La vendetta: Aftermath, la storia vera che ha ispirato il film con Schwarzenegger

Aftermath - La vendetta è un film con Arnold Schwarzenegger nei panni di un uomo che perde la famiglia in un tragico incidente aereo. Ecco la storia vera di Vitaly Kaloyev che ha ispirato la pellicola.

TMDB/Eagle Pictures Arnold Schwarzenegger nel film

Un'autentica storia di perdita, dolore e ricerca della verità è alla base di Aftermath - La vendetta, pellicola del 2017 che vede come protagonista Arnold Schwarzenegger. Disponibile su Netflix dal 1° maggio 2020, il film (che in Italia è uscito direttamente in versione Home-Video) racconta la storia di Roman Melnyk, un architetto che lavora nei pressi di Pittsburg e che attende con entusiasmo l'arrivo di sua moglie e di sua figlia con il volo AX112 in arrivo a tarda notte da New York.

Una volta giunto in aeroporto, gli viene comunicato che c'è stato un tragico incidente in volo, probabilmente senza sopravvissuti. Non riuscendo a rassegnarsi per la perdita delle persone a lui più care, Roman pretende delle scuse formali da chi ha provocato l'incidente. Non ricevendone affatto, l'uomo, spinto dal fortissimo dolore, comincia a covare una profonda rabbia nei confronti del Controllore del Traffico Aereo, Jacob Bonanos (detto Jake), che ritiene unico responsabile dell'incidente.

La pellicola ci consente di osservare quanto è accaduto prima dell'incidente, con Jake costretto a distrarsi dal controllo aereo per via di alcune avarie dei sistemi. L'incidente tragico che è seguito è storia nota. Invitato dall'ANS Provider a lasciare il lavoro, Jake viene abbandonato da moglie e figlio e cade in depressione...

Non vogliamo di certo svelare il resto di questa intensa e drammatica pellicola (che vi invitiamo a vedere su Netflix) ma evidenziare (come anticipato) il fatto che essa si basa su un fatto realmente accaduto che ha visto protagonista l'ex architetto russo Vitaly Kaloyev.

Vitaly Kaloyev e l'incidente aereo del 2002

Sebbene oggi sia noto come un potente uomo politico russo, in passato Vitaly Kaloyev è balzato agli onori della cronaca come un uomo spezzato dal dolore. Nel 2002 sua moglie Svetlana, il figlio Konstantin di 10 anni e la figlia Diana di 4 anni morirono, quando l'aereo passeggeri su cui stavano viaggiando si scontrò a mezz'aria con un volo cargo. Lo schianto, che avvenne sulla città tedesca di Überlingen, uccise 71 persone, la maggior parte delle quali erano giovani scolari russi.

Il signor Kaloyev è stato uno dei primi parenti ad arrivare sul posto, finendo con il trovare il corpo di sua figlia a poco più di 3 chilometri da dove era avvenuto l'incidente. Il corpo della moglie Svetlana venne ritrovato in un campo di grano, mentre quello di Konstantin in strada di fronte ad una pensilina.

Originario di Vladikavkaz, vicino al confine con la Cecenia, Vitaly Kaloyev al momento dell'incidente aereo aveva appena firmato un contratto di due anni per lavorare come costruttore e architetto per un progetto da realizzare a Barcellona. Prolungando dunque il suo soggiorno in Spagna (dove già dimorava per lavoro) aveva chiesto alla sua famiglia rimasta in Russia di raggiungerlo e di unirsi a lui per trascorrere insieme un periodo di vacanza a Barcellona. L'uomo stava aspettando la sua famiglia all'aeroporto della città catalana quando venne a sapere del tragico incidente. 

Difficile immaginare il dolore che Vitaly possa aver provato nell'apprendere che le vite dei suoi più cari affetti si erano improvvisamente spezzate. Quel che è certo è che proprio quel dolore straziante lo portò due anni dopo nella città svizzera di Kloten, per confrontarsi con l'uomo che riteneva responsabile dell'incidente e ottenere la sua personale giustizia.

TMDB/Eagle PicturesScena film Aftermath - La vendetta
Una scena del film Aftermath - La vendetta

Peter Nielsen, 36 anni, si trovava da solo in servizio nella sala di controllo di Zurigo la notte dell'incidente di Überlingen, quando diede solo 44 secondi di avvertimento a un aereo della Bashkirian Airlines e ad un aereo cargo DHL di essere troppo vicini.

Il volo russo era in viaggio da Mosca a Barcellona con a bordo 60 passeggeri e 9 membri dell'equipaggio, 45 dei quali erano ragazzi in gita scolastica. Il secondo velivolo, un piccolo aereo da carico Boeing 757-23APF, era pilotato da Paul Philips, in viaggio da Bergamo a Bruxelles. A bordo c'era anche il co-pilota Brant Campioni.

Nielsen, dipendente della società svizzera di controllo dello spazio aereo, stava presidiando due postazioni di lavoro mentre un collega riposava accanto a lui. Non si accorse che i due aerei che viaggiavano a 11.000 metri d'altezza erano in rotta di collisione fino a quando non si trovarono distanti meno di un minuto l'uno dall'altro.

Un'indagine che ha avuto luogo in seguito ha messo in luce che Nielsen diede ordine all'equipaggio dell'aereo passeggeri di scendere di 1.000 piedi (300 metri circa) per evitare la collisione ma, dopo aver iniziato la discesa, il sistema integrato di prevenzione delle collisioni del traffico (TCAS) diede invece loro l'ordine di salire di quota. Viceversa, il TCAS del Boeing ordinò a quell'equipaggio di scendere.

Se entrambi gli aerei avessero seguito le loro istruzioni automatizzate, la collisione non avrebbe avuto luogo. Invece, ignaro delle istruzioni del TCAS, Nielsen ha ripetuto le sue istruzioni all'aereo russo e l'equipaggio ha ignorato l'avvertimento automatico. Alle 23.35 gli aerei si sono scontrati quasi ad angolo retto ad un'altitudine di 34.890 piedi (quasi 11.000 metri) con lo stabilizzatore verticale della coda del Boeing che tagliò completamente attraverso il volo 2937 proprio davanti alle ali.

Nelle settimane successive all'incidente, gli investigatori hanno messo in luce i fallimenti della gestione della situazione in corso da parte di Nielsen, che ammise le sue responsabilità, dichiarando:

Come padre sento che questa perdita lascia un vuoto che farà male. La notte dell'incidente facevo parte di una rete di persone, computer, dispositivi e regolamenti di monitoraggio e trasmissione. Tutte queste parti devono funzionare insieme senza soluzione di continuità e senza errori e devono essere sincronizzate. Come controllore del traffico aereo era mio compito e dovere prevenire tali incidenti. Così tanti bambini hanno perso la vita e così tante speranze per il futuro sono state spezzate.

TMDB/Eagle PicturesAftermath - La vendetta, poster
Il poster ufficiale di Aftermath - La vendetta

L'omicidio di Peter Nielsen

Poco tempo dopo la tragedia, Nielsen cadde in depressione e finì in terapia, non tornando mai più al suo precedente lavoro.

Alla cerimonia di commemorazione per il primo anniversario della tragedia, Vitaly Kaloyev, sconvolto, chiese al capo di Skyguide la possibilità di incontrare il controllore che era stato responsabile del disastro, senza però ricevere alcuna risposta. Kaloyev decise quindi di assumere un investigatore privato di Mosca per trovare l'indirizzo di Nielsen nei pressi di Zurigo.

Nel pomeriggio del 24 febbraio 2004, un vicino della famiglia Nielsen notò un volto sconosciuto nei paraggi e chiese all'uomo che cosa cercasse. Kaloyev agitò un pezzo di carta con sopra il nome del controllore del traffico aereo e gli fu indicata la porta di ingresso di Nielsen. Quest'ultimo, che viveva in Svizzera dal 1995 ed era appena tornato da un viaggio, notò lo "strano" uomo nel suo giardino e uscì per chiedergli che cosa volesse accompagnato dai suoi tre figli. 

Dopo aver sentito un urlo, sua moglie Mette si precipitò fuori e trovò Peter in una pozza di sangue dopo essere stato pugnalato con una lama di 14 centimetri allo stomaco, al cuore e al volto. Kaloyev fuggì dalla scena del delitto, ma venne catturato dalla polizia all'aeroporto di Zurigo e fu accusato di omicidio.

Al suo processo, Kaloyev riferì che avrebbe voluto che Nielsen si scusasse con lui per la morte della sua famiglia. Pur mostrando una certa compassione per i tre figli di Nielsen, che erano stati costretti ad assistere impotenti alla morte del padre, l'uomo aggiunse che l'incidente aereo del 2002 aveva posto fine anche alla sua vita e non solo a quella dei suoi cari.

Condannato nel 2005 a 8 anni di prigione, ne scontò soltanto tre facendo appello alle sue condizioni di salute mentali. Kaloyev tornò a casa sua nella città di Vladikavkaz, nell'Ossezia del Nord, dove fu accolto da folle entusiaste che lo acclamarono come un eroe e dove vive ancora oggi. Nel 2007 a quattro controllori del traffico aereo sono state risparmiate delle pene detentive, sebbene siano stati condannati per omicidio colposo e negligenza per la collisione aerea del 2002.

Nonostante tutto, però, con la morte di Nielsen per Kaloyev giustizia era stata fatta.

 

FONTI: Metro/People

Leggi anche

      Cerca