivederla, tutta d’un fiato, grazie alla maratona di SkyAtlantic il 20 aprile, è quindi un appuntamento da non perdere…

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