Processi mediatici: il trailer ci presenta i casi narrati nella docuserie

Quando i casi giudiziari hanno iniziato a diventare spettacoli di intrattenimento? Quale peso e ruolo hanno i media nel modellare l'opinione pubblica su colpevolezza e innocenza? La docuserie Processi mediatici di Netflix va in cerca di risposte.

Per gli appassionati di crime e casi giudiziari, su Netflix è in arrivo una docuserie imperdibile. Prodotta (anche) da George Clooney e dal socio Grant Heslov con la loro Smokehouse Pictures, Processi mediatici (Trial by Media) racconta 6 dei più drammatici e memorabili procedimenti legali che hanno avuto luogo negli Stati Uniti in epoca recente. Il minimo comune denominatore? Come lascia intendere il titolo, la sovraesposizione mediatica. Non solo a livello nazionale, ma mondiale.

Il trailer ufficiale (che trovate in copertina) presenta i casi narrati e anticipa l'elemento cruciale e il fil rouge del progetto, ovvero un'indagine sul ruolo fondamentale svolto dai mezzi di informazione nell'orientare e plasmare l'opinione pubblica in merito alla colpevolezza o innocenza degli imputati.

I casi di Processi mediatici

Qual è stato il percorso che ha portato le telecamere nelle aule dei tribunali e ha dato il via al fenomeno dei casi giudiziari trasformati in spettacoli di intrattenimento? Come spiega il comunicato ufficiale di Netflix, Processi mediatici si propone di esplorare "i molti modi in cui la stampa ha contribuito a rimodellare la percezione pubblica di colpevolezza o innocenza prima, durante e dopo un processo" attraverso 6 vicende emblematiche USA.

I casi riguardano "diverse aree della legge", a partire dallo scandalo del governatore dell'Illinois, Rod Blagojevich. L'uomo è stato arrestato nel 2008 con l'accusa di frode e corruzione ed è passato alla storia per avere cercato di vendere al miglior offerente il seggio lasciato vacante dal neo presidente degli Stati Uniti d'America, Barack Obama.

NetflixIl poster di Processi mediatici
Il poster della docuserie Netflix Processi mediatici

Un altro processo affrontato nella docuserie è quello dell'omicidio di Scott Amedure da parte di Jonathan Schmitz, avvenuto 3 giorni dopo che Scott aveva dichiarato di avere una cotta per Jonathan nel corso del programma The Jenny Jones Show. La famiglia della vittima ha fatto causa alla trasmissione e il caso ha avuto una incredibile eco sulla stampa e in TV.

Processi mediatici ripercorre anche l'uccisione (con 41 colpi di arma da fuoco) dello studente liberiano Amadou Diallo da parte di 4 poliziotti della NYPD unità Crimini Stradali, il procedimento legale contro il businessman Richard Scrushy, il caso del "giustiziere della metropolitana" (un uomo che ha sparato a 4 ragazzi che gli avevano chiesto dei soldi) e lo stupro di gruppo subito da Cheryl Ann Araujo nel bar Big Dan di New Bedford, in Massachusetts (che ha ispirato il film Sotto accusa con Jodie Foster e Kelly McGillis). 

Gli episodi, la data di uscita e le cose da sapere di Processi mediatici

Processi mediatici è composta da 6 episodi, che ripropongono ciascuno un caso che ha fatto la storia della giurisprudenza USA e sono stati diretti da altrettanti registi d'eccezione. I filmmaker coinvolti nel progetto sono Tony Yacenda (vincitore del Peabody Award per American Vandal), Sky Borgman (Rapita alla luce del sole), Garret Bradley (premiato al Sundance Film Festival 2020 per il documentario Time), Brian McGinn (Amanda Knox), Sierra Pettengill e Yance Ford.

Oltre che da George Clooney e Grant Heslov, la docuserie è prodotta dal giornalista e avvocato Jeffrey Toobin, dal fondatore di Court TV Steven Brill e da Brian McGinn, Jason Sterman e David Gelb di Supper Club. 

Processi mediatici arriverà su Netflix l'11 maggio 2020 e, come hanno spiegato Clooney e Heslov in una nota condivisa da Entertainment Tonight, si misurerà con una sfida ambiziosa:

L'obiettivo era di creare una serie che non fosse solo intrattenimento, ma fornisse anche alcune informazioni sul caotico funzionamento del sistema giudiziario USA.

E a giudicare dal trailer, le premesse ci sono tutte, tra video di scene del crimine, filmati d'archivio e di aule di tribunale, notiziari dell'epoca e dichiarazioni che rappresentano alla perfezione l'atmosfera descritta:

Non sto dicendo che il processo è un teatro, ma l'opinione pubblica è una corte importante. Perché se a tutti piacciono questi ragazzi, allora devono essere bravi ragazzi, giusto?

Agli spettatori l'ardua sentenza.

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