Midsommar, un video rivela gli inquietanti easter egg disseminati nel film

Quando avete visto l'horror di Ari Aster, avete fatto caso ai curiosi dipinti di Hårga o ai particolari nascosti tra gli alberi della foresta? Un video svela il significato delle "tracce" che il regista ha disseminato prima del finale.

"Nascosto nei dipinti, c'è tutto quello che accadrà nel film senza dare agli spettatori nessun segnale: è vero, Midsommar contiene un sacco di easter egg". Parola di Ari Aster, il regista (già di Hereditary - Le radici del male) che con Robert Eggers e Oz Perkins sta riscrivendo le traiettorie dell'horror d'autore. 

Midsommar - Il villaggio dei dannati, la sua radicale ed inquietante fiaba folk su antichi riti pagani e rinascita femminile, è disseminato di indizi, che il canale YouTube Heavy Spoilers ha analizzato sequenza per sequenza. Il risultato è un video di dieci minuti nel corso dei quali sotto il sole di mezzanotte di Hårga, la sperduta comune svedese nella contea bucolica di Hälsingland, assistiamo alle celebrazioni di metà estate già viste nella parte "americana" di film.

Il primo e più importante dettaglio è il dipinto iniziale: racchiude l'intera storia di Dani (Florence Pugh), dal passato doloroso della sua famiglia (il suicidio della sorella e dei genitori e lo stato d'ansia che le procura la relazione tossica nella quale è intrappolata con Christian) alla liberazione che arriva in Svezia, fino a diventare Regina di Maggio.

In quest'immagine c'è già tutto: l'alternarsi delle stagioni, il ciclo di morte e rinascita come le stagioni stesse della vita. Questa rivelazione, spiega il video di Heavy Spoilers, è annunciata diverse volte nel corso del film, già a partire dall'unico frame dei genitori di Dani, che hanno sul comodino accanto al letto una sua foto con una corona di fiori. Mamma e papà compaiono successivamente come membri della comunità, mentre è ancora più angosciante l'apparizione della sorella, il cui volto si compone negli alberi nella foresta di Hårga. 

Il rito si ripete ogni 90 anni, quindi gli eventi si sono già verificati in passato e continueranno ad accadere in futuro. L'ha spiegato lo scenografo Henrik Svensson in un'intervista concessa al sito Polygon.

I murales di Hårga sono il modo che ha questa comunità per documentare la propria ritualità dal momento che nessuna persona può partecipare per due volte, poiché nessuno può avere più di 72 anni. Questi dipinti sono come una versione a cartoon della sceneggiatura, però contorta perché abbiamo immaginato cosa avrebbe fatto lo scorrere del tempo a questi rituali.

Tutti i dipinti che si vedono nel film sono opera dell'artista Ragnar Persson, che li ha realizzati in collaborazione con la graphic designer Nille Svensson. Persino il sacrificio di Christian e la sua "trasformazione" in orso appaiono già all'inizio del film. Sul letto di Dani, c'è un quadro che raffigura una ragazzina con una corona e l'animale. 

Il dipinto si chiama "Stackars lilla Bamse!" (Povero piccolo orso!), l'ha dipinto il pittore svedese John Bauer nel 1912 e fa parte delle illustrazioni per una fiaba della scrittrice Helena Nyblom, intitolata "Oskuldens Vandring" e contenuta nella raccolta "Bland tomtar och troll" (Tra gnomi e troll).

L'immagine dell'orso, stavolta in fiamme, ritorna anche successivamente, quando Christian osserva incuriosito i disegni sulle pareti della stanza della matriarca Siv in cui è rinchiuso prima di decidere se "accoppiarsi" o meno con Maya. Pure i suoi abiti presentano simboli specifici, come quelli di tutti gli altri protagonisti. Lester ha raccontato nelle note di regia che ognuno di questi vestiti ha un significato unico.

Nei costumi si vede una combinazione dell'alfabeto runico e dell'alfabeto Affekt. Quando un personaggio cresce, gli viene assegnata una runa specifica, che corrisponde al suo background.

Altri easter egg sono lo spaventapasseri (già nella stanza di Dani nelle prime sequenze) e un dipinto che raffigura due lune nel soggiorno della ragazza, le stesse che si ammirano quando i quattro viaggiatori arrivano al festival: una dipinta a terra, un'altra costruita in legno.

Il significato runico di Midsommar è stato analizzato nel dettaglio da Roxana Hadadi sul blog Pajiba. D'altronde, Aster l'ha sempre ammesso: la sua opera è l'esplorazione di una cultura ancestrale da parte di un gruppo di "ospiti" estranei.

Ci siamo avvicinati a questo regno come un antropologo si avvicinerebbe a Candy Land: ciò che per noi è stato fondamentale, era creare un mondo che il pubblico potesse vivere e comprendere visceralmente, cosicché alla fine, anche se questa comunità rimane un mistero, viene comunque definita in modo complesso.

E voi avete fatto caso a tutti i segreti nascosti in Midsommar? Fatecelo sapere nei commenti!

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